Venezuela
Venezuela nel caos
Venezuela News Oggi 2 Maggio

Le ultime notizie sulla crisi in Venezuela del 2 maggio 2019

Il tentativo di rovesciare Maduro con una rivolta militare da parte del leader dell'opposizione Guaidó perde di slancio. Ora l'avversario del governo chavista chiama allo sciopero la folla.

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Il Venezuela è stato teatro di due imponenti mobilitazioni, a favore e contro il governo chavista, in cui il leader dell'opposizione autoproclamatosi presidente Juan Guaidó, al grido di «sì si può!», ha chiesto ai suoi militanti di accompagnarlo per ottenere la fine della «usurpazione» del potere da parte del presidente Nicolás Maduro, mentre quest'ultimo ha celebrato «la sconfitta della destra golpista» che «voleva portare il Paese alla guerra civile».

MADURO ANNUNCIA UNA MARCIA MILITARE

Maduro è apparso in un messaggio a reti unificate e in diretta su Twitter vestito in abiti militari, circondato da soldati e accanto al ministro della Difesa Vladimir Padrino Lopez, annunciando per il 2 maggio una «marcia militare insieme con i sempre degni e leali ufficiali delle nostre forze armate».

Nicolás Maduro.

Maduro ha detto che «le nostre forze armate devono dare una lezione storica in questo momento. È giunta l'ora di combattere. È giunto il momento di dare un esempio e dire che in Venezuela c'è una forza armata coerente, fedele e coesa. Siamo in combattimento. Massima morale in questa battaglia per disarmare qualsiasi traditore, qualunque golpista. Oggi, e tutti i giorni, i soldati marciano per la lealtà militare alla patria di Bolivar. Iniziamo oggi 2 maggio».

IRRUZIONE IN UNA CHIESA A SAN CRISTOBAL

Poche ore dopo monsignor Mario del Valle Moronta, vescovo della diocesi di San Cristobal, ha denunciato l'irruzione in una chiesa da parte di una quarantina di militari della Guardia nazionale bolivariana, che avrebbero anche lanciato lacrimogeni tra i fedeli: «Questo pomeriggio un'orda di uomini della Guardia nazionale ha attaccato la chiesa di Nostra Signora De Fatima nel quartiere Sucre, a San Cristobal», ha detto il vescovo, riportando la testimonianza oculare del parroco, padre Jairo Clavijo.

LA SOLLEVAZIONE CHE NON ARRIVA

Le ultime notizie dal Paese sembrano indicare un indebolimento della spinta partita con l'"Operazione Libertà" il 30 aprile per rovesciare il governo chavista. In vari punti di Caracas, ed anche in alcune località venezuelane, vi sono stati incidenti fra gruppi di opposizione e Guardia nazionale bolivariana (Gnb) che secondo le ong di difesa dei diritti umani hanno causato decine di feriti. Ma la sollevazione dei militari contro Maduro, al momento, non è arrivata. L’ong venezuelana per i diritti umani Foro Penal ha riferito che 119 persone, di cui 11 adolescenti, sono state arrestate durante le manifestazioni di protesta.

SCIOPERI A CATENA

Arringando i suoi sostenitori nel quartiere El Marqés nella capitale, Guaidò ha annunciato che a partire dal 2 maggio inizierà un programma di scioperi scaglionati nell'amministrazione pubblica, fino a far sì che tutti i settori si uniscano in uno sciopero generale: «Resteremo nelle strade fino ad ottenere la fine dell'usurpazione, un governo di transizione e libere elezioni». Guaidó ha quindi sottolineato che in Venezuela «non abbiamo nulla da festeggiare» perché l'ultimo «aumento salariale è già andato in fumo» davanti all'iperinflazione esistente. Da parte sua Maduro, rivolgendosi alla "Marea rossa" chavista presentata dai suoi collaboratori come «vari chilometri di militanti», ha sostenuto che si è trattato di «una delle marce più grandi della storia», «una mobilitazione monumentale».

La manifestazione chavista a Caracas.

Alludendo infine alla rivolta militare di martedì guidata dal leader di Voluntad Popular, Leopoldo López, nei confronti del quale un tribunale di Caracas ha spiccato il 2 maggio un ordine di cattura, e da Guaidó, ha parlato di «un gruppo di persone, di codardi e criminali, che rispondevano alla destra golpista», i quali «devono capire una volta per tutte che entrare nel Palazzo presidenziale di Miraflores è possibile solo col voto popolare e mai con l'uso di armi della Repubblica contro la Repubblica».

DUE MORTI NELLE PROTESTE

Una donna di 27 anni è stata uccisa da colpi d'arma da fuoco la sera dell'1 maggio negli scontri in Venezuela. Lo rende noto su Twitter Guaidò, aggiungendo che i responsabili dovranno renderne conto alla giustizia.

Sale così a due il numero dei morti degli scontri tra oppositori e forze fedeli al presidente Maduro cominciati martedì. Almeno 15 minorenni, tra i 14 e i 17 anni, sono stati feriti durante le proteste di piazza. Lo fa sapere l'Unicef. Secondo notizie riferite dai media venezuelani, almeno altre 59 persone sono rimaste ferite.

2 Maggio Mag 2019 0626 02 maggio 2019
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