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Berlusconi chiama Bossi ma risponde Renzo

La telefonata è la metafora delle tensioni nella maggioranza.

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Silvio Berlusconi e Umberto Bossi.

Silvio chiama Umberto, ma risponde Renzo. Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, nella mattinata del 25 agosto ha cercato al telefono da Arcore il leader della Lega, Umberto Bossi, per sincerarsi delle sue condizioni di salute dopo la caduta che ha causato la rottura del gomito del senatùr. Ma a rispondere è stato il figlio Renzo, poiché il padre stava riposando. Lo hanno riferito fonti della maggioranza.
LA TELEFONATA COME METAFORA POLITICA. Il mancato colloquio telefonico sembra una metafora dell'attuale situazione interna alla maggioranza, con il capo del governo che tenta di convincere l'alleato a modificare la manovra, e il Senatur refrattario a qualsiasi intervento sulle pensioni o sulle province. «La Lega non vuole cedere sulle pensioni», spiega un consigliere che dice di aver parlato al telefono col premier.

Continua il braccio di ferro con la Lega

Giulio Tremonti.

La stessa fonte rivela che l'intervento di Calderoli del 25 agosto fosse tutt'altro che un'apertura: «Macché, ha solo detto che bisogna rivedere quelle di reversibilità e stanare i falsi invalidi, ma non ha minimamente aperto né su quelle di anzianità, né sulle donne». Insomma, la Lega appare ancora arroccata sulle proprie posizioni.
IL NODO DELL'IVA. Come avrebbe ribadito lo stesso Calderoli ad Angelino Alfano, segretario del Pdl, nel corso dell'incontro in serata che, raccontano, non pare aver dato gli esiti sperati. Anche sul fronte dell'Iva non si registrano passi avanti. Giulio Tremonti continua a ritenere che l'aumento di un punto possa al limite essere inserito nella delega fiscale, non prima. Proprio il gettito derivante dall'imposta, infatti, serve al ministro dell'Economia per fare la più ampia riforma del sistema fiscale.
BERLUSCONI TRA DUE FUOCHI. Al momento, quindi, i margini per i ritocchi chiesti ormai da più parti nel Pdl restano stretti, a meno che il Cavaliere non tenti di forzare la mano. Ma è un rischio che potrebbe costargli caro. Berlusconi, comunque, non pare intenzionato a demordere. O almeno così dice ai suoi interlocutori. «Qualcosa faremo, tutto è ancora possibile», ha ripetuto il premier ai pochi che lo hanno chiamato al telefono ad Arcore. Ma non si sa se il suo fosse un auspicio o una previsione.

25 Agosto Ago 2011 2226 25 agosto 2011
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