TELEVISIONE
4 Settembre Set 2012 1634 04 settembre 2012

Tg1, Maccari contro Petruni

Rai, l'aut aut del direttore alla giornalista cara al Cav.

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Tecnicamente Alberto Maccari, attuale direttore del Tg1, è un dirigente Rai con scadenza incorporata. Un po’ come una mozzarella di bufala.
Il suo mandato, come prevede l’accordo siglato con l’ex direttore generale Lorenza Lei, già pronta a insediarsi al vertice della Sipra, scade alla fine dell’anno.
RAI, CIELO VARIABILE. Ma siccome a viale Mazzini le idee cambiano più rapidamente delle stagioni e le posizioni dei consiglieri solo più variabili del cielo d’Irlanda, le quotazioni relative alla conferma di Maccari alla guida del Tg1 sono in forte ascesa.
Anzi, sono una vittoria assicurata. Con tutta probabilità, l’attuale timoniere dell’informazione della tivù pubblica resterà a Saxa Rubra sino alle elezioni. Poi si vedrà.
Se vince la sinistra avanti tutta con un direttore organico alla linea del partito, se dovesse prevalare il centrodestra si cambia tutto.
Ma queste sono solo ipotesi scolastiche e nulla più.
PETRUNI IN BILICO. La cronaca di questi giorni, invece, narra di un Maccari forte come non mai e fermamente intenzionato a modellare il Tg1 a sua immagine e somiglianza, tanto che ha deciso di presentare il conto a Susanna Petruni, vice direttore e volto dell’edizione delle 20.00, tanto cara a Paolo Bonaiuti quanto a Silvio Berlusconi.
Ma visto che né l’uno né l’altro hanno voglia di mettersi contro il premier Mario Monti, soprattutto in questa fase, diventato il primo sponsor del direttore del Tg1, la “farfallina” bionda dell’ammiraglia dell’informazione Rai dovrà vedersela da sola con il timoniere con scadenza incorporata.
Maccari, dopo aver dettato le nuove regole del gioco, ha messo la giornalista davanti a un bivio: o la conduzione dell’edizione delle 20 o la vice direzione.
RAPPORTI DI FORZA. Un aut aut, quello del numero uno del telegiornale più visto dagli italiani (la forbice con il Tg5 ha raggiunto quasi i 10 punti di share), dettato dalla necessità di riequilibrare i rapporti di forza all’interno della redazione, in fibrillazione come non mai a partire da Francesco Giorgino, capo della redazione politica e conduttore dell’edizione delle 20.00.

Per cambiare i vicedirettori, Maccari deve prima risolvere il contenzioso

Il giornalista, molto vicino al segretario del Popolo della libertà (Pdl) Angelino Alfano, ha messo sul piatto della bilancia il fatto di aver rinunciato alla vice direzione per non perdere la conduzione.
Perché lui sì e lei no? Sul braccio di ferro Maccari-Petruni, le scommesse hanno già raggiunto livelli da bookmaker inglesi e a Saxa Rubra non si parla d’altro.
Anche perché Petruni, vitttima del blitz d’agosto di Luigi Gubitosi a Uno Mattina contro le “markette” (visto che la giornalista è la responsabile degli spazi informativi), è finita nel cono d’ombra dell’attuale governance dell’azienda.
IL NODO DEGLI AIUTANTI. L’unico argomento degno di nota, capace di destare altrettanta attenzione, riguarda i vice direttori. Maccari, allo stato attuale, può contare solo su tre aiutanti: Gennaro Sangiuliano, vera e propria macchina da guerra al punto che quest’estate ha retto il giornale da solo, Fabrizio Ferragni, sempre meno in sintonia con la direzione, e Susanna Petruni che gioca in proprio.
Tolto il primo, il quadro che ne viene fuori non è dei più esaltanti. Da qui l’idea di nominare Giorgio Balzoni, Andrea Montanari e Filippo Gaudenzi, tutti rigorosamente di sinistra, dunque graditi al Partito democratico (Pd) che ha smesso di chiedere la testa di Maccari alla prima occasione possibile.
Ma, per poterlo fare, il direttore del Tg1 deve sistemare le partite aperte, a partire dal contenzioso con Petruni.
Parallelamente alle vice direzioni, l’erede di Augusto Minzolini sta lavorando sulle conduzioni.
VOLTI DA ACCONTENTARE. Molte sono le caselle da sistemare, ma ancor di più sono i volti da accontentare. A partire da Alberto Matano, momentaneamente prestato a Uno Mattina.
Il giornalista, che vanta forti coperture politiche, vorrebbe una conduzione di peso, capace di lanciarlo nell’Olimpo dei conduttori.
Maccari, invece, vorrebbe investire su Valentina Bisti, ex meteorina dell’era Minzolini e conduttrice dell’edizione breve dei 60 secondi. La giornalista, molto efficace in video, viene considerata esperta e affidabile. Ovvero ciò che serve a Maccari.
Nel frattempo, anche se in modo carsico, stanno provando a riemergere sia Maria Luisa Busi, disoccupata di lusso e “frequentatrice” della redazione, che Tiziana Ferrario, rimasta vittima della sua stessa foga giuridica. Sentenze e ricorsi, infatti, rischiano di farla restare dov’è. Sempre che non decida diversamente.

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