IL PERSONAGGIO
4 Aprile Apr 2012 1604 04 aprile 2012

Lega, il Paese dei Balocchi

Chi era l'ex tesoriere mentore di Belsito.

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Lo ricordano tutt’ora come «l’intoccabile». Maurizio Balocchi, ex tesoriere della Lega Nord ed ex sottosegretario alla Semplificazione normativa, è stato non solo il predecessore di Francesco Belsito ma anche, e soprattutto, il suo mentore.
LE GRANE DEL SEGRETARIO. Come Belsito, anche Balocchi nei panni di segretario amministrativo del Carroccio ha avuto le sue grane, prima fra tutte quella del crack Credieuronord, la banca della Lega franata trascinando con sé i risparmi di migliaia di famiglie, piccoli imprenditori e militanti.
BALOCCHI «L'INTOCCABILE». Tra maestro e discepolo c’è però una grossa differenza. Balocchi era appunto, nei ricordi dei tanti leghisti che l’hanno conosciuto, «intoccabile»: guai ad andargli contro, guai a metterlo in discussione. «Se cado io cade tutta la Lega» era il suo monito e motto, come ricorda ancora oggi qualche ex leghista.

Erede di Patelli scalzato da Mani Pulite

Maurizio Balocchi è stato anche sottosegretario al ministero degli Interni e della Semplificazione.

Belsito si è rivelato invece toccabilissimo, sia dalla magistratura che lo ha indagato per appropriazione indebita e truffa ai danni dello Stato, sia dalla frangia dei maroniani che da tempo ne chiedeva la testa. Riuscendo infine a ottenerla, la sera di martedì 3 aprile: Belsito ha rassegnato le dimissioni, travolto dallo scandalo che ha gettato la Lega nel momento più buio della sua storia.
Cose impensabili quando i cordoni della borsa li reggeva Balocchi, che però è scomparso per una malattia - gotta - nel febbraio 2010 e ha lasciato così la strada spianata per il suo delfino (sia alla segreteria amministrativa del partito, sia al sottosegretariato).
AMMINISTRATORE DI CONDOMINIO. Toscano di nascita ma ligure d’adozione, Balocchi, classe 1942, era noto in Lega anche come «l’amministratore di condominio», non per ironia sulla sua gestione delle casse del partito ma perché socio fondatore dell’Anaci (Associazione nazionale amministratori condominiali e immobiliari).
IL PLENIPOTENZIARIO DI CHIAVARI. La sua fortuna politica ebbe inizio a Chiavari: consigliere comunale nel 1989, subito dopo anche consigliere provinciale a Genova e capogruppo. Nel 1993, a ridosso di Tangentopoli, la svolta. Mani Pulite arrivò a lambire la Lega sul fronte della maxi-tangente Enimont, distruggendo la carriera dell’allora tesoriere Alessandro Patelli (il «pirla», come arrivò ad autodefinirsi) al cui posto subentrò proprio Balocchi, eletto per la prima volta in Parlamento.

Anni ruspanti per gli affari padani: la nascita dell'Editoriale Nord

Militanti leghisti al raduno di Pontida.

Per Alberto da Giussano, gli anni in cui il chiaverese gestì i conti furono di gran lunga quelli più ruspanti sul fronte economico. Dalla metà degli Anni 90, in particolare, la Lega iniziò tutte le sue manovre economicamente più massicce, a cominciare dalla nascita dell’Editoriale Nord nel 1996, da cui presero vita il quotidiano La Padania, Radio Padania Libera e TelePadadania (rispettivamente ’96, ’97 e ’98).
I BOT DI PONTIDA. Seguì la nascita, con poca fortuna, delle Coop Padane, delle altrettanto sfortunate sale da bingo di Edouard Ballaman, per poi arrivare alla complicata vicenda dei Buoni del Tesoro di Pontida, idea del tesoriere per permettere ai militanti di acquistare «quote» del sacro pratone in cui il movimento si ritrova ogni anno.
LE QUOTE-ZOLLE. «Il prato di Pontida ci è costato circa 3 miliardi», disse Balocchi nel 2001. «È un investimento culturale e di immagine ma ha anche una motivazione economica, le nostre 800 sezioni affittano il terreno per le loro riunioni e con i loro versamenti liquidiamo le rate del prestito. È una specie di giroconto tra sezione e federazione».

Il crack Credieuronord e il villaggio Skipper

Il cartellone pubblicitario di Credieuronord con Bossi.

Furono anche gli anni delle operazioni spericolate: la più celebre è certamente quella della creazione della banca leghista lanciata nel 1998, Credieuronord, nel cui consiglio d’amministrazione Balocchi ovviamente aveva una poltrona, e dal cui crack peraltro venne assolto.
IL FALLIMENTO DEL RESORT. Senza dimenticare il villaggio in Croazia, altro caso della gestione del tesoriere che ha dato risultati poco entusiasmanti per il partito: un maxi-investimento immobiliare nel 2001, destinato alla realizzazione del resort Skipper, finito in un buco nell’acqua perché la società intermediaria, la Ceit, andò in bancarotta trascinando con sé, tra l’altro, gli investimenti di un numero consistente di generosi leghisti. Sul fallimento Ceit la magistratura non ha ancora finito di fare chiarezza.
L'INGRESSO A PALAZZO CHIGI. Nonostante gli scandali e la rabbia di tanti leghisti, il ruolo e l'autorevolezza di Balocchi non vennero mai veramente scalfiti. Anzi. Nel 2001 il tesoriere fece il suo ingresso nella squadra di governo di Palazzo Chigi, con il ruolo di sottosegretario al ministero degli Interni; nel 2008 passò al quello per la Semplificazione di Roberto Calderoli.
Con buona pace di chi oggi, di fronte alla vicenda Belsito, si sbraccia per assicurare che nella Lega gli errori si pagano. Dall’incarico di tesoriere e dalle poltrone romane Maurizio Balocchi fu strappato solo dalla morte, nel febbraio 2010.
Ed è in quel momento che nacque ufficialmente l’astro di Francesco Belsito.
Il resto è cronaca.

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