Ponte Stretto Messina 110729185102
Strutture
29 Luglio Lug 2011 1845 29 luglio 2011

Ponte sullo stretto: via libera al progetto

Si attende il sì definitivo dal Cipe. Adesso costa 8,5 mld di euro.

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Elaborazione grafica del ponte sullo stretto di Messina.

Via libera dal consiglio di amministrazione della società Stretto di Messina al progetto definitivo del ponte.
Aggiornato da 6,3 a 8,5 miliardi l'investimento complessivo per nuove opere richieste dagli Enti locali, adeguamenti alle nuove norme tecniche e ottimizzazioni progettuali. Il piano economico finanziario approvato «conferma l'obiettivo di minimizzare icontributi statali e assicurare il più ampio coinvolgimento dei privati nel progettò, con la raccolta sui mercati finanziari di oltre 4 miliardi di euro».
I primi a insorgere contro il progetto sono stati i Verdi: «È indecente che il governo voglia buttare a mare 8,5 miliardi per un'opera inutile e dannosa per l'ambiente», mentre il Pd con Ermete Realacci ha sostenuto che per il ponte «non c'é un euro e nemmeno un vero project financing».
L'amministratore delegato della Stretto di Messina, Pietro Ciucci, ha spiegato invece che, «escludendo le nuove opere, il costo aggiornato del progetto risulta sostanzialmente invariato rispetto al progetto preliminare».
LA SODDISFAZIONE DI MATTEOLI. Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli, ha giudicato «l'approvazione del progetto definitivo un'altra tappa importante verso la realizzazione di un'opera unica al mondo per le sue caratteristiche tecniche e infrastrutturali, che il governo considera una priorità».
Oltre al fatto che «migliorerà il sistema dei trasporti e che darà impulso all'economia non solo di Sicilia e Calabria ma dell'intero Paese, proiettandolo nel contesto mediterraneo con più forza. E, secondo stime caute, creare circa 40 mila posti di lavoro l'anno».
Assieme al progetto del ponte, sono stati approvati i 40 chilometri di raccordi a terra stradali e ferroviari. Il piano é all'esame di consulenti finanziari, legali e per le analisi del traffico, che hanno già espresso una prima valutazione positiva su presupposti e metodi.
Prossime tappe, ha spiegato Ciucci, sono l'apertura della Conferenza dei Servizi per avviare la procedura prevista dalla Legge Obiettivo, la cui conclusione è programmata con l'approvazione del progetto definitivo da parte del Cipe.
L'attuale timing prevede a dicembre 2011 il completamento dei lavori dell'opera propedeutica ferroviaria a Cannitello; a febbraio 2012 l'approvazione del Cipe e il contestuale avvio della gara per il reperimento dei finanziamenti; a metà 2012 la progettazione esecutiva e l'apertura dei cantieri principali; a fine 2018 il completamento dei lavori.
IL CORRIDOIO BERLINO-PALERMO. Matteoli ha parlato anche dell'ipotesi che il corridoio Berlino-Palermo venga deviato a Napoli verso Bari e Lecce. Il ministro ha spiegato: «Siamo tranquilli. L'Unione europea non può far sì che il Corridoio 1non sia Berlino-Palermo. L'Italia non ci sta a far cambiare il corridoio e comunque il commissario Ue, Siim Kallas, ha smentito che sia stata già presa una decisione. Se ne parlerà a settembre».
Da parte sua, l'amministratore delegato di Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti, ha spiegato che la società «ha chiesto che oltre al mantenimento del corridoio fino a Palermo, si aggiunga il tratto Napoli-Bari-Lecce, come a Nord venga integrata la Bologna-Milano. Abbiamo chiesto» ha proseguito Moretti «di prolungare il Corridoio 24 da Genova fino a Ventimiglia, come la Francia lo ha chiesto da Marsiglia a Nizza. L'Europa alla Francia ha detto sì mentre a noi ha detto no. Perché?» si è chiesto Moretti, aggiungendo che comunque «la discussione è in corso. È importante quello che fanno i governi».

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