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17 Maggio Mag 2011 1010 17 maggio 2011

Napolitano: «Omofobia, basta discriminazioni»

Messaggio del capo dello Stato nella giornata mondiale.

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omofobia

Ricorre martedì 17 maggio la settima giornata mondiale contro l’omofobia e la transfobia. Una ricorrenza collegata al 17 maggio del 1990, quando l’organizzazione mondiale per la sanità depennò l’omosessualità dalla lista delle malattie mentali. A distanza di 15 anni, nel 2005, si celebrò così per la prima volta in tutto il mondo la prima giornata internazionale contro l’omofobia, giornata poi istituita in modo ufficiale nel 2007 dall’Unione europea.
«Non bisogna sottovalutare i rischi che l'abitudine all'uso nel discorso pubblico d'allusioni irriverenti, lesive della dignità delle persone, contribuiscano a nutrire il terreno sul quale l'omofobia si radica», ha affermato il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. «L'ostentazione in pubblico d'atteggiamenti d'irrisione nei confronti di omosessuali è inammissibile in società democraticamente adulte. Voglio esprimere la mia preoccupazione per il persistere di discriminazioni e comportamenti ostili nei confronti di persone con orientamenti sessuali diversi. Si tratta d'atteggiamenti che contrastano con i dettami della nostra Costituzione e della Carta dei diritti fondamentali della Ue». Sulla stessa linea anche il presidente del Senato Renato Schifani.
SCHIFANI: «CONDANNO EPISODI DI VIOLENZA E INTOLLERANZA». «I principi dell'inviolabilità della persona e della dignità umana alla base della nostra Costituzione», ha affermato Schifani. «Desidero ribadire la condanna più ferma a nome mio e dell'Assemblea di Palazzo Madama, per qualsiasi episodio di intolleranza. La difesa di questi valori fondamentali deve essere al centro della nostra azione politica e istituzionale fino a quando ogni discriminazione di qualsiasi natura non cesserà del tutto. A quanti sono stati e continuano a essere vittime di pregiudizi e violenze a causa della propria sessualità giunga tutta la mia vicinanza».
FINI: «IL RISPETTO DELLA PERSONA SIA CAPOSALDO DI CIVILTÀ». Per il presidente della Camera Gianfranco Fini «l'omofobia deve essere combattuta a livello culturale, rimuovendo quel pregiudizio ancora molto diffuso che impedisce agli omosessuali di vivere nella vita i loro diritti fondamentali». Fini ha auspicato la «necessaria convergenza di tutte le forze politiche democratiche, perché il rispetto della dignità della persona umana rappresenta un caposaldo di autentica civilta». E ha puntualizzato che «l'omosessualità non deve essere considerata come una malattia».

Carfagna: «L'orientamento sessuale non crei disuguaglianza»

Per il ministro per le Parti opportunità Mara Carfagna il messaggio è semplice: «L'orientamento sessuale non può essere causa di disuguaglianza sociale». Una giornata importante da celebrare perché «serve a sensibilizzare le coscienze e l'opinione pubblica sulla necessità di contrastare un fenomeno che purtroppo persiste nel tessuto sociale. È una battaglia che mi sta molto a cuore. L'interesse al riguardo è cresciuto col tempo, grazie anche all'amicizia con la deputata Anna Paola Concia e al suo atteggiamento costruttivo. Abbiamo trovato un terreno comune per portare avanti la battaglia per garantire uguaglianza alle persone omosessuali».
Una vita, quella di gay, lesbiche e omosessuali in Italia non facile. «Ma se da una parte», ha ribadito Napolitano «deve essere apprezzata l'apertura d'imprese italiane e straniere nei confronti di persone con diversi orientamenti sessuali e diverse unioni di vita, dall'altra occorre denunciare e contrastare in tutte le sedi, e innanzitutto in sede politica, con costanza e con fermezza le aggressioni fisiche, gli atti di bullismo, le provocazioni verbali, quali quelle che hanno investito anche un autorevole membro del Parlamento italiano».
E per il capo dello Stato «non bisogna sottovalutare i rischi che l'abitudine all'uso nel discorso pubblico di allusioni irriverenti, lesive della dignità delle persone, contribuiscano a nutrire il terreno sul quale l'omofobia si radica». L'ostentazione in pubblico d'atteggiamenti d'irrisione nei confronti di omosessuali, ha puntualizzato Napolitano «è inammissibile in società democraticamente adulte. Il nostro è un camino che appare ancora lungo e difficile. Non disperdiamo un prezioso patrimonio di libertà e di tolleranza, guadagnato nel corso della nostra storia. Mancheremmo di rispetto nei confronti di chi per costruire quel patrimonio ha saputo battersi con intelligenza, rischiare di persona con coraggio».
GRILLINI: «SERVE LEGGE CHE COMBATTA O CRIMINI D'ODIO». «L'Italia dei Valori riafferma il suo impegno per l'approvazione di una buona legge che sia efficace e combatta i crimini d'odio commessi in base all'orientamento sessuale», ha tuonato Franco Grillini, responsabile associazionismo e diritti civili dell'Idv. «Purtroppo l'omofobia non è rappresentata solo da fatti di violenza nudi e crudi, ma anche da quei ripetuti e reiterati interventi che a volte, sguaiatamente, come nel caso del sottosegretario Giovanardi, contestano i più elementari diritti delle persone omosessuali, a partire dal diritto al riconoscimento delle convivenze».
CONCIA: «PARLAMENTO, UN GESTO DI RESPONSABILITÀ». In merito alla sua proposta contro l'omofobia, la stessa Anna Paola Concia ha chiesto al Parlamento un «gesto di responsabilità. Approviamola insieme, che non è di destra né di sinistra. Siamo cittadini come gli altri, abbiamo il diritto di vivere una esistenza senza discriminazioni e senza violenza. Come tutti gli altri contribuiamo al bene del Paese, ma non ci viene perdonato l'amore. Eppure il nostro amore non fa del male a nessuno. Ci vogliono far restare nel medioevo. Io dico: importiamo la democrazia da chi è più avanti di noi».

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