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CODICE CIVILE
16 Maggio Mag 2012 2100 16 maggio 2012

Cade la distinzione tra figli naturali e legittimi

Il sì dal Senato, ma il ddl torna alla Camera.

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Sono solo ugualmente figli. Cade la distinzione tra naturali e legittimi. Con l'unanimità dei voti, il Senato ha approvato, in seconda lettura, la proposta di legge che modifica il diritto di famiglia; ma con modifiche che rispediscono il testo alla Camera.
Una «riforma epocale», «un atto di civiltà giuridica», «una vera e propria rivoluzione che pone fine a una discriminazione storica» tra figli legittimi, naturali e adottivi che ancora oggi non sono perfettamente uguali davanti alla legge.
Così i senatori di tutti gruppi hanno definito il ddl.
Si tratta di un provvedimento imposto anche per stare al passo coi tempi, visto il progressivo aumento delle separazioni e dei divorzi e della diffusione delle coppie di fatto.
Nel dettaglio i punti salienti:
FIGLI TUTTI UGUALI. In tutti gli articoli del Codice le parole figli legittimi e figli naturali sono sostituite semplicemente da figli.
Il primo articolo stabilisce che «la parentela è il vincolo tra le persone che discendono da uno stesso stipite, sia nel caso in cui la filiazione è avvenuta all'interno del matrimonio, sia nel caso in cui è avvenuta al di fuori di esso, sia nel caso in cui il figlio è adottivo». Il vincolo di parentela «non sorge nei casi di adozione di persone maggiori di età».
Il figlio «nato fuori del matrimonio può essere riconosciuto» dalla madre e dal padre «anche se già uniti in matrimonio con altra persona all'epoca del concepimento» e il riconoscimento «può avvenire tanto congiuntamente quanto separatamente».
Il ddl riconosce anche ai figli naturali un vincolo di parentela con tutti i parenti e non solo con i genitori.
Questo ha conseguenze anche ai fini della definizione dell'eredità.
I LORO DIRITTI E DOVERI. Il figlio ha diritto di essere mantenuto, educato, istruito e assistito moralmente dai genitori, nel rispetto delle sue capacità, delle sue inclinazioni naturali e delle sue aspirazioni.
Il figlio ha diritto di crescere in famiglia e di mantenere rapporti significativi con i parenti.
Il figlio minore ha diritto di essere ascoltato in tutte le questioni e le procedure che lo riguardano.
DECRETI DI DELEGA SI OCCUPANO DI FILIAZIONE. Per la revisione delle disposizioni vigenti in materia di filiazione, in base al nuovo principio di un unico status giuridico per i figli, uno dei decreti attuativi riguarda la disciplina delle successioni e delle donazioni, ai fini dell'eredità.
È previsto che i decreti di delega si occupino anche di prova della filiazione; presunzione di paternità del marito; azioni di riconoscimento e disconoscimento dei figli; dichiarazione dello stato di adottabilità.
PER CONTROVERSIE, TRIBUNALE DI COMPETENZA. In base a una modifica del Senato, in caso di controversie tra i genitori, dei relativi procedimenti di affidamento e mantenimento dei figli se ne occupa, d'ora in avanti, il tribunale ordinario.
«Si tratta di un primo ma rilevante passo», spiega la relatrice Alessandra Gallone (Pdl), «che fa da apripista a una ulteriore rivoluzione, quella dell'istituzione di sezioni specializzate all'interno dei tribunali sulla materia specifica», ovvero «il tribunale della famiglia, provvedimento già incardinato in Commissione giustizia».

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