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Le promesse di Xi all'apertura del forum sulla Nuova via della seta

Il presidente cinese ha inaugurato il secondo meeting cinese sulla Belt and Road Initiative. Garanzie su sostenibilità, sicurezza e cooperazione. Così Pechino prova a rassicurare il mondo.

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Standard «di alta qualità», «sostenibilità commerciale e fiscale dei progetti perché possano centrare i target», «cooperazione aperta, verde e trasparente», «tolleranza zero alla corruzione». Xi Jinping ha corretto il tiro sulla Via della Seta e aperto ai cambiamenti sollecitati dall'esterno, inevitabili dopo le distorsioni emerse nell'ambizioso piano infrastrutturale lanciato nel 2013 per connettere Asia, Africa ed Europa, tra cui la temuta «trappola del debito», mai citata dal presidente.

UN MESSAGGIO IN VISTA DEI COLLOQUI SUI DAZI CON WASHINGTON

Al discorso inaugurale del secondo Forum sulla Belt and Road Initiative, il presidente cinese ha dedicato meno di mezz'ora alla sua creatura. Gran parte del suo intervento è stato infatti incentrato sul fronte domestico: riforme per maggiore apertura, soluzione della vexata quaestio del sussidi statali, tutela dei diritti della proprietà intellettuale, più investimenti stranieri in diversi settori e impegno contro le svalutazioni competitive dello yuan. Quattro punti tra i più qualificanti delle richieste Usa alla base della guerra dei dazi con gli Stati Uniti, apparsi come un via libera all'accordo a pochi giorni dal ritorno a Pechino dei negoziatori americani, il segretario al Tesoro Steven Mnuchin e il rappresentante per il Commercio Robert Lighthizer, per un nuovo round di colloqui. Le voci, infatti, si sono intensificate sul possibile viaggio a Washington di Xi già a giugno per la firma della storica pace, a maggior ragione all'indomani delle parole del tycoon secondo cui lo riceverà «presto» alla Casa Bianca.

LA PROMESSA DI XI VERSO UN NUOVO MULTILATERALISMO

«Diamo grande importanza al completamento e al rafforzamento di multilateralismo e bilateralismo economico e degli accordi sul commercio con gli altri Paesi», ha detto Xi. La nuova Via della Seta creerà opportunità di sviluppo anche per la Cina, mentre la Cina stessa sta aprendo ulteriormente i suoi mercati al mondo: essendo il Paese «con la classe media più numerosa in fase di crescita», Pechino ha anche l'obiettivo di importare più servizi e beni ed è disposta ad acquistare di più dall'estero, tra prodotti agricoli e servizi competitivi, «non avendo come priorità la ricerca del surplus commerciale».

IL MESSAGGIO DI PECHINO AI 37 CAPI DI STATO E DI GOVERNO

Il messaggio di Xi ai 37 capi di Stato e di governo, tra cui il premier Giuseppe Conte, unico leader del G7 presente, e ai 5.000 partecipanti è stato il più possibile rassicurante. Al punto che i leader che lo hanno seguito in scaletta si sono trasformati in testimonial: secondo il presidente russo Vladimir Putin, la nuova Via della Seta «calza alla perfezione» con la sua Eurasian Economic Community (network tra Russia, Armenia, Bielorussia, Kazakhstan e Kyrgyzstan), mentre toni positivi sono stati espressi dai presidenti di Kazakhstan ed Egitto, Nursultan Nazarbayev e Abdel Fattah al-Sisi.

LA BELT AND ROAD INITIATIVE E IL CAMBIAMENTO CLIMATICO

I premier di Malaysia e Pakistan, Mahathir Mohamad e Imran Khan, hanno rimarcato il loro «pieno appoggio», forti degli sconti apportati da Pechino ai costi di diverse opere, non sostenibili finanziariamente. Mentre il segretario dell'Onu Antonio Guterres ha lodato la Cina per la sua Belt and Road Initiative che offre una possibilità concreta di invertire gli effetti dei cambiamenti climatici. Guterres ha elogiato in particolare gli investimenti per oltre 125 miliardi di dollari sulle energie rinnovabili nel 2017. Per la Cina, la sfida più grande sarà adesso quella di rispettare le promesse sulla correzione di rotta, sposando effettivamente gli «standard internazionali più usati».

26 Aprile Apr 2019 2129 26 aprile 2019
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