carriere improvvise
5 Gennaio Gen 2011 1607 05 gennaio 2011

Le fortune di Kiss me Licia

L'ascesa di Ronzulli, da infermiera al Pdl.

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di Nico Arse

Infermeria, fisioterapia, politica, imperi sanitari, ma soprattutto tanto e tanto amore. In particolare per il disgraziato Bangladesh, dove va a «fare missioni», come spiegò Silvio Berlusconi per presentare la sua nuova scoperta, subito candidata vincente alle europee 2009. Per una geografia dei poteri italiani e dei sistemi per scalarli è interessante il caso Licia Ronzulli, l’europarlamentare marsupiale, cioè quella con bambina al collo anche a Strasburgo («mamma ed eurodeputata» la incoronò il Corriere della sera dedicandole la foto del giorno).
DA INFERMIERA A DEPUTATA. Un’ascesa fulminea nell’empireo dei preferiti e preferite del premier, spinta da una determinazione ferrea per emergere e prendere posto nella società che conta, sotto l’ala protettrice di due realtà: il gruppo San Donato, impero delle cliniche lombarde, e il gruppo di amici e amiche di Berlusconi. Lei rampante infermiera al Galeazzi di Milano, uno degli ospedali del gruppo che fa capo a Giuseppe Rotelli, re delle cliniche private e azionista “berlusconiano” di Rcs-Corriere della Sera. Lui, il marito Renato Cerioli, attuale amministratore delegato di due cliniche di Rotelli (Istituti Clinici Zucchi di Monza e Istituto Clinico Villa Aprica di Como), recentemente eletto presidente di Confindustria Monza e Brianza pur senza aver mai fatto, a quanto risulta, né l’imprenditore né l’industriale in vita sua. In mezzo, frattanto, Silvio Berlusconi, che nel giugno 2008 compare in un servizio di Chi come testimone benedicente delle nozze della coppia in fragorosa ascesa.

Un'ascesa improvvisa

Quarantamila voti al primo colpo, lei, da illustre sconosciuta se si eccettua qualche articolo sulla candidate di Papi che la davano come massaggiatrice, non è niente male. Però sfatiamo due miti. Licia Ronzulli non è mai stata massaggiatrice, ma caposala e se non basta anche manager sanitaria. Secondo, i 40 mila voti presi alle Europee pare non siano stati esattamente farina del suo sacco, ma piuttosto il frutto di ordini arrivati direttamente dai vertici del Popolo della libertà che, secondo certe indiscrezioni, addirittura minacciarono di “licenziare” i coordinatori locali se la cocca non avesse avuto quelle preferenze.
L'ELEZIONE A STRASBURGO. Kiss me Licia Ronzulli doveva essere eletta a Strasburgo e così è stato. Facendo tanto felici i coordinatori Pdl, ma infelici molti altri. L'ex pidiellina Isabella De Martino, per dirne una, trombata alle stesse europee che hanno premiato la Ronzulli, si dimise subito dopo, denunciando il trattamento di favore per la 34enne scoperta dal Cavaliere («Berlusconi ha chiesto alla Liguria di sostenere la Ronzulli, una amica di famiglia, una che ha il nome di un deodorante. È arrivato anche a me il sms che chiedeva di votare per lei», tuonò la focosa ligure).
UN EXPLOIT SENZA GAVETTA. Non paga di ciò Kiss me Licia Ronzulli, raccontano nel Pdl lombardo, subito dopo l’exploit eterodiretto delle 40 mila preferenze, si era presentata da Berlusconi per chiedere ipso facto il coordinamento del partito in Lombardia, dovuto in quanto recordwoman di voti. Non l’ha ottenuto, ma ha comunque scalato le posizioni del partito senza avere mai fatto l’ombra di una gavetta politica. L’agiografia berlusconiana la vuole donna di cuore, genere 'Fabbrica del sorriso' di Mediaset, donna solare e dalla bella dentatura che abbraccia bambini sfortunati del Terzo mondo, e fu questo a colpire il premier che la impose in lista. Oltre che in India e Bangladesh, la Ronzulli frequenta però luoghi anche meno tormentati, tipo Villa Certosa, dove va però soltanto con il marito, come ebbe a spiegare quando una escort la indicò come responsabile della logistica delle ragazze ospiti della residenza sarda del premier. Tutte falsità già sconfessate, addirittura due volte, non una. La prima, per smentire di essere mai stata a Villa Certosa, la seconda per smentire di esserci mai stata da sola.

Il futuro spianato

L'amicizia con Berlusconi invece è cosa certa, meno certa la sua origine. In ambienti Pdl, pieni di pettegoli, gli improvvisati biografi della stella (tra le altre) berluschina fanno risalire il big bang sempre al Galeazzi, dove Berlusconi si sarebbe rivolto per correggere l’esito non perfetto di una blefaroplastica eseguita altrove. Lì trova la bella e brava Ronzulli, «una ragazza molto ambiziosa» la descrivono i suoi ex colleghi di sala, che segue il decorso dell’epidermide berlusconiana insieme al chirurgo plastico, molto noto in casa Mediaset, il primario prof. dott. Franz Baruffali Preis.
UN RUOLO DI RILIEVO. Le sue qualità caratteriali e professionali, però, stanno strette in un ospedale e le valgono subito un posto all’Europarlamento. Nel gineceo del Pdl, tuttavia, le altre onorevolesse spesso la detestano cordialmente. Quando Berlusconi fu colpito dalla statuetta di Tartaglia, lei fu la prima ad accorrere al capezzale, autoeleggendosi di fatto l’addetta (titolata, in quanto esperta di medicina) alla convalescenza del premier. A fine dicembre 2009, arrivata a una festa del Pdl a Milano, salutò gli ospiti con un infelice «torno proprio ora dal letto del premier» che scatenò le ironie dei soliti e delle solite invidiose. Punta, dicono, a tornare in Italia, dove potrebbe attenderla un ruolo di rilievo in un prossimo governo. La Sanità di un governo Berlusconi IV? Chissà. Male che vada, la salute di Berlusconi primo.

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