Roma
8 Giugno Giu 2011 0922 08 giugno 2011

I liberi servi del Cav

Minuto per minuto l'evento di Ferrara per rilanciare Silvio.

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di Tommaso Labate (www.tommasolabate.com)

«Siamo più di là che di qua, ma ancora respiriamo». Giuliano Ferrara, direttore del Foglio, riassume con ironia il messaggio della «adunata dei liberi servi del Cav.» in scena al teatro Capranica. Presenti i direttori dei principali quotidiani vicini a Silvio Berlusconi: Alessandro Sallusti (il Giornale), Maurizio Belpietro (Libero), Mario Sechi (il Tempo). Oltre a Vittorio Feltri, non più nelle vesti di direttore editoriale di Libero ma in quelle di editorialista del quotidiano di via Negri. E a qualche interessato di sinistra, tra cui Piero Sansonetti (Gli Altri) e Ritanna Armeni.
SILVIO ABBRACCI LE PRIMARIE. L'intento è spronare Silvio ad abbracciare le primarie «come atto libero», scrive l'Elefantino, e scongiurare «il chiacchiericcio velenoso delle correnti e il personalismo opportunista». Serve un rilancio: perché «un Berlusconi prigioniero dello schema burocratico di una incerta successione, di un palazzo inquinato dalla sfiducia e dalla guerra dei delfini, dove mai può andare?».
Lui, il «caro amico Silvio», è l'invitato speciale. Una sua comparsata era attesa per le 12.00, ma non si è fatto vivo. Lettera43.it è al teatro Capranica, per raccontare l'evento, questa volta non in mutande, dei «liberi servi».

(13.38) Al Capranica si spengolo le luci, tacciono le voci. Ultima domanda: i servi servono? The end.

(13.22)
L'adunata dei servi si scioglie. L'unico Berlusconi sul palco rimane quello di cartone.

(13.20) Feltri dice sì a primarie e pure al ritorno dell'immunità parlamentare.

(13.19) Feltri, Vittorio: «Se si va alle elezioni e si perde contro Bersani, io vengo qua e mi sparo». Emuli di Mastella crescono.

(13.15) Le ultime speranze di vedere il Cav. al Capranica si sono esaurite. Manco una telefonata farà, pare.

(13.10) Sansonetti invoca qualche fischio e/o interruzione dal pubblico. «L'avete fatto con la Terragni e con la Armeni, fatelo anche con me». La folla ignora l'accorato appello. E applaude.

(12.59) Alessandra Mussolini: «Il referendum è popolarissimo. Berlusconi ha perso il suo fiuto. E voi, Sallusti e voialtri, lasciategli aria. Io voterò sì al nucleare».

(12.58) La Mussolini pare Leo Messi: «De Magistris bello guaglione. Lettieri sembrava un agente immobiliare della Tecnocasa».

(12.56) Ferrara annuncia che la chiusura è affidata a Feltri. Segno che il Cav. non verrà?

(12.54) Mussolini bacia la statua di cartone del Cavaliere: «Me l'avete imbalsamato».

(12.52) Meloni evoca senza citarli i Beatles di Lucy in the sky with diamonds: «Noi abbiamo bisogno di suggestioni».

(12.49) Ora che Belpietro se n'è andato, Feltri è stabilmente sul palco. Accanto a Sallusti.

(12.43) Meloni: «Ci vuole coraggio». Appunto.

(12.41) Berlusconi non si vede. Però su palco, adesso, è salita Giorgia Meloni. «Dobbiamo costruire il centrodestra dei prossimi 150 anni, per le prossime 15 generazioni». Unanime solidarietà alla sedicesima, a cui toccherà l'ingrata sorte di essere governata dal centrosinistra.

(12.39) Il Novecento visto da Sallusti: «De Gaulle cambiò le regole a colpi di spallate, alcune borderline».

(12.37) Altra perla di Sallusti: «L'arrivo di Alfano? Verdini ha vinto tutto. Politiche, europee, provinciali, comunali». Tolte le circoscrizionali e la coppa Davis, insomma, ha vinto tutto.

