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9 Novembre Nov 2011 0815 09 novembre 2011

Usa: sesso & politica

Da Jefferson a Cain: gli scandali di Washington.

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A sinistra, l'accusatrice Sharon Bialek. A destra, Herman Cain durante un comizio.

Le nuove rivelazioni sul passato di Herman Cain e sui suoi rapporti un po’ troppo disinvolti con le donne sembrano aver compromesso la sua corsa alla nomination per il Partito repubblicano. Nei giorni scorsi erano emerse tre storie e alcune testimonianze indirette di sospette molestie. Poi si è fatta avanti una quarta donna, stavolta con un nome e un volto.
La lei in questione si chiama Sharon Bialek ed è un’avvenente madre single di Chicago. Negli Anni 90 lavorava per la National restaurant association (Nra), organizzazione ai tempi presieduta da Cain. Secondo la sua testimonianza, 14 anni fa, dopo aver perso il lavoro, cercò di contattare il manager per trovare una nuova occupazione.
LA VERSIONE DI SHARON. Nel corso di un incontro a Washington, Cain le diede un passaggio in macchina le fece pesanti avance allungando le mani. Di fronte alla resistenza della donna le parole furono: «Vuoi un lavoro, giusto?». Cain, naturalmente ha smentito. «Non c’è un grammo di verità in queste storie», ha messo in chiaro il candidato repubblicano.
Ma comunque vada a finire, queste voci mettranno fine alle ambizioni presidenziali del candidato afroamericano, già ritenuto fuori dagli schemi e senza un pedigree politico che possa accreditarne un’affidabilità.

Ted e la maledizione dei Kennedy

Marion Berry, sindaco democratico di Washington, sorpreso a fumare crak in una stanza d'albergo con un'ex modella.

Negli Usa gli scandali sessuali sono antichi come la dichiarazione d’Indipendenza. A volte i protagonisti loro malgrado hanno pagato il loro coinvolgimento con la fine della carriera, in altri casi l’opinione pubblica ha perdonato o ha finto di ignorare.
Nel 1801 Thomas Jefferson, per esempio, fu eletto terzo presidente degli Stati Uniti e, l’anno dopo, divenne padre di un bambino avuto da Sally Hemings, una schiava di 17 anni di sua proprietà che aveva ereditato dalla moglie deceduta anni prima.
SILENZIO PRESIDENZIALE. La notizia, una volta diffusa, fece scalpore, ma il 60enne Jefferson non si pronunciò mai sull’accaduto. Fu riconfermato presidente e la vicenda, assai frequente ai tempi della schiavitù, entrò poi nei libri di storia e nei romanzi d’appendice.
Ancora, il 21 luglio del 1884, in piena campagna presidenziale, il Buffalo Evening Telegraph rivelò che il candidato democratico Grover Cleveland era padre di un figlio illegittimo. Cleveland, che era scapolo, ammise la relazione, riconobbe la paternità e venne eletto alla Casa Bianca. Andò invece male al senatore dello Utah Arthur Brown, che nel 1896 fu ammazzato a colpi di pistola dalla sua amante clandestina.
LO STRANO INCIDENTE. E Ted Kennedy, che ha avuto una delle carriere politiche più longeve della storia americana, non ha mai potuto ambire alla presidenza per l’incidente avvenuto nel luglio 1969 nei pressi di Martha's Vineyard.
Mentre riaccompagnava a casa un’assistente, la sua auto precipitò in un lago. Kennedy ne uscì indenne, ma la ragazza, la 28enne Mary Jo Kopechne, morì. Spaventato per le conseguenze dell’evento, il fratello di John e Robert non chiamò subito i soccorsi e attese fino alla mattina seguente, quando il cadavere della giovane era ormai già stato ritrovato.

Bill Clinton e la carriera di latin lover

Il senatore Ted Kennedy con la moglie Joan, al ritorno dal funerale di Mary Jo Kopechne, nel 1969.

