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CARROCCIO
6 Luglio Lug 2012 1622 06 luglio 2012

I tre moschettieri di Bobo

Lega, nominati i vicesegretari.

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Il neo segretario della Lega Nord Roberto Maroni (secondo da sinistra) durante la conferenza stampa che ha tenuto il 6 luglio nella sede del partito in via Bellerio con i tre vice segretari: da sinistra Federico Caner, Elena Maccanti e Giacomo Stucchi.

Federico Caner, Giacomo Stucchi ed Elena Maccanti. La triade al vertice della Lega è pronta ed è stata presentata il 6 luglio da Roberto Maroni in conferenza stampa.
RAPPRESENTANTI PADANI. I tre vicesegretari arrivano da tre regioni: il Veneto per Caner (che ricopre il ruolo specifico di vicario, vero e proprio braccio destro del segretario federale), la Lombardia per Stucchi e il Piemonte per Maccanti.
A ognuno di loro spetterà un compito specifico: rispettivamente, la formazione di una scuola di formazione politica, la composizione dell’ufficio politico, e la gestione degli enti locali per Maccanti.
«IL RITORNO AL FUTURO». «È un ritorno al futuro», ha spiegato Maroni spiegando la nuova struttura dirigenziale del partito. Bobo, quasi a cercare un'ulteriore legittimazione alla sua rivoluzione, poi ha tenuto a precisare che il Carroccio degli inizi era partito proprio con un’organizzazione simile.
E proprio come all'inizio, ha assicurato il neo-segretario, rimane «l’ambizione di diventare il partito egemone del Nord, dialogando con quelle forze che hanno a cuore il destino del territorio».

Caner, il vice di Maroni che dialoga con gli ex cerchisti

Federico Caner, segretario vicario della Lega.

Da oggi del resto l’organigramma di partito è completo e in agenda rimangono da definire solo contenuti e iniziative.
La composizione del trittico di vicesegretari non è stata semplice: un po’ perché è la prima volta in 20 anni che al segretario federale si affiancano dei “secondi”, un po’ perché la nuova struttura ha dovuto tener conto degli equilibri interni al partito per prevenire nuove frizioni.
NUOVA LUCE ALLA LIGA. Particolarmente critico è il ruolo di Caner: da tempo si sapeva che il vicario sarebbe stato un veneto, per premiare e valorizzare la Liga da troppi anni relegata in secondo piano rispetto al Carroccio lombardo.
Il Veneto, del resto, è la regione che anche in questo momento di difficoltà sta trainando il partito (basti pensare alla vittoria di Flavio Tosi a Verona, unico spiraglio luminoso del Carroccio alle ultime amministrative).
ULTIMA FORTEZZA BOSSIANA. E non solo. È anche l’ultima fortezza rimasta alla minoranza bossiana, forte di un 42% al congresso regionale.
MARONIANO E MEDIATORE. Ma chi si aspettava che fosse sufficiente garantire ai falchi un proprio uomo come vicesegretario federale è rimasto deluso: Caner è molto vicino a Maroni. Al tempo stesso, però, ha alle spalle una positiva esperienza da mediatore tra le due anime del partito, essendo da mesi nell’occhio del ciclone sia come dirigente a Treviso, città dell’ex segretario veneto Gian Paolo Gobbo, sia come capogruppo in Consiglio regionale.

Maccanti, pupilla di Cota e il giallo sui doppi incarichi

Elena Maccanti, vice segretario della Lega.

Diversa invece la situazione per Elena Maccanti, assessore agli Affari istituzionali della Regione Piemonte. Vicinissima a Roberto Cota e a quella che ormai è considerata la corrente piemontese del partito, la 40enne torinese è stata in forse fino all’ultimo momento, ma il peso del governatore alla fine ha giocato a suo favore.
L'INCOGNITA SULLA NOMINA. Resta però l’incognita sul suo doppio incarico di vicesegretario e di assessore regionale: Maroni ha ribadito più volte che la nuova Lega avrà regole rigide sull’accumulo di cariche, ma i dettagli non sono ancora stati specificati.
Secondo Giacomo Stucchi per Maccanti non dovrebbero esserci problemi, perché «l’incompatibilità scatta se ai due incarichi se ne aggiungesse un terzo». Più prudente Caner che ha precisato: «Il regolamento sui doppi incarichi verrà discusso lunedì 9 luglio in consiglio federale, per ora non è ancora deciso nulla».
Per ora fanno fede le parole del segretario: «Presto decideremo le regole, e mi aspetto che i vicesegretari saranno i primi a dare l’esempio».

Stucchi, l'eterno secondo, ha la sua rivincita

Giacomo Stucchi, vicesegretario del Carroccio.

Infine, nella triade è stato confermato il bergamasco Giacomo Stucchi. Di lui si era parlato a gennaio come possibile successore di Marco Reguzzoni alla presidenza del gruppo alla Camera, ruolo finito invece a Gian Paolo Dozzo.
Mesi dopo, la sua candidatura alla segreteria lombarda era stata stoppata per lasciare campo libero a Matteo Salvini. Ora, come da copione, Stucchi ha potuto incassare il premio per i reiterati sacrifici, con la consapevolezza però che se il ruolo di vicario non fosse stato promesso a un veneto, sarebbe sicuramente andato a lui.
IL NODO DI PONTIDA. Da lunedì 9 luglio la nuova squadra sarà al lavoro al fianco di Bobo. Prima grana da risolvere: il raduno di Pontida, in odor di cancellazione.
Il segretario però è stato chiaro: «Pontida resta, è la nostra identità, il nostro cuore e il nostro popolo».
Quel che è certo è che come minimo subirà un rinvio al prossimo autunno, per la data bisogna però attendere il consiglio federale. Ma già si parla di ottobre.

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