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DENTRO IL PALAZZO
27 Marzo Mar 2012 2047 27 marzo 2012

Alemanno, miracolo social

Mistero: su Facebook Gianni ha un amico ogni 57 secondi.

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Gianni Alemanno.

«Ogni mattina in Africa, una gazzella si sveglia, sa che deve correre più in fretta del leone o verrà uccisa». Mentre Roma, anzi in Italia, ogni 57 secondi un cittadino accende il computer, entra su Facebook, accede alla pagina di Gianni Alemanno, clicca “mi piace” e diventa un fan del sindaco della Capitale.
Un fan ogni 57 secondi, insomma. Un dato che farebbe impallidire persino gli indici di popolarità di Mario Monti. Com’è possibile che, sul social network che fa impazzire il mondo, Alemanno sia diventato improvvisamente così popolare?
UN BOOM DI AMICI MOLTO SOSPETTO. Strano, molto strano. Il sindaco di Roma, che giura che si candiderà per un secondo mandato, sulla sua pagina Facebook ufficiale «piace a 63.556 persone» (dato rilevato alle 19.25). Stando alla rilevazione del sito Baroncelli.eu, che si occupa dell’indice di gradimento dei politici sulla Rete, “Gianni” è al 13esimo posto di una speciale classifica guidata da Nichi Vendola. Sta un gradino sotto Pier Luigi Bersani e uno sopra Debora Serracchiani.
E il mistero? Sta nel fatto che, negli ultimi sette giorni, avrebbe “acquistato” (virgolette d’obbligo) una media di 1517 fan al giorno. Uno ogni 57 secondi, insomma. Strano per un politico che, dall’inizio dell’anno, e quindi in tre mesi, aveva guadagnato poco più 5000 “amici”, la miseria di 66 al giorno.
Che cos’ha fatto nell’ultima settimana Alemanno per meritarsi di passare da 66 a 1517 fan al giorno? Mistero.
Lo stesso mistero (buffo), forse, con cui nel novembre scorso era stato spiegato in un video il meccanismo grazie al quale il sindaco di Roma aveva accresciuto la sua popolarità su Facebook.
E NEL PDL LE MALELINGUE SI SPRECANO. È Sull’asse che lega Montecitorio al Campidoglio, dove l’ultimo dei misteri alemanniani sta facendo discutere, le malingue di Pdl e Pd si dividono in due fazioni, l’una contro l’altra armata. Quelli che vorrebbero celebrare le prossime elezioni comunali su Facebook. E quelli che preferiscono i metodi tradizionali della democrazia.
Sta di fatto che, pensando all’incredibile incremento dei fan di Alemanno, qualche deputato del Pdl – che evidentemente non ha troppa simpatia per lui – cita Giulio Andreotti. Non usa il «meglio tirare a campare che tirare le cuoia» rispolverato il 26 marzo da Mario Monti. Ma sceglie un’altra frase nota del Divo Giulio. Quella che comincia con «a pensar male si fa peccato». E finisce con «ma spesso ci si indovina».

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