Trump Petrolio Iran Import Export

Trump blocca l'import del petrolio iraniano per otto Paesi

La Casa Bianca annuncia lo stop alle esenzioni sul greggio di cui si avvaleva anche l'Italia. Dure critiche dalla Cina.

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Nuovo sgarbo di Donald Trump nei confronti dell'Iran. Gli Stati Uniti hanno annunciato che a breve tutti i Paesi dovranno mettere fine all'import di petrolio iraniano e che il 2 maggio non rinnoveranno le esenzioni di 180 giorni concesse a otto Paesi, tra cui l'Italia. In caso contrario scatteranno sanzioni. L'anticipazione, poi confermata dalla Casa Bianca, è apparsa sulle pagine del Washington Post, che ha citato due fonti del Dipartimento di Stato americano, spiegando che si tratta di una escalation della campagna di «massima pressione» dell'amministrazione Trump contro Teheran.

«MASSIMA PRESSIONE ECONOMICA CONTRO L'IRAN»

«L'amministrazione Trump e i suoi alleati», si legge in un comunicato della Casa Bianca, «sono determinati a sostenere ed espandere la campagna di massima pressione economica contro l'Iran per mettere fine all'attività destabilizzante del regime che minaccia gli Stati Uniti, i nostri partner e alleati e la sicurezza in Medio Oriente». La decisione del presidente di eliminare le esenzioni, prosegue la nota, «segue la designazione del corpo dei guardiani della rivoluzione come organizzazione terroristica straniera, dimostrando l'impegno degli Usa a spezzare la rete del terrore iraniano e a cambiare i comportamento maligno del regime». Gli Usa plaudono «al sostegno dei nostri amici e alleati in questo sforzo».

VOLA IL PREZZO DEL PETROLIO

Una mossa, quella di Trump, che ha fatto schizzare in alto il prezzo del barile di oro nero (più 3% circa, a quasi 66 dollari al barile, vicino ai massimi degli ultimi sei mesi) e aumentare le tensioni con la Cina e con la Turchia, due degli otto Paesi che avevano ottenuto le esenzioni e tra i maggiori importatori del greggio iraniano.

LA DURA RISPOSTA DI PECHINO

La Cina. in particolare, ha criticato duramente la decisione: Pechino si oppone «alle sanzioni unilaterali e alla giurisdizione ad ampio raggio», ha commentato il portavoce del ministero degli Esteri Geng Shuang, per il quale gli accordi siglati da Pechino con Teheran sono «ragionevoli e legittime».

22 Aprile Apr 2019 1613 22 aprile 2019
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