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Dietro il Grillo parlante

Chi è Casaleggio, la mente del Movimento a 5 stelle.

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Beppe Grillo e, in piccolo, Gianroberto Casaleggio.

Occhialino tondo alla Harry Potter, aria da nerd, ricciolo incolto da eterno fuoricorso. Ecco a voi Gianroberto Casaleggio, non gli dareste un euro a vederlo e invece lui, uno dei massimi esperti italiani di social network, è il simbolo fisico del potere mediatico e politico in versione 3.0.
La democrazia diretta che dalle antiche arene in pietra si sposta nell’arena della Rete e si fa democrazia digitale, per dirla come la dice lui: «La Rete che spossessa i governi della rappresentanza e i media della gestione dell’informazione», mettendo «in crisi il sistema della delega democratica», quella che passa attraverso il parlamento.
CHI DISPREZZA COMPRA. Sembra il messaggio politico di Beppe Grillo e infatti lo è. Dicono che si stia impossessando del Movimento 5 stelle, non sanno che è solo grazie a lui che esiste. Era l’anno 2000 dell’ingresso nel nuovo millennio, quando il comico genovese su un palco romano demoliva a scudisciate un computer gridando «ti odio».
Oggi il nuovo Savonarola raccoglie voti ed elettori negli enti locali proprio grazie al web, in un continuo scambio fra la piazza reale e quella virtuale. Deus ex machina lui, Casaleggio. Un personaggio eclettico.
PASSIONE PER RE ARTÙ. Diplomato in Informatica, ha tentato la facoltà di Fisica ma si picchiava con la matematica. A 21 anni è diventato papà e ha lasciato gli studi per un posto alla Olivetti. Nel tempo libero ha iniziato ad allenare una squadra di calcio, giocare a tennis, leggere fumetti, amare la storia e la fantascienza. Segni particolari: ha una fissa per la saga di Re Artù, Cameolt è una filosofia di vita tanto da usare castelli e tavole rotonde per le sue riunioni, Parsifal il suo cavaliere preferito. Possiede un bosco vicino a Ivrea, nel Canavese, ci si rifugia nei fine settimana.

La società di pubbliche relazioni e l'onda dei «grillini»

La sua Casaleggio Associati, creata a Milano nel 2004, oggi cura tutte le pubblicazioni, in Rete e non, del comico genovese, oltre a parte dell’organizzazione dei suoi tour. Soprattutto, gestisce direttamente il blog, i MeetUp (gli incontri), la comunicazione e la strategia politica del Movimento 5 stelle.
LA MENTE DELL'INTERA ORGANIZZAZIONE. Lo stesso Grillo non solo riconosce che l’enorme impatto del movimento dei «grillini» sia dovuto soprattutto alla sinergia con questa azienda specializzata in comunicazione e marketing digitale, ma spesso appare come il braccio di una catena di comando la cui mente è Casaleggio.
E infatti non entra mai nelle decisioni della società, neppure quando a gran voce il suo popolo ne invoca l’intervento. Istruttiva in questo fu la lite di Piero Ricca con Casaleggio nel 2007. Quando il blogger denunciò di aver lavorato per la società su promessa di un compenso mai corrisposto e di esser stato vittima di un demansionamento inspiegabile, Grillo, così ha riferito Ricca, semplicemente rispose: «Negli aspetti manageriali del blog non entro».

“Fare Rete”, non solo virtualmente

Uno dei massimi esperti italiani di social network in Italia, attraverso la sua società Casaleggio associati cura tutte le pubblicazioni, in Rete e non, del comico genovese.

Per capire bisogna fare un passo indietro. A quando il manager, apprezzato reduce da un’esperienza nella Olivetti di quel Roberto Colaninno cui Grillo non ha mai risparmiato bordate, scalò il vertice della Webegg Spa, azienda leader nel settore della «consulenza delle aziende e della pubblica amministrazione in Rete» del gruppo Telecom allora nelle mani di un altro dei bersagli preferiti di Grillo, MarcoTronchetti Provera.
È come amministratore delegato di quel gruppo che Casaleggio consolida relazioni fondamentali per il lavoro attuale.
LA LOBBY DEL GIORNALISTA. Una su tutte quella con Enrico Sassoon, ex giornalista del gruppo Sole 24 Ore, oggi socio di Casaleggio, dal 1998 amministratore delegato della Camera di commercio americana in Italia, di fatto, come ha scritto Micromega, «una lobby indirizzata a favorire i rapporti commerciali delle corporation americane in Italia», nel cui consiglio di amministrazione compaiono nomi che all’epoca avevano ruoli di rilievo: il vice di Microsoft Italia, Umberto Paolucci, Gian Battista Merlo, presidente e amministratore delegato Exxon Mobil Mediterranea, Gianmaria Donà dalle Rose, amministratore delegato della Twentieth century Fox home entertainment Italia, Massimiliano Magrini, country manager di Google Italia, Luciano Martucci, presidente e amministratore delegato di Ibm Italia, Gina Nieri, consigliere di amministrazione Mediaset, Maria Pierdicchi, direttore generale Standard & Poor’s, Massimo Ponzellini, presidente di Impregilo, Cristina Ravelli, country legal director The Walt Disney co. Italia, Dario Rinero, presidente e numero uno di Coca-Cola Hbc Italia, Cesare Romiti, presidente onorario Rcs.
IL LEGAME CON L'ASPEN ISTITUTE. Ancora Micromega nel 2010 segnalava «oggi nell’American chamber of commerce in Italy troviamo altre figure di spicco come Gianluca Comin, dirigente Enel e Giuseppe Cattaneo dell’Aspen Institute Italia, il prestigioso pensatoio, creatura di Gianni Letta, presieduto da Giulio Tremonti. E l’Aspen Institute pesa, ovunque agisca. Luogo di incontro fra intellettuali, economisti, politici, scienziati e imprese. Nell’Aspen transita l’élite italiana, che faccia riferimento al centrodestra o al centrosinistra».
DIETRO ALLE PAROLE, I FATTI. Contatti, relazioni, scambio di informazioni... In una parola: Rete. Viste da qui, il Grillo che grida ai politici «siete preistoria» e annuncia una nuova era fatta di «politica senza intermediazioni», sembra solo un piccolo tassello del puzzle.
UN NUOVO GOVERNO MONDIALE. Il disegno più grande è influenzare la vita politica attraverso la Rete, e sarà solo una teoria affascinante ma intanto sul sito della Casaleggio Associati c’è un video di presentazione che ipotizza un nuovo governo mondiale, si chiamerà Gaia e si ispirerà alla filosofia che «ogni essere umano può diventare presidente e controllare il governo attraverso la Rete», senza più partiti.
In questi giorni càpita spesso che i grillini denuncino di venire censurati dai MeetUp ogni qual volta tentino di postare domande scomode sul grado di democrazia interna del Movimento 5 stelle, o sul perché Grillo abbia completamente abbandonato le battaglie che conduceva all’inizio contro i potentati economici. I post, che un volta scomparivano immediatamente, adesso a poco a poco iniziano a filtrare.
È come dice Casaleggio, che mette in guardia dai «tentativi esterni di spezzare la sintonia fra Grillo e i MeetUp? Oppure la Rete, troppo grande da controllare, sta sfuggendo di mano al guru? Conoscendolo, è più probabile che stia pilotando anche la rivolta…

29 Giugno Giu 2011 1800 29 giugno 2011
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