Il Piffer magico del Cav e i canederli di Bobo

Dal piano di Berlusconi per il Pdl al modello Südtiroler Volkspartei che tenta la Lega di Maroni e Tosi.

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Silvio Berlusconi non sa più che pesci prendere, e dopo le consigliere hard ora si fa dare consigli anche dai pischelli: «Pare, per esempio, che Berlusconi sia rimasto molto colpito dall'attivismo del 30enne candidato sindaco di Monza Paolo Piffer che con le sue PrimaveraMonza e CambiaMonza ha raccolto al primo turno il 5%. Colpito al punto da alzare il telefono e invitarlo ad Arcore per cercare di capire le ragioni di un simile risultato e il linguaggio utilizzato dalle nuove generazioni. Piffer è stato anche portato a fare una visita a Villa Gernetto per poi chiamare Alfano al telefono e dirgli: 'Angelino, c'è qui un ragazzo che dice che non capisco niente di politica!'» (Il Giornale). Il Berlusca avrebbe scelto un nome per la sua nuova cosa di centrodestra-grillina, Noi Italia, mentre Luca di Montezemolo e Pier Ferdinando Casini lo schifano (La Stampa).
GRILLINI, TUTTI A NANTES
È Nantes il modello di economia comunale sostenibile presa a modello dai grillini. Il nuovo sindaco di Parma sta studiando una moneta locale proprio sul modello della città francese. «Il mezzo è l’introduzione di una moneta complementare all’euro, che resta valida per gli scambi internazionali. Potrebbe essere la carta a sorpresa del neo-sindaco Federico Pizzarotti per dipanare la matassa dei 600 milioni di debiti (La Stampa). Lo spiega l’economista Massimo Amato, interpellato dai grillini al parmigiano: «Nessuna ricetta miracolista. Ma alle imprese in credito con il Comune si può dire: ve lo monetizziamo dentro una camera di compensazione, anche dando servizi in cambio di prodotti. Questo alleggerirebbe molte posizioni. Togliendo alle banche il monopolio del denaro...» (La Stampa).
AMICI SUOI
«A Parma, come a Comacchio, abbiamo non-vinto« (Pier Luigi Bersani). Come diceva il conte Mascetti in Amici miei: «Non sono impotente: sono non trombante» (Il Fatto).
MARONI VOLKSPARTEI
L’idea frulla nella testa di Roberto Maroni da tempo, Flavio Tosi fa un esempio concreto del modello che hanno in mente: «La Lega Nord deve fare come la Südtiroler Volkspartei: contrattare con il governo i vantaggi per il territorio. A livello nazionale gli ultimi anni sono stati disastrosi, i nostri militanti ci dicevano: “Ma a Roma che cosa avete fatto?”. Ed era difficile dare un risposta». Maroni sta studiando da leader indipendentista, e già che c’è domenica 27 maggio interverrà a un convegno di Terra Insubre (l’associazione culturale varesina detestata da Umberto Bossi), insieme con il consigliere di Finmeccanica Dario Galli e al politico ticinese Norman Gobbi, per discutere sull’idea della Lombardia come nuovo Cantone svizzero». (Il Giornale).
CON LE PEZZE AL FRANCHISING
Asili nido che scarseggiano, assistenti domiciliari rari come pepite d'oro, avvocati che diventano sempre più cari. La crisi economica ha messo in ginocchio non solo le quasi 12 mila aziende italiane che nel 2011 hanno chiuso i battenti, ma ha anche ridotto la spesa per la pubblica amministrazione e i servizi al cittadino. Molti italiani hanno pensato di mettersi sul mercato, ricorrendo al franchising. E qui la cronista di Repubblica si infila in un periodo pericolosissimo: «Per le signore che mal se la cavano con trapano e martello c'è il 'marito aggiustatutto', un franchising di operai e professionisti del fai-da-te che per 30 euro l'ora (preventivo gratuito) eseguono lavoretti di casa, dal montaggio mobili al giardinaggio, dai piccoli lavori idraulici ed elettrici a quelli di muratura e tinteggiatura» (Repubblica).
UN GIORNO DA MOSTRO
Ventiquattr’ore da mostro, con la gente che ti vuole linciare, devono essere veramente brutte. Grazie anche ai giornalisti che hanno sparato il suo nome e cognome quando era solo un sospettato per la strage di Brindisi, prima che si scoprisse che non c’entrava niente. Lui nel frattempo si è pappato questo incubo: «A un certo punto ho pensato che mi avrebbero arrestato. Erano gentili, mi rassicuravano, ma intanto mi tenevano lì. Pensavo a mia figlia piccola, che intanto giocava con due agenti, e mi chiedevo chi l'avrebbe riportata a casa». Lo ha fatto lui, alle tre di notte, trovando una piccola folla davanti al portone della sua casa nel quartiere di Sant'Elia. C'era anche una comitiva arrivata da Mesagne, e nel bagagliaio delle loro auto pare ci fosse posto per mazze e spranghe» (Corriere della Sera).

23 Maggio Mag 2012 1202 23 maggio 2012
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