Né ha avuto altre chance Wilbur Mills, deputato dell’Arkansas con ambizioni presidenziali, che nel 1974 pensò bene di rovinarsi la carriera. Fu fermato in auto dalla polizia in stato confusionale e con una spogliarellista argentina che si faceva chiamare Fanne Foxe, nota anche come «il petardo argentino».
Nel 1987 il senatore del Colorado Gary Hart era uno dei candidati democratici più accreditati per la nomination, ma la pubblicazione di un servizio fotografico con l’amante Donna Rice, e le sue bugie volte a negare l’evidenza, misero fine alla sua corsa. Hart ha avuto altri incarichi istituzionali, ma non è stato più rieletto.
GLI SCHELETRI DI GIULIANI. Qualche anno dopo, la campagna presidenziale dell’allora governatore dell’Arkansas Bill Clinton non fu scalfita dalle voci di una relazione extraconiugale con la modella Gennifer Flowers e dalla denuncia di molestie da parte della giornalista Paula Jones. Anni dopo, Bill rischiò l'impeachment a causa della stagista Monica Lewinsky. Come dire il lupo perde il pelo ma non il vizio, con buona pace dell'attuale segretario di Stato Hillary Clinton.
Il sesso ha condito anche le passate elezioni primarie, quando il democratico John Edwards, già nel ticket presidenziale con John Kerry, nel 2008 ha dovuto ammettere, dopo mesi di illazioni, una relazione extraconiugale con una regista da cui ha avuto un figlio.
Stessa sorte per l’ex sindaco di New York Rudy Giuliani che ha dovuto concedere che la sua relazione con l’attuale moglie Judith Nathan era nata al tempo del suo precedente matrimonio.

Le accuse di pedopornografia di Reynolds finito in carcere

Il deputato Wilbur Mills con la spogliarellista Fanne Fox. A sinsitra, il senatore Gary Hart con l'amante Donna Rice.

Non tutti gli scandali si sono chiusi ciìvilmente. In alcuni casi è dovuta intervenire addirittura la giustizia. Nel corso della campagna elettorale del 1994, Mel Reynolds, deputato democratico dell’Illinois, fu accusato di aver fatto sesso con una ragazza minorenne che faceva parte del suo staff. Negò le accuse e fu rieletto. Qualche mese dopo, però, fu condannato per stupro e detenzione di materiale pedopornografico e, dopo essersi dimesso, finì in carcere per tre anni
CARRIERA ADDIO. Nei guai con la legge finì anche il repubblicano conservatore Mark Foley sorpreso, dopo 11 anni di onorato servizio al Congresso, a mandare mail e messaggi compromettenti a uno stagista minorenne. Le indagini lo hanno sollevato dalle accuse di pedofilia, ma la sua carriera politica è finita. Se non altro, ora Foley si è dichiarato apertamente gay, fa l’agente immobiliare e le ultime notizie lo danno fidanzato con un dermatologo di Palm Beach.
Sulla scorta di questi e molti altri esempi, il destino di Cain pare segnato. Ma ci sono anche casi clamorosi di politici che hanno avuto una seconda chance.
LA SECONDA CHANCE. Le già citate scappatelle di Clinton, per esempio, sono state dimenticate, anche se i casi più eclatanti sono altri. Basti ricordare Marion Barry, sindaco democratico di Washington, sorpreso nel 1989 a fumare crak in una stanza d’albergo con un’ex modella, condannato al carcere e poi rieletto trionfalmente alla guida della capitale nel 1995.
Oppure Barney Frank, deputato democratico del Massachusetts e da oltre 20 anni uno dei volti più noti della politica americana. Nel 1985 iniziò una relazione a pagamento con un gigolò che divenne suo convivente. All’insaputa di Frank, il compagno organizzò da casa sua una rete di prostituzione maschile.
Venuto alla ribalta il caso, nel 1987 Frank ammise pubblicamente la sua omosessualità e la relazione. Fu poi scagionato da ogni accusa di complicità nel giro di escort. E, da allora, è stato sempre rieletto.

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