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Le notizie del 19 aprile 2019 sulla guerra in Libia

L'allarme Unicef: «Circa 1.800 bambini devono essere evacuati. Finora mezzo milione quelli colpiti dai combattimenti». 

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A pagare il prezzo più alto della guerra in Libia sono come sempre i più piccoli. L'allarme questa volta arriva dall'Unicef: circa 1.800 bambini hanno urgente bisogno di essere evacuati dalle zone in prima linea di combattimento, mentre altri 7.300 sono già stati sfollati dalle loro case a causa delle violenze. Nel complesso, sono circa 500 mila i bambini colpiti in tutta la parte occidentale del Paese.

L'ALLARME DI UNICEF E ONU PER I BAMBINI E I CIVILI

«Un numero crescente di bambini è a rischio imminente di ferite o morte a causa dell'escalation dei combattimenti, i peggiori degli ultimi anni, a Tripoli e dintorni», si legge nella nota congiunta del direttore generale dell'Unicef Henrietta Fore e del Rappresentante speciale del Segretario generale dell'Onu per i bambini e i conflitti armati Virginia Gamba. «Ricordiamo a tutte le parti in guerra in Libia l'obbligo di proteggere i bambini in ogni momento, nel pieno rispetto del diritto internazionale», prosegue il comunicato. «Uccidere, ferire e reclutare bambini, gli attacchi su strutture scolastiche, mediche e idriche sono tutte gravi violazioni dei diritti dei bambini e devono cessare immediatamente. Devono essere messe in atto misure di prevenzione per proteggere meglio i bambini, in linea con la risoluzione 2427 del Consiglio di sicurezza». E ancora: «Esortiamo inoltre a un accesso umanitario sicuro e senza ostacoli per tutti i bambini bisognosi, e a un cessate il fuoco per consentire ai civili di lasciare in sicurezza le aree in conflitto». Solo giovedì, nell'aggiornare il bilancio delle vittime (225 dall'inizio del conflitto), Foad Aodi, presidente dell'Associazione medici di origine straniera in Italia (Amsi), in contatto costante con i medici libici nelle aree del conflitto, sottolineava che tra i morti «si contano 70 bambini, 40 donne decedute a seguito degli stupri subiti e 15 sanitari».

COLLOQUIO TELEFONICO PARIGI-WASHINGTON

Sul versante diplomatico, dopo le accuse del ministero dell'Interno libico su un presunto sostegno francese al generale Khalifa Haftar, l'Eliseo ha risposto ribadendo che «la Francia appoggia il governo legittimo del primo ministro Fayez al Sarraj e la mediazione dell'Onu per una soluzione politica inclusiva in Libia». Questo mentre il ministro degli Esteri francese, Jean-Yves Le Drian e il segretario di Stato Usa Mike Pompeo, nel corso di un colloquio telefonico, hanno fatto il punto sulla situazione della sicurezza a Tripoli. Nel corso del colloquio, ha reso noto il Quai d'Orsay, i due hanno osservato la loro «completa comunanza di vedute» sul dossier libico e «auspicato un rapido cessate il fuoco» nonché «una ripresa del processo politico senza ritardi, sotto l'egida delle Nazioni Unite».

19 Aprile Apr 2019 1316 19 aprile 2019
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