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Rio+20, 17enne: «Arrabbiata e confusa»

La ragazza ha aperto il vertice: «Promesse non mantenute».

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Britney Trifford, la 17enne neozelandese che ha aperto il vertice sullo sviluppo sostenibile di Rio.

Come Severn Suzuki, la bambina di 13 anni che nel 1993, davanti alle Nazioni unite, fece commuovere il mondo.
Britney Trifford, neozelandese, di anni ne ha qualcuno in più, 17 per l'esattezza, ma il suo discorso al summit di Rio de Janeiro sullo sviluppo sostenibile è destinato a restare ugualmente nella memoria storica di tutti.
«Sono confusa e arrabbiata, rappresento 3 miliardi di bambini nel mondo, dobbiamo avere un futuro», ha detto la giovane ragazza dopo aver ricevuto la parola dal segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon, che ha concesso a lei l'onore di aprire la tre giorni di Rio de Janeiro.
«IL TEMPO STA SCADENDO». «Sono confusa e arrabbiata per le condizioni del mondo dobbiamo lavorare insieme per cambiare questo. Dobbiamo avere un futuro. Ci avete promesso di combattere la poverta, lo sviluippo sostenibile, la lotta contro i cambiamenti climatici, le multinazionali si sono impegnate per rappresentare l'ambiente, il nostro futuro è in pericolo, sappiamo che il tempo corre. Avete 72 ore per decidere il destino dei bambini del mondo, l'orologio è scattato ora. Tick tick tick».

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BAN KI-MOON: «OCCASIONE DA NON PERDERE». Ci tiene tanto Ban Ki-moon al buon esito del vertice, e così ha rivolta un appello ai leader presenti: «Non perdiamo questa opportunità», ha detto ricordando le difficoltà del lavoro da svolgere in questa tre giorni del summit brasiliano.
Il segretario generale dell'Onu ha sottolineato che «il tempo non è dalla nostra parte» e ha designato presidente della Conferenza il capo dello stato del Brasile, Dilma Rousseff la quale subito dopo ha designato il ministro degli esteri brasiliano, Antonio Patriota, alla conduzione dei lavori.
E l'attenzione sul vertice di Rio è altissima anche in Italia, dove, soprattutto a sinistra, c'è gran pessimismo: «Il rischio di fallimento è sempre in agguato. Servirebbe un miracolo politico», ha detto Francesco Ferrante, senatore e responsabile energia e politiche sui cambiamenti climatici del Partito democratico.
«Grazie anche al ruolo svolto dal ministro dell'Ambiente Clini i governi di tutto il mondo salveranno forse la faccia e il vertice internazionale sullo sviluppo sostenibile Rio+20 eviterà il rischio del fallimento totale».
«DIFFICILE CHE SI PONGANO OBIETTIVI NUMERICI». Secondo Ferrante «molto probabilmente nella dichiarazione finale non ci saranno obiettivi numerici».
Per un giudizio completo, ha osservato Ferrante, è «bene attendere venerdì sera, ma se da una parte non possono essere sottovalutate le importanti novità che si stanno profilando» come il fatto che «per la prima volta la green economy sarà indicata in documento dell'Onu, dall'altra non si può certo dare torto alle associazioni ambientaliste che lamentano la totale vaghezza su impegni, tempi e risorse».
Anche in questo caso per Ferrante «sembra confermata la distanza abissale che separa le potenzialità offerte dall'innovazione tecnologica e la vivacità della società civile dalla capacità della politica di offrire risposte». La strada della green economy, ha concluso Ferrante, trova «un freno formidabile in quei 1.000 miliardi di dollari di sussidi alle fonti fossili».

20 Giugno Giu 2012 1530 20 giugno 2012
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