110503114149
Elezioni
3 Maggio Mag 2011 1124 03 maggio 2011

Caccia all'ultimo voto

Il confronto Pisapia-Moratti e la disaffezione degli elettori.

  • ...
Letizia Moratti, Giuliano Pisapia.

Lady Letizia si vuole donna di caschi, cantieri e trivelle. Sir Giulianò è uomo di piazze, comitati e quartieri. Lei si fa fotografare in 6x3, lui macina chilometri di assemblee. Moratti attacca, Pisapia “rasserena”.
A meno di due settimane dal voto per l'elezione del nuovo sindaco di Milano, la campagna elettorale nel capoluogo lombardo ha assunto sempre di più i contorni di uno scontro politico nazionale. In gioco, oltre alla poltrona di primo cittadino, c'è la tenuta stessa del governo di centrodestra.
L'INCOGNITA TERZO POLO. «La discesa in campo di Berlusconi ha nazionalizzato il voto e questo ha influito molto sulle strategie comunicative dei due candidati», ha spiegato Marco Cacciotto, spin doctor, docente di marketing politico e public affairs all'Università degli studi di Milano. «La campagna elettorale, che finora era stata impostata come un classico referendum sulla giunta uscente – “siete soddisfatti oppure no del nostro operato?” - si è trasformata in una campagna di mobilitazione dell'elettorato che fa leva sul senso di appartenenza politica».
I sondaggi danno per alta la possibilità che si arrivi al ballottaggio. Il centrodestra è inquieto, «la frammentazione dei candidati è notevole e solo un'alta affluenza alle urne potrebbe permettere una vittoria al primo turno».

Lady B. e il candidato “gentile”

Un momento della campagna elettorale di Pisapia con i giovani milanesi.

Ecco perchè Berlusconi cerca di concentrare l'attenzione su di sé, per «smontare l'effetto liste civiche e Terzo polo, formazioni politiche che pescano nel bacino elettorale del centrodestra». Pisapia invece conta proprio sulla frammentazione del quadro politico: «Evita la radicalizzazione dello scontro e punta al secondo turno, confidando nel fatto che l'elettorato di centrodestra è tradizionalmente più assenteista», ha sottolineato Cacciotto, la sua è una «tattica attendista».
L'avvocato vendoliano però cerca di non farsi incastrare dal Cav. Se scende in campo un Berlusconi, non si può che opporgli quanto meno un Mitterand.
IL “GOVERNO DEL FARE” E LA “FORZA TRANQUILLA”. Letizia Moratti «ha scelto come claim della sua campagna elettorale un classico della comunicazione del centrodestra: noi siamo il governo del fare» per tentare di cancellare «l'insoddisfazione dell'elettorato», rivelata dai sondaggi, per l'operato della sua giunta, mentre il «candidato del centrosinistra, Giuliano Pisapia, ha puntato tutto sul cambiamento, con uno slogan, «la forza gentile x cambiare Milano», che riprende il famoso «la forza tranquilla» della campagna presidenziale di Mitterand del 1981.
Ma se Moratti deve fare i conti con una certa insoddisfazione dei cittadini per i risultati della sua amministrazione, Pisapia si scontra invece con la «rassegnazione dell'elettorato di centrosinistra che da anni ormai non vince le elezioni».
INSODDISFATTI A DESTRA, RASSEGNATI A SINISTRA. Ecco perché, i manifesti 6x3 che hanno invaso Milano con l'immagine di Lady Letizia di volta in volta accompagnata da pensionati, ciclisti, operai, casco in testa e trivella alla mano, sono tutti giocati sul futuro, «che non è misurabile»: «Il messaggio della campagna multisoggetto di Moratti non è tanto “guardate quante cose abbiamo fatto”, ma “guardate quante cose stiamo facendo, dateci il tempo e la possibilità per farlo”. Il punto è: ci sono le condizioni perché questo messaggio passi?».
IL VENTO DI CAMBIAMENTO DI PISAPIA. Tra qualche settimana si saprà, intanto Pisapia, ha osservato Cacciotto, dopo una prima fase tranquillizzante, ha puntato tutto sul cambiamento: «Cerca di modificare il clima di opinione. Vale a dire: tutti dicevano che non era possibile che io vincessi, invece “Il vento cambia”, possiamo farcela. Deve però riuscire a interpretare questo cambiamento. E invece la proposta non c'è o almeno non passa con forza».
Ed è proprio questo, secondo l'analista, il punto debole della campagna del candidato di centrosinistra: «La sua è una campagna molto sottotraccia, fatta tutta sul territorio e con una presenza sui media inferiore a quella della Moratti».

I petroeuro di Moratti e il MoveOn di Pisapia

Silvio Berlusconi, presidente del Consiglio, con Letizia Moratti, sindaco di Milano.

Certo, ha sottolineato Cacciotto, la disparità di mezzi e risorse a disposizione dei due candidati influisce e non poco sull'efficacia del loro marketing politico. Si parla di milioni di euro spesi dalla Signora per garantirsi altri cinque anni a Palazzo Marino. «Moratti ha messo in campo una potenza di fuoco, non soltanto con i manifesti 6x3 che sono dappertutto, ma anche inviando a tutti i milanesi un libro con le cose fatte, e poi con incontri, spot televisivi e radiofonici, depliant».
FONDI GESTITI ALL'AMERICANA. Pisapia ha molti meno soldi a disposizione, circa un milione di euro, «però ha introdotto un elemento che mi sembra uno dei pochi innovativi in questa campagna elettorale: un po' di creatività nel fundrasing, nella raccolta fondi, che è stata gestita all'americana». Se non ce li hai, vai a chiederli in giro. «Negli Stati Uniti non è così immediato che i partiti politici finanzino i candidati, che fanno fronte alle spese elettorali mettendo in moto potenti macchine organizzative per raccogliere i finanziamenti».
ARTISTI IN CAMPO PER GIULIANO. Non siamo certo al MoveOn di obamiana memoria, con migliaia di giovani impegnati in un porta a porta capillare che nel 2008 portò il primo afroamericano alla Casa Bianca, ma qualcosa è stato fatto. Il Comitato elettorale dell’avvocato penalista che contende a Moratti la poltrona di sindaco, è riuscito persino a unire in una collettiva, artisti che finora nessuno era mai riuscito a far esporre insieme, nomi del calibro di Vittorio Adami, Agostino Bonalumi, Lucio Del Pezzo, Arnaldo Pomodoro, il gotha dell'arte contemporanea italiana, per sostenere la corsa di Pisapia a Palazzo Marino.
L'ARTE A RIMPINGUARE LE CASSE. Il ricavato delle opere vendute infatti andrà a rimpinguare le casse di Sir Giulianò. E chissà se l'arte basterà. L'avvocato per ora deve fare i conti con i petroeuro morattiani e col fattore tempo: «Letizia Moratti è partita con largo anticipo alla fine del 2010», ha osservato Cacciotto, «Pisapia si è mosso in ritardo, diversi mesi dopo e uno dei capisaldi del marketing elettorale vuole che lo sfidante cominci prima possibile la sua campagna per tracciare la differenza con l'avversario. I messaggi richiedono tempo per sedimentarsi».

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Correlati
Potresti esserti perso