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FRANCIA
14 Marzo Mar 2012 1020 14 marzo 2012

Eliseo, i sondaggi della discordia

Statistiche e preferenze fra gli elettori in vista delle presidenziali. Ma i candidati preferiscono la cautela.

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da Parigi

Hollande e Sarkozy.

La campagna elettorale francese è definitivamente avviata e coinvolge ormai tutta l'opinione pubblica. L'opposizione tra i candidati dei due principali schieramenti politici francesi, l'Ump e il Ps, ha infatti oltrepassato il semplice aspetto politico per estendersi anche agli istituti di sondaggio.
INCHIESTE TELEFONICHE DISCORDANTI. Martedì 13 marzo sono stati resi pubblici i risultati di due inchieste telefoniche condotte da prestigiosi istituti francesi, l'Institut Français d'Opinion (Ifop) e la TNS-Sofres. Fin qui, nessun problema, almeno in apparenza. Fatto sta, però, che le conclusioni dei due sondaggi si contraddicono.
Per l'Ifop, Nicolas Sarkozy ha guadagnato un punto e mezzo da quando è stata condotta l'ultima inchiesta e, se si dovesse votare adesso, vincerebbe contro François Hollande per 28,5% a 27%.
UN SEGNALE DI “RIMOBILITAZIONE”. Immediate sono state le reazioni del Ps: Manuel Valls, direttore della campagna socialista, ha ammesso che «questo sondaggio ha almeno un pregio, suona per noi come un segnale di rimobilitazione». Giubilo invece tra i ranghi neogollisti: l'eminenza grigia della campagna, Patrick Buisson, ha avuto parole durissme. «Con l'incrociarsi delle curve, Hollande non può più comportarsi da amministratore pusillanime che vive di rendita. Dovrà prendere dei rischi», ha detto.

La smentita e la rimonta di Hollande

Sostenitori di Nicolas Sarkozy.

Il buon umore, però, è stato di breve durata. Qualche ora dopo la pubblicazione del primo risultato, infatti, la TNS-Sofres ha clamorosamente smentito l'analisi dei colleghi, dando Hollande per vincitore (30% contro il 26% di Sarkò, ossia quattro punti percentuali in più) e negando che l'attuale capo di Stato risulti più gradito agli elettori. Anzi, avrebbe addirittura perso due punti percentuali. Al di là dell'effetto politico, si è avvertito un certo imbarazzo tra i responsabili delle inchieste telefoniche. «La nostra è una scienza sociale, non la verità assoluta», ha ricordato uno dei dirigenti chiamati in causa prima di ammettere: «Ma è vero che avere due tendenze così diverse è un po' bizzarro».
LA LINEA MODERATA DEL CANDIDATO SOCIALISTA. Hollande ha commentato l'accaduto da un comizio organizzato nel Sud della Francia. «Nulla è deciso», ha detto, «per il momento non si è vinto né perso niente». Tuttavia, il candidato socialista ha colto l'occasione per criticare l'azione del governo di Sarkò e ha lanciato un appello per l'unione della sinistra attorno alla sua persona.
«Non è al ballottaggio che si decide l'elezione del presidente in Francia. Bisogna creare consenso da subito. Io rispetto gli altri candidati della sinistra, hanno tutti il loro posto e i loro diritti, ma cio' che mi preoccupa è essere eletto». Manuel Valls ha poi ricordato che bisogna fare attenzione ai sondaggi, «spesso fuorvianti».
ANCORA PRESTO PER FARE PRONOSTICI. Al di là delle critiche prettamente politiche, la posizione degli esponenti del Ps è corretta almeno in un suo aspetto: la scarsa significatività delle inchieste d'opinione. Dopo la pubblicazione delle conclusioni di Tns, l'Ifop ha relativizzato i risultati del proprio sondaggio, sottolineando che è troppo presto per affermare che l'aumento del tasso di gradimento di Sarkò costituisce una tendenza profonda e duratura. L'onnipresenza mediatica dell'inquilino dell'Eliseo, unita all'effetto positivo del meeting di Villepinte, hanno probabilmente falsato le opinioni espresse dagli intervistati.
L'ATTEGGIAMENTO PACATO DI SARKOZY. Sarkozy è apparso pacato, come ce lo si poteva aspettare conoscendo il sentimento di amore-odio che il presidente nutre nei confronti dei sondaggi, come ha analizzato il Nouvel Obs. «Nulla è fatto, nulla è concluso, è solo schiuma» ha dichiarato Sarkò, prima di aggiungere: «L'unica cosa che conta sono i francesi, le loro sicurezze. Bisogna proporre loro un progetto per i prossimi cinque anni, il resto non conta». Sulla stessa linea, il segretario generale dell'Ump Jean-François Copé ha addirittura chiesto allo staff del capo di Stato di non leggere i sondaggi.
Ma nonostante tutti sembrino disdegnare i segnali inviati dagli istituti, entrambi gli schieramenti ne hanno preso nota, come ha notato Libération. Interessante notare ad esempio che, in caso di ballottaggio Hollande-Sarkò, vincerebbe il primo con un confortevole anticipo. La strada da percorrere per la destra francese è quindi ancora lunga.
NECESSITÀ DI PROSEGUIRE SUGLI SFORZI. Le truppe socialiste, dal canto loro, sono ben coscienti che devono proseguire i loro sforzi se vogliono vedere realizzato il sogno di tornare a guidare il Paese, cosa che non è avvenuta dal lontano 1995, anno in cui Jacques Chirac succedeva a François Mitterrand, come ha ricordato Le Point. E Hollande sembra più determinato che mai : «Mantengo saldo il timone, non devio, so dove sto andando, sto andando al 6 maggio, verso la vittoria, per la Repubblica e per la Francia».

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