Medioriente
27 Aprile Apr 2011 2347 27 aprile 2011

Onu, fumata nera sulla Siria. Crepe nel regime

Il consiglio di sicurezza non trova l'accordo sul testo di condanna.

  • ...

Il consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, convocato d'urgenza il 27 aprile in seguito alla sanguinosa repressione delle rivolte in Siria, non ha trovato l'accordo su una dichiarazione di condanna delle violenze, proposta da Gran Bretagna, Francia, Germania e Portogallo ma bocciata da Russia e Cina, ambedue con diritto di veto. Il testo proposto condannava tra l'altro l'intervento dell'esercito, che ha sparato sulla folla provocando decine di morti e di feriti.
Prima della riunione, Parigi, Roma, Londra, Madrid e Berlino avevano convocato gli ambasciatori di Damasco accreditati per esprimere «forte condanna» per le violenze e la repressione contro i manifestanti.
SANZIONI PER DAMASCO. Le ritorsioni economiche contro la Siria saranno al centro di una richiesta italo-francese al prossimo vertice Ue di maggio, come ha annunciato il ministro degli esteri Franco Frattini: «Dure sanzioni mirate contro i responsabili militari e dei servizi di sicurezza delle stragi delle settimane scorse» ha spiegato il capo della diplomazia italiana sottolineando che non ci può essere «nessun doppio standard rispetto alla Libia, anche se a oggi è evidente un decorso diverso». L'ipotesi delle sanzioni è caldeggiata sia dall'Europa che dagli Usa, che hanno ipotizzato non solo un congelamento dei beni ad una decina di uomini del potere di Damasco ma anche un eventuale embargo commerciale. La possibilità di un intervento militare invece appare ancora remota.
DEFEZIONI DAL PARTITO BAATH. Intanto nel regime siriano si aprono le prime crepe. Almeno 230 membri del Baath, il partito al potere in Siria, hanno oggi annunciato di volere lasciare il partito in protesta contro la repressione scatenata dal regime. Duecento esponenti del partito della provincia di Darraa, uno degli epicentri delle proteste, hanno firmato un documento comune in cui annunciano la loro intenzione di andarsene. «Dopo l'uccisione di centinaia di persone e il ferimento di migliaia di altre da parte delle forze di sicurezza, presentiamo le nostre dimissioni collettive», si legge nel testo. Altri 30 membri del Baath, che è al potere da 40 anni, si sono dimessi in massa dopo avere sottoscritto un comunicato in cui si stigmatizzano «le pratiche dei servizi di sicurezza nei confronti di cittadini inermi a Banias (Nord-Ovest) e nei villaggi vicini, in particolar a Baida» che «sono contrarie a tutti i valori umani e agli slogan del partito».

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Correlati
Potresti esserti perso