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Il «vero stupro» inguaia Romney

Membro Gop: «Dopo non si resta incinta».

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Il senatore repubblicano Todd Akin.

L'aborto mai, nemmeno in caso di violenza carnale. La pensa così Todd Akin, senatore cristiano repubblicano eletto in Missouri, che ha parlato di, «legitimate rape», ossia «stupro accertato».
E la frase non poteva che suscitare un putiferio, al di là del resto del discorso, molto più che discutibile.
«So dai medici che restare incinta dopo uno stupro è veramente difficile. Se si tratta di un stupro vero e proprio, il corpo femminile può chiudere tutto».
«NON PUNIRE IL BAMBINO». Qualcuno potrebbe anche chiedersi che medici frequenta Akin, che ha comunque ammesso che, in qualche caso, il suo assioma potrebbe anche non funzionare: «Immaginiamo pure che qualcosa non vada bene. Penso che dovrebbe esserci una punizione, sì, ma dovrebbe riguardare lo stupratore, non il bambino».
Bersagliato della critiche, Akin ha provato a correggere il tiro, sostenendo di essere stato frainteso: «Mi sono spiegato male. Le mie parole non riflettono affatto la profonda empatia che provo per migliaia di donne che vengono violentate ogni anno. Ma credo profondamente nella protezione della vita, e non credo che uccidere un'altra vittima innocente sia il modo migliore di agire».
Un terreno minato quello in cui si è avventurato il senatore repubblicano, e anche lui ne è ben consapevole: «Riconosco che l'aborto, in particolare in caso di stupro, è un argomento di grande carica emozionale».
ROMNEY E RYAN PRENDONO LE DISTANZE. In piena campagna elettorale, le sue dichiarazioni rischiano di essere tutt'altro che favorevoli a Mitt Romney, candidato conservatore alla presidenza, che ne ha immediatamente preso le distanze insieme al suo vice designato, Paul Ryan: «Il governatore Romney e il membro del Congresso Ryan non concordano con l'affermazione di Mister Akin, e l'amministrazione Romney-Ryan non si opporrebbe all'aborto in caso di stupro».
IL GOP PREME PER IL RITIRO. Nelle ultime ore i vertici del partito repubblicano hanno cercato, invano, di convincere Akin a ritirarsi. «E' stato un errore molto molto grave. Tuttavia, ci sono tante persone perbene in Missouri che mi hanno nominato e contano su di me per recuperare il nostro Stato e tutto il Paese dalle terribili condizioni in cui lo ha lasciato Obama», la rispostan agguerrita del senatore.
OBAMA: «ECCO LA DIFFERENZA TRA NOI E LORO» «Uno stupro è uno stupro e basta. Ho visto che la campagna di Romney ha preso le distanze dalle frasi di Todd Akin. Tuttavia, questa storia segna la differenza che c'è tra il nostro partito e gli altri». Barack Obama ha scelto di commentare in questo modo le parole di Akin.
Scivoloni di questo genere, sullo stesso argomento, non sono nuovi all'area repubblicana. Nei primi anni del terzo millennio fu un giudice federale nominato dal presidente Bush junior a sostenere qualcosa di molto simile. Successivamente toccò ad alcuni legislatori della Carolina del Nord e della Pensilvania.
«DONNE CHE FINGONO DI ESSER STATE VIOLENTATE». Alcuni politici conservatori hanno adombrato l'ipotesi che alcune donne che non sono state violentate possano affermarlo con l'unico scopo di ottenere un aborto. Un legislatore dell'Idaho ha dovuto chiedere addirittura scusa, nel 2012, per aver chiesto che i medici verificassero i casi di violenza sessuale.
Lo stesso Akin, in passato, ha sostenuto che si possa addirittura sostenere di essere state stuprate pur di ottenere pratiche più agevoli per il divorzio.
Secondo uno studio, negli Stati Uniti sono circa 32 mila le gravidenze derivate ogni anno da atti di violenza sessuale, e circa il 5% delle vittime rimangono incinta. Numeri che sembrano dimostrare che Akin è profondamente in torto quando difenisce tale possibilità una rarità.
Ammesso pure che ci fosse bisogno di una conferma statistica.

20 Agosto Ago 2012 1942 20 agosto 2012
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