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Politica
20 Marzo Mar 2011 1127 20 marzo 2011

Assemblea nazionale Fli: Ronchi è presidente

Muro lascia il Pdl e passa con Fini, alla Camera: più 29 parlamentari.

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Luigi Muro lascia il Pdl e passa a Fli. È questa la sorpresa della prima Assemblea Nazionale di Futuro e Libertà a Roma. Il deputato napoletano è subentrato alla Camera al posto del dimissionario Domenico De Siano che ha optato per l'incarico di consigliere regionale in Campania.
Il gruppo di Fli a Montecitorio torna così a quota 29 parlamentari anche se sul numero definitivo pesa il ritorno di Giulia Cosenza nel Pdl, annunciato nelle scorse settimane ma non ancora formalizzato.
RONCHI PRESIDENTE. Ma non è l'unica novità della giornata: Andrea Ronchi è stato eletto presidente dell'assemblea nazionale del Fli. Vicepresidenti sono Cristiana Muscardini e Angela Napoli. I tre componenti dell'ufficio di presidenza dell'assemblea nazionale sono stati eletti per acclamazione. E il primo argomento su cui si è voluto esprimere è il nucleare: «Facciamo attenzione al monito di Veronesi: sì ad una moratoria ma sì anche all'atomo. Dobbiamo evitare che l'Italia faccia scelte sbagliate dettate dai conservatori sia di destra che di sinistra sulla scia dell'emotività per quanto accaduto in Giappone».

Bocchino: siamo più forti di prima

Luigi Muro con Mara Carfagna e Italo Bocchino.

A esultare per il passaggio di Muro è Italo Bocchino: «Siamo costruendo il partito che abbiamo promesso agli italiani, un partito della partecipazione e della grande alternativa alla sinistra. Hanno tentato di scatenare una campagna per farci apparire in stato comatoso, ma non ci sono riusciti», è questa la rivendicazione fatta dal deputato di Fli che è intervenuto alla prima assemblea nazionale del neopartito. «Non siamo qui per motivi burocratici, ma per discutere, e qualche volta, se occorrerà, anche per dividerci. Siamo figli di un profondo travaglio durato anni, ma la nostra scelta di autonomia sta dando i risultati sperati: gli iscritti aumentano e i circoli anche. Intorno a noi c'é molto entusiasmo. Sale il numero dei giovani e delle donne che chiedono con noi di avvicinarsi alla politica. Siamo più forti e plurali di prima».

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