Silvio Berlusconi 120523190346
CRAC CENTRODESTRA
23 Maggio Mag 2012 1751 23 maggio 2012

Pdl, il Cav si è scocciato

«Resto in campo? Me lo chiedo anch'io. Non sarò più premier».

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Nel 1994 la storica discesa in campo, ferma e decisa: «L'Italia è il Paese che amo. Qui ho le mie radici, le mie speranze, i miei orizzonti».
Dopo 18 anni, gli orizzonti di Silvio Berlusconi sono maledettamente incerti e densi di nubi: il possibile ritorno in prima persona, l'erede Luca di Montezemolo, il nemico Beppe Grillo.
Il Popolo della libertà, figlio del vecchio Forza Italia e An, va a rotoli, nelle amministrative ha preso una memorabile batosta e il partito è piombato nel caos: al commissariamento del segretario Angelino Alfano (ma Silvio ha smentito la Repubblica, «giornale che fa politica, ostile a noi»), sono seguite le dimissioni, respinte, del fido coordinatore Sandro Bondi. Clima da fine impero.
Che fa il Cavaliere? In molti hanno invocato una sua risolutiva (ri)discesa in campo.
«STIAMO RAGIONANDO». Un colpo di restaurazione dell'Ancien Régime. Angelino è sempre più solo, ma Silvio è stato titubante: «Se resto in campo? Questo me lo chiedo anche io», ha risposto ai giornalisti con tanto di ampio sorriso.
Poi la decisa retromarcia in ottica 2013: «Escludo la mia ricandidatura a premier». I fedelissimi dovranno farsene una ragione.
Il piano d'azione politica adesso non è ancora definito: «Stiamo ragionando su cosa fare», ha preso tempo l'ex premier.
L'emorragia di voti alle amministrative non lo ha sorpreso, o almeno lui così ha provato a spiegare: la scelta degli alleati di andare da soli è stata «l'errore fondamentale» che ha portato al deludente esito delle elezioni.
Tutti però si interrogano sul suo futuro: «Bisogna vedere... io faccio quello che è necessario fare per il bene dell'Italia, dei moderati e della nostra formazione politica su cui restiamo fiduciosi».
«PAESE IN MANO ALLA SINISTRA, CHE DANNO». Per stare con Silvio che requisiti bisogna avere? «Il senso di responsabilità di evitare di consegnare il Paese alla sinistra», ha sintetizzato Berlusconi.
In questo senso, ha aggiunto il leader del Pdl, «anche il Ppe farà la sua parte, intervenendo affinché non ci sia nessuno che voglia fare un danno di questo tipo all'Italia».

«Montezemolo? Non può che stare con noi»

Luca Cordero di Montezemolo ai box Ferrari.

Ora è già tempo di futuro. E non a caso Berlusconi è volato a Bruxelles al vertice del Partito popolare europeo. Sempre con la mente alle dinamiche politiche italiane: «Ho avuto un solo incontro con Montezemolo, molto cordiale», ha ammesso il Cav.
Se dovesse decidere di fare politica «non potrà che stare nel campo dei moderati». Poi l'immancabile battuta a effetto: «Gli ho comunque sconsigliato di scendere in campo».
GRILLO? «BOLLA DI ANTI POLITICA». Poi c'è il fenomeno del momento, che a molti ricorda proprio il Cavaliere agli esordi, per capacità comunicativa e componente demagogica: Grillo.
Gli ha fatto i complimenti?, gli hanno chiesto i cronisti. «No, non ci ho pensato, però magari glieli faccio».
Una stretta di mano tra il comico e lo 'Psiconano', come lo ha sempre chiamato: qualcosa di irrealizzabile.
Il Movimento 5 stelle è stato subito etichettato come esempio negativo dal leader del Pdl: «Anche Grillo è figlio di questo momento, dell'antipolitica e quindi è una bolla che deve dare un segnale a tutti coloro che fanno invece politica e che sono in campo con gli attuali partiti a una profonda necessità di rinnovamento».

«Nella proposta di Alfano riforma della Costituzione e della legge elettorale»

Silvio Berlusconi a Bruxelles.

Il Cavaliere ha parlato anche delle idee della sua parte politica per l'immediato futuro: «Alfano ha una proposta di riassetto istituzionale che riguarderà anche la riforma elettorale e una modifica della Costituzione».
Con il doppio turno alla francese? «Aspettate e vedrete», ha risposto sibillino ai cronisti.
«OGNI IMPRESA NE ASSUMA UNO». E contro la crisi? Berlusconi ha la ricetta: un incentivo affinché ogni impresa europea assuma almeno un lavoratore.
«Da uomo di trincea ho suggerito un espediente semplice: in Europa ci sono 23 milioni di imprese e se ciascuna assumesse un lavoratore avremmo risolto il problema della crisi». Facile, no?
«Sembra fantascienza, ma con qualche incentivo si potrebbe fare».
«MONTI SOSTERRÀ LA NOSTRA TESI SUL DEBITO». La palla passa a Mario Monti. E anche qua Silvio rivendica la paternità di alcune linee guida economiche del governo: «L'esecutivo porterà sul tavolo del Consiglio europeo la tesi da noi proposta di tenere in considerazione il Pil sommerso nel calcolo della riduzione del debito».
Merito del Pdl, quindi. «Il debito non è al 120% del Pil, perché in Italia esiste il Pil sommerso che andrebbe calcolato in aggiunta al Pil emerso», ha detto il Cavaliere lasciando il vertice del Ppe.
Ciò, ha aggiunto, «farebbe scendere il rapporto debito/Pil sotto il 100% e vicinissimo alla media europea dell'87%».
Insomma, «noi siamo d'accoro sull'obbligo di ridurre il debito, ma dobbiamo fare in modo che la riduzione annuale sia molto meno di quella prevista calcolando solo il Pil emerso. Queste cose noi le abbiamo spiegate al governo e siamo sicuri che il governo le porterà al tavolo del Consiglio dei capi di stato e di governo dell'Ue».
Ora che non è più al governo, sembra avere la soluzione per ogni male.

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