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IL PERSONAGGIO
15 Ottobre Ott 2012 0755 15 ottobre 2012

Ghisleri, l'oracolo del Cav

Chi è la sondaggista di fiducia di Berlusconi.

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Silvio Berlusconi e, in piccolo, Alessandra Ghisleri.

Silvio Berlusconi, a quanto pare, ha proprio deciso di fare un passo indietro. Questa volta le parole pronunciate da Angelino Alfano qualche giorno fa non sono state smentite. Anzi sono state confermate dallo stesso ex premier il 9 ottobre ai microfoni di Mattino Cinque. Una decisione che, a sentire alcuni big del Pdl, il Cav stava maturando da un po’. Chissà però se dietro questa svolta tranchant, soprattutto dopo i tira e molla degli ultimi tempi, non ci sia lo zampino di Alessandra Ghisleri. Forse un sondaggio più nero del solito ha finito per convincere l’uomo di Arcore.
NELLA CERCHIA RISTRETTA DEI FