Europee 2019
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Elezioni Europee 2019 Commissari Europei Nomina

Aperto il risiko per le nomine della Commissione europea

Vertice straordinario indetto da Tusk il 28 maggio. Barnier ancora in pole per la Commissione. Assieme alla presidente lituana Grybauskaité.  Per l'Italia partita difficile. 

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Cambia il metodo perle nomine dei vertici della Commissione europea. E al vertice dei 27 leader Ue a Sibiu si è già aperto il risiko per la leadership dell'Unione che verrà. Il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk, al termine del vertice di Sibiu, ha annunciato un vertice straordinario dei 28 capi di stato e di governo per il 28 maggio, cioè, «all'indomani del voto per il Parlamento europeo» per «avviare il processo delle nomine dell'Ue», che intende «condurre in modo veloce», per arrivare a «nominare la nuova leadership dell'Ue a giugno». «Se non si dovesse raggiungere il consenso» ha avvertito Tusk, «non esiterò a ricorrere al voto».

MACRON CONTRO I CANDIDATI DEL PARLAMENTO

Emmanuel Macron ha condiviso il metodo Tusk. Per la presidenza della Commissione europea «dobbiamo scegliere il miglior candidato possibile, ci saranno dei compromessi, ma io mi batterò per avere il miglior candidato, coerente con ambizioni europee forti, e persone capaci, che porteranno valore aggiunto al progetto europeo», ha detto il presidente francese Macron, che non concorda con la procedura dello Spitzenkandidat, «quelli sono i candidati tecnici».

L'Italia «è intenzionata ad avere il ruolo che le spetta: è la seconda azienda manifatturiera in Europa e il terzo sistema economico nell'eurozona, dovrà recitare un ruolo non secondario» in Europa, ha detto da parte sua il presidente del consiglio Giuseppe Conte. Ma la competizione appare complessa, mentre giorno dopo giorno è un rincorrersi di ipotesi di nuovi candidati per i principali incarichi europei che rischiano di lasciare Roma a mani vuote. «L'Italia è politicamente isolata, non trova sostegno da nessuna parte, forse perché troppi suoi ministri sono stati aggressivi e violenti nei confronti degli altri. Non mi sembra che in questo momento abbia possibilità di assumere incarichi di rilievo in Ue», ha ammonito il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani, che a sua volta spera in una difficile riconferma.

LA SPAGNA VERSO IL RUOLO DI ALTO RAPPRESENTANTE

Pedro Sanchez, fresco della vittoria elettorale che lo ha incoronato come l'uomo di punta dei socialisti al Consiglio europeo, rischia di essere uno degli avversari principali per l'Italia. «La Spagna ha da giocare una carta determinante per la sua futura rappresentanza nell'Ue", ha dichiarato, prima di immergersi in una girandola di discussioni. Le voci indicano il ministro degli Esteri iberico uscente, Josep Borrell, tra i nomi in pole per il ruolo di Alto rappresentante, assieme a quello del vicepresidente della Commissione Ue, l'olandese e candidato di punta dell'S&D, Frans Timmermans.

TSIPRAS CERCA UN INCARICO, RUTTE AMBITO PER IL CONSIGLIO

Ma il borsino dei papabili per i top job dell'Ue si è arricchito di nuovi nomi, con le ultimissime indiscrezioni che indicano anche il premier greco Alexis Tsipras, che dalla sua parte ha la buona credenziale della storica pace raggiunta di recente con la Macedonia. Per i sondaggi Tsipras si avvia alla sconfitta alle politiche e potrebbe essere interessato ad ottenere un incarico di primo piano in Europa. Tra i favoritissimi per la leadership del Consiglio europeo c'è poi il premier olandese, il liberale Mark Rutte. Fonti europee spiegano che se veramente volesse, l'incarico sarebbe suo. Ma il primo ministro dei Paesi Bassi è tornato a chiamarsi fuori, nonostante il belga Charles Michel gli abbia dato il suo endorsement pubblico, esaltandone le qualità.

BARNIER SEMPRE IN POLE PER LA COMMISSIONE

Per la carica più alta dell'esecutivo comunitario sono alte le quotazioni del capo negoziatore della Ue per la Brexit Michel Barnier (Ppe), ma regge anche l'ipotesi Dalia Grybauskaité (indipendente, gradita al Ppe). Oltre ai baltici, anche i Paesi dell'Est sembrano aperti a sostenere la presidente lituana, già commissaria europea nella compagine Barroso I, ormai alla fine del suo secondo mandato. Più improbabile per la poltrona appare invece la soluzione di 'lady antitrust' Margrethe Vestager (Alde). Indebolita appare poi la candidatura di Manfred Weber, uomo di punta del Ppe.

10 Maggio Mag 2019 0956 10 maggio 2019
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