Sciopero dei treni il 22 luglio

Tagli: i trasporti pubblici locali a rischio

Protestano i presidenti delle Regioni e i sindaci.

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Il timore, ventilato da tempo, diventa realtà: per mancanza di fondi sono a rischio, dal gennaio 2012, i trasporti pubblici locali, ovvero autobus e ferrovie regionali. Per questo giovedì 15 settembre 2011 i presidenti delle Regioni, in assenza di risposte dal Governo, hanno previsto di consegnare i contratti firmati per esempio con Trenitalia e con altre società per il trasporto pubblico locale su ferro e su gomma. «Questo atto avrà un carattere simbolico ma anche sostanziale» ha spiegato Vasco Errani «dal momento che, senza fondi, non sarà possibile far circolare autobus e treni locali, e ha un solo fine: quello di trovare i fondi per dare seguito ai contratti stipulati con le aziende di trasporto, che sono ovviamente contratti pluriennali».
UN 'BUCO' DI UN MILIARDO E MEZZO. Dei 1,9 miliardi di euro di impegni per finanziare il trasporto pubblico locale per il 2012, infatti, con la manovra sono stati iscritti solo 400 milioni e dunque mancano 1.5 miliardi: «é a rischio non solo il diritto dei cittadini a spostarsi ma l'intero sistema economico e produttivo del Paese», ha messo in guardia Errani, il quale ha convocato per la stessa giornata di giovedì una Conferenza straordinaria delle Regioni in cui discutere dell'argomento e al termine della quale i presidenti riconsegneranno l'insieme dei contratti del trasporto al Governo.
FORMIGONI: «I TRENI NON VANNO AD ARIA COMPRESSA». A dargli man forte è stato il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni. «I treni non vanno ad aria compressa, purtroppo, quindi ci vogliono soldi per farli funzionare. Questi soldi» ha osservato il governatore lombardo «ad ora sono scomparsi: noi vogliamo trovarli con il Governo, la nostra non è una iniziativa polemica ma questi soldi vanno trovati».
TRENORD TAGLIA POSTI DI LAVORO. E intanto alcune aziende hanno cominciato a conteggiare le ricadute dei mancati finanziamenti in termini di minor servizio e di tagli di posti di lavoro. «Se i numeri contenuti nell'ultima versione della manovra dovessero essere confermati, un treno su due non potrà più circolare in Lombardia», ha denunciato Giuseppe Biesuz, amministratore delegato di Trenord, la nuova società che gestisce i servizi sui binari della Lombardia. «Con quei numeri» ha precisato Biesuz «ci saranno tagliati, sul 2012, circa 200 milioni di euro, ovvero tra il 50 e il 60% dei trasferimenti dello Stato. Questo significa, in termini di servizio, tagliare un treno su due, ma soprattutto significa essere costretti a ridimensionare l'azienda e quindi creare un grosso problema di natura occupazionale». Secondo Biesuz, infatti, le prime proiezioni parlano di un taglio del personale di 1.500 dipendenti.
CASTELLI: «IL TRASPORTO PUBBLICO CAMMINI CON LE PROPRIE GAMBE». Il viceministro alle Infrastrutture Roberto Castelli, ha ribattuto a Biesuz che «é necessario che il trasporto pubblico locale reperisca risorse proprie e cammini con le proprie gambe, generando utili e Pil» e «non faccia più solo affidamento sullo Stato».
Anche il governatore del Lazio, Renata Polverini, ha messo in guardia l'esecutivo nazionale: «se ci sarà un abbassamento della quantità e della qualità dei servizi dovremo dire che è il frutto dei mancati trasferimenti del governo. Mi auguro che almeno per il Tpl questa volta si possa avere una risposta che non può essere quella di aprile perché una volta sottoscritto l'accordo poi non è stata onorato».
I SINDACI PREPARANO LA PROTESTA. Intanto anche gli amministratori provinciali scaldano i motori in vista di una mobilitazione prevista per giovedì a Roma, contro la manovra, il ddl costituzionale approvato dal Consiglio dei ministri che abolisce le Province e per una nuova stagione che riporti sviluppo e investimenti. E mentre il 12 settembre centinaia di sindaci dei 1206 comuni del Piemonte hanno partecipato ad un incontro a Torino e hanno scritto una lettera al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano (che il 13 incontrerà al Quirinale i presidenti dei Consigli regionali) per giovedì è previsto il primo sciopero dei sindaci, organizzato dall'Anci, per protestare contro la manovra: in segno di protesta, i primi cittadini restituiranno le deleghe sulle funzioni di anagrafe.

12 Settembre Set 2011 1830 12 settembre 2011
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