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LA STRUTTURA
14 Settembre Set 2012 1919 14 settembre 2012

Alla corte di Oscar

Chi sono i coordinatori regionali di Fid scelti da Giannino.

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Fermare il declino non arresta la sua corsa. Il manifesto lanciato a fine luglio era partito con 260 selezionatissimi sottoscrittori che sono diventati quasi 30 mila firmatari nel giro di poche settimane (mentre sono molti meno quelli che hanno aperto il portafoglio).
Ecco quindi che Oscar Giannino e i suoi hanno deciso di fare il passo successivo e creare una struttura territoriale. C’è ancora molto da fare, specie dopo il ventilato ritorno da protagonista di Luca Cordero Di Montezemolo che ha rimescolato le carte. Il leader di Italia futura ha infatti lasciato la guida della Ferrari a Lapo Elkann e pare essere finalmente pronto, dopo infiniti annunci, a candidarsi alle Politiche.
Se l’alleanza tra Fid e Italia futura era ormai cosa fatta e certificata, il colpo di teatro di Montezemolo non convince molti dei firmatari e rischia di fare saltare l’accordo.

I coordinamenti regionali calati dall'alto

Intanto nella macchina organizzativa del movimento di Giannino già si notano i primi scivoloni.
A partire dalle nomine dei coordinamenti regionali che sono state decise per lo più per conoscenza diretta. I responsabili di Fid si sono basati sulla fiducia e su una rete di amicizie ben consolidate.
«Appena esisterà una struttura», si legge sul sito, «apriremo un processo di iscrizione formale con delle sezioni o circoli territoriali e stabiliremo un metodo di democrazia e rappresentanza interna». Ma qualcosa, evidentemente, è andato storto.
TRAVOLTI DAL NUMERO DI ADESIONI. In realtà gli ultraliberisti capitanati dal giornalista di Radio24 sono stati travolti dal numero di firmatari. Così, in poco tempo, hanno cercato di imbastire una struttura nazionale. «Totalmente disorganizzati», li ha definiti qualcuno disapprovando il metodo applicato per le nomine.
Ma questo non è l’unico punto su cui si è aperto il dibattito. I promotori, infatti, starebbero pensando di cambiare nome al movimento, scegliendone uno più «generalista».

Professionisti e studiosi: l'élite di Fermare il declino

Oscar Giannino.

Se è vero che per la scelta dei coordinatori che coprono una quindicina di regioni non è stato applicato alcun criterio meritocratico, è altrettanto vero che i singoli profili sono di prim’ordine. Professionisti affermati e docenti universitari si alternano a giovani promesse dell’economia.
«Bisogna come minimo avere ottenuto un PhD in qualche ateneo statunitense per aspirare a un ruolo apicale», ha detto sarcastico uno dei promotori a Lettera43.it. Più che una battuta sembra essere la realtà.
IL GRUPPO LOMBARDO. In Lombardia i coordinatori sono Massimo Famularo, collaboratore del blog di Michele Boldrin e Massimo Bisin, Noisefromamerika, Gianbattista Rosa, che aveva partecipato al lancio del Manifesto liberale di Milano di Edoardo Croci, e Massimo Giaconia, fiscalista socio dello studio internazionale Baker & McKenzie.
Fa parte del gruppo lombardo anche Carlo Maria Pinardi, fondatore della società di consulenza Analysis e professore alla Bocconi. Il tesoriere nazionale di Fid è sempre un milanese, Lorenzo Gerosa, amministratore delegato e direttore di Bentos Assicurazioni e auditor dell’Adam Smith Society.
PIEMONTE IN MANO AI GIOVANI. In Piemonte sono i giovani a giocare la parte del leone. Giovanni Boggero, 25enne dottorando è coordinatore di Fid regionale insieme col 28enne Riccardo De Caria e l’avvocato Bruno Cova dello studio Paul Hastings.
IL TRIDENTE DEL LAZIO. Nel Lazio invece si dividono i compiti gli economisti Riccardo Gallo, Franco Peracchi e Carlo Cazzola.
Al loro fianco c’è anche Alberto Pera in passato segretario generale dell’Antitrust, oggi in forze allo studio Gianni, Origoni, Grippo Cappelli Partners, e un professore della Sapieza, Riccardo Gallo.
L'ÈLITE DELLA SICILIA. Si occupano di Fermare il declino in Sicilia Salvatore Modica, professore di Economia politica a Palermo, Luciano Lavecchia, classe 1985, fellow dell’Istituto Bruno Leoni, e l’imprenditore Donato Didonna.
UN SINDACALISTA PER IL VENETO. Tra i vari nomi si trova anche un dirigente sindacale: Gianni Castellan è il responsabile dei metalmeccanici di Padova della Fim-Cisl e guida di Fermare il Declino in Veneto.
Invece in Friuli e Venezia Giulia si sono imposti due avvocati, il giurista d’impresa Alessandro Margiotta e Andrea Bitetto insieme con Luciano Mauro, docente di Economia politica a Trieste.
LA GESTIONE DEL MULTIMEDIALE. Giannino e i suoi hanno anche stabilito un coordinamento per il sito internet e la gestione dei social network. Il leader se ne occupa direttamente con il giornalista economico Carlo Stagnaro.
Per seguire al meglio la piattaforma multimediale sono stati poi coinvolti alcuni ragazzi come Luciano Capone, Luca Mazzone, Francesco La Medica e Gabriele Giovanni Vecchio che fa parte degli Studenti bocconiani liberali.

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