(12.35) SALLUSTI E IL REGICIDIO DI FERRARA. Sallusti choc: «Ferrara coraggioso perché sta mettendo in scena il regicidio. Il berlusconismo è una monarchia. Ergo, testualmente, «il regicidio è punito con la pena di morte».

(12.30) E visto che tutti dal palco hanno elegantemente criticato il Cav., Sallusti esordisce così: «Non sono d'accordo con le cose che ho sentito fino a ora».

(12.23) L'ospite Armeni: «Non dovete evocare lo spirito del 94 ma costruire un nuovo centrosinistra». Platea: «Eeeeh». Armeni: «Centrodestra, scusate». Applausi alla 'nemica' Armeni.

(12.21) Dall'ultimo libro di Belpietro agli apostoli servi: «Berlusconi è contrario alle primarie perché evocano la successione. È come il tacchino che non si precipita nella pentola da solo, anche quando l'arrosto sta andando in fumo. Tremonti? Un capro espiatorio».

(12.11) Berlusconi ancora non si vede. Verdini lascia il Capranica.

(11.55) Belpietro: «Alfano segretario è un modo per allontanare i problemi, diciamoci la verità».

(11.51) La sedia di Feltri sul palco è sempre vuota. Ma il Cav arriva o no?

(11.50) Belpietro dice che il centrodestra ha fallito anche alla Rai. «Santoro se n'è andato ora. Floris, Gabanelli, Dandini sono rimasti».

(11.44) Belpietro: «Non stare a sentire Terragni è grave. Se non ascoltate opinioni diverse non capirete perché avete perso».

(11.43) TERRAGNI FISCHIATA. «Il Cav è muffa», insiste Terragni. Fischi, urla dal pubblico, pugni chiusi in segno di dileggio.

(11.38) Dal palco Milena Terragni processa il Cav. La platea protesta. Cicchitto se n'è andato. Ma il Cav. verrà?

(11.37) Feltri rilascia interviste in piazza Capranica. La ricetrasmittente del vigile accanto a lui gracchia: «Ci sono dei motorini che ostruiscono l'uscita del negozio di via Monterone. Qualcuno può intervenire?».

(11.27) Sechi come il Drugo del Grande Lebowski: «il Pdl apra la sala da bowling e vediamo chi sa fare strike».

(11.25) Sechi spiega i social media ai presenti: «Non sono i passatempo degli adulti cresciuti con il Commodore64. Queste sono le fesserie che vi raccontano. In realtà è una piazza elettronica che fa movimento e voti». Luca Sofri commenta: «Sechi sta facendo una promozione di internet che noi di internet saremmo in imbarazzo e gli diremmo 'dai, non esagerare'».

(11.23) Feltri è scomparso dal palco.

(11.19) LA RICETTA DI SECHI. Sechi propone «umiltà, narrazione, rivoluzione». Avesse omesso la prima, Nichi Vendola gli avrebbe spedito un'amichevole videolettera.

(11.16) Andrea Sarubbi, parlamentare del Pd, su Twitter: «Il sentimento di Ferrara per Berlusconi è quello di un uomo innamorato non di una donna, ma dell'idea che lui ha di lei».

(11.15) Sechi bacchetta la voglia di Dc. Il vicesindaco di Roma Cutrufo, un neo-Dc, lo guarda con una faccia da 'balena spiaggiata'.

(11.12) Sechi, diretto del Tempo, cita la lezione di Cossiga: «Servono minestra e politica».

(11.09) Ferrara chiude: «Io la mia proposta l'ho fatta. Primarie. Se ne avete delle altre, ditelo. Però basta col tran tran». Il testimone passa a Sechi.

(11.05) Verdini legge un sms sul cellulare. Poi lo mostra a Cicchitto. «Questo è un im-be-cil-le», dice il triumviro. Cicchitto telefona subito. Al misterioso «imbecille»?

(10.57) Ferrara: «Berlusconi ama le donne, si fida di loro, le mette dovunque può. Berlusconi ha promosso le donne. Anche se non è metrosexual. È un cumenda di Milano».

(10.53) Commento al vetriolo su Twitter del seguitissimo blog ultraberlusconiano Daw: «'I monologhi noiosi di Berlusconi hanno stancato'. Lo ha affermato Ferrara durante un suo monologo noioso».

(10.50) L'Elefantino fa un passaggio su Scajola e la Dc. Dalla platea s'ode: «Va espulso». Sospetti (poco garantisti ma fondati) sull'autore del grido: Pietrangelo Buttafuoco.

(10.47) FERRARA FISSA LA DATA DELLE PRIMARIE. L'Elefantino chiede primarie l'1 e 2 ottobre.

(10.45) Ferrara: «Il Paese s'è stufato dei noiosissimi monologhi del Cav». Applausi da tutti, tranne che dalla prima fila.

(10.41) Ferrara: «Berlusconi non può comportarsi da capo di una minoranza. Non può solo essere l'uomo che vuole espugnare le procure».

(10.40) Ferrara: «Berlusconi è sempre il capo dei 'falchi' del Pdl».

(10.38) Ferrara saluta i big in sala. Cicchitto, Selva, Verdini e via con l'elenco. Un signore in prima fila cerca di attirare la sua attenzione con l'indice destro. Ferrara capisce l'sos. «Ah, c'è anche il ministro Brunetta».

(10.35) L'Elefantino: «Non ho mai capito come si pronunciava il nome dell'ex sindaco di Napoli. Russo Iervolino o Iervolino Russo? Anche lì ha vinto un outsider, De Magistris. Uno che va da Santoro a fare lezioni di malagiustizia».

(10.33) Ferrara: «Pisapia ha vinto le primarie, capito? Le primarie... tra un po' questa parola sarà abolita».

(10.31) Lo striscione dei rautiani riappare nelle retrovie.

(10.29) Ferrara: «Io editorialista militante. Ma ho scritto che Pisapia è una brava persona. Certo, ha avuto un passato disordinato negli anni 70. Come tanti, però».

(10.27) Entra Feltri. «Che ha appena lasciato Sallusti», dice Ferrara. «Pardon, ha lasciato Belpietro». Brusio in terza fila. «Ma ora 'ndo sta Feltri? A Libero o al Giornale?».

(10.24) Sallusti e Belpietro posano vicino alla foto del Cav. Ferrara parte con ringraziamenti.

(10.22) Dall'account Twitter del Foglio, i direttori dietro le quinte:

(10.21) La sicurezza chiede la rimozione dello stendardo di Rauti. Il camerata protesta: «chiamate la polizia allora». Poi però lo toglie, urlando frasi sconnesse contro Fini. Caso chiuso.

(10.16) BLITZ DEI RAUTIANI. Blitz ultradestro in sala. Spunta stendardo del movimento di Rauti. «NO AI PACS - per dire NO ALLA GENERAZIONE DEI FINI INVERTITI PERVERTITI».

(10.11) «La parola 'adunata' evoca un altro periodo storico», dice Cicchitto ai cronisti, commentando l'«adunata dei servi». Polemicamente criptico. Ma manco troppo.

(10.06) Santanchè sale le scale che portano in sala. Sallusti temporeggia all'ingresso. All'insegna del più classico «meglio se entriamo separati».

(10.00) «Lanfri!». Pietrangelo Buttafuoco ha tenuto un posto per Lanfranco Pace.

(9.57) Arriva Ferrara. Vestito lino tra il beige e il bianco panna. «Guardate che bello», scandisce guardando la mega-foto del mini-Cav.

(9.53) Mini-brusio in seconda fila: «Ma quello è lo psicologo Meluzzi?» «Me pare de sì».

(9.51) Cicchitto commenta la mega foto del Cavaliere impettito con un giornalista del Foglio: «Che foto avete messo? Pare un pistolero, a vederlo così».

(9.49) Arriva Cicchitto. L'inviata di Rai3 gli propone un collegamento in diretta con Agorà. E lui oppone il suo 'gran rifiuto'. «Parlate di Santoro? No, meglio di no».

(9.47) Teatro Capranica. Un quarto d'ora all'inizio dell'adunata dei servi. Sul mega schermo una gigantografia del Capo, atteso per mezzogiorno.

(Ha collaborato, in corsivo, Fabio Chiusi)

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