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ELEZIONI IN FRANCIA
1 Settembre Set 2011 1423 01 settembre 2011

Eliseo, aria di gauche

Primarie socialiste: Hollande favorito per sfidare Sarkò.

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Adesso si fa sul serio. Il primo turno delle primarie francesi, fissato per il 9 ottobre, si avvicina a grandi passi e i candidati del Partito socialista affilano le armi. In palio c’è la nomina di sfidante a Nicolas Sarkozy nelle elezioni presidenziali in programma per la primavera del 2012. Ma anche il compito di convincere i cittadini che la Francia può uscire dalla crisi economica, avere un ruolo centrare in Europa e, soprattutto, essere più equa: un Paese non solo per ricchi.
Finora, stando ai sondaggi, il più convincente è François Hollande. Secondo le ultime rivelazioni, se si votasse ora otterrebbe il 42% dei consensi, mentre Martine Aubry si fermerebbe al 34%. Decisamente più distaccata Ségolène Royal, già perdente nella sfida contro Sarkò nel 2007: non andrebbe oltre il 13% delle preferenze.

La ricetta di Hollande: ridistribuire la ricchezza

L’investitura arriva in un momento non semplice per la Francia. L’economia del Paese sta risentendo pesantemente dell’impatto della crisi economica. Secondo l’Istituto nazionale di statistica e di studi economici, il tasso di povertà è cresciuto e 8,2 milioni di persone (il 13,5% della popolazione) vive al di sotto della soglia di povertà, fissata a 954 euro mensili.
DISOCCUPAZIONE AL 9,1%. Il tasso di disoccupazione è al 9,1%, l’indebitamento pubblico galoppa, le previsioni di crescita (1,8% nel 2011) sono state tagliate dello 0,3% (e appaiono comunque un po’ ottimistiche) e, infine, l’esposizione delle banche francesi verso il debito greco fa tremare le vene dei polsi.
Non stupisce, dunque, che proprio sui temi socio-economici si giochi la campagna elettorale. Chi ha la ricetta più credibile, o la presenta quantomeno nel modo più convincente, vince. E per ora il più accreditato è Hollande.
L’ex segretario di partito (per ben 11 anni) e attuale presidente del Consiglio generale del dipartimento della regione di Corrèze ha più volte criticato la politica del presidente Sarkozy, volta - a suo dire - a rendere sempre più benestanti quelli che già lo sono.
LA TASSA DI SARKÒ. Certo, il governo ha deciso di introdurre una tassa una tantum (quello che in Italia avrebbe dovuto chiamarsi contributo di solidarietà) che colpisce coloro che hanno redditi superiori ai 500 mila euro all’anno. Ma questa misura farà arrivare nelle casse dello Stato soltanto 200 milioni di euro. Una somma giudicata risibile perfino all’interno della stessa maggioranza.
Hollande si è espresso a favore di un nuovo modello di crescita per la Francia, in cui la ricchezza venga ridistribuita e l’economia riesca a far convivere bene industria, agricoltura, servizi ed ecologia. E in cui scuola e formazione siano i mattoni fondanti della nuova società.
Il candidato socialista ha anche ironizzato sulla richiesta di alcuni ricchissimi francesi di poter contribuire in modo più incisivo alla ripartenza del Paese tramite imposte più elevate e ha mandato a dire loro: «Tranquilli, stiamo arrivando».

Aubry punta sulla sicurezza: 10 mila agenti in più

Martine Aubry ha preferito sfidare la destra parlando di un tema caro agli avversari: quello della sicurezza. Il segretario del Partito socialista ha garantito 10 mila nuovi posti di lavoro nelle forze dell’ordine, soppressi da Sarkò nel quadro di una politica di revisione delle spese.
La figlia di Jacques Delors, nonostante i sondaggi la diano distanziata di otto punti percentuali dal suo sfidante, è certa di poter vincere al ballottaggio, grazie anche ai voti dei sostenitori della Royal (ex compagna di Hollande e sfidante di Sarkozy alle ultime presidenziali).
Lei, che ha sempre criticato il suo avversario per aver ridotto il Partito socialista in condizioni pietose, si è anche presa la briga di annunciare il rientro in patria, a breve, di Dominique Strauss-Kahn.
DSK, IL GRANDE ASSENTE. L'ex direttore del Fondo monetario internazionale (Fmi) è il grande assente di queste primarie: proprio lui che, prima dello scoppio dello scandalo, sembrava non avere rivali. E che avrebbe potuto dare una sterzata all’economia del Paese.
A suo carico, però, ci sono ancora due procedimenti penali (uno nel Bronx aperto dai legali di Nafissatou Diallo, la cameriera che lo ha accusato di strupro, e uno in Francia voluto dagli avvocati di Tristane Banon). Una sua eventuale candidatura avrebbe potuto essere quanto meno inopportuna e trasformarsi in un boomerang per i socialisti. Peraltro, secondo voci non troppo di corridoio, una volta conquistato l’Eliseo, il partito potrebbe addirittura offrirgli un ministero.
L'ELISEO SI AVVICINA. La conquista della presidenza della Repubblica, infatti, sembra essere davvero a portata di mano. I socialisti potrebbero tornare a guidare il Paese 31 anni dopo François Mitterand, unico capo di Stato a sinistra della Quinta Repubblica. Secondo tutti i sondaggi sia Hollande sia Aubry sono dati per vincenti contro Sarkò, i cui consensi sono al minimo storico.
L’unico merito che al momento viene riconosciuto all’attuale titolare dell’Eliseo è quello di essere riuscito a evitare il declassamento del rating della Francia da parte delle agenzie statunitensi. Una tripla A che sta evitando ulteriori guai economici al Paese.
Per i socialisti la sfida più impegnativa, dopo il 16 ottobre, sarà rimanere uniti e presentarsi all’elettorato compatti. Perché l’impressione di sfaldamento all’interno della formazione politica potrebbe causare danni irreparabili e spianare la strada a un secondo mandato di Sarkozy.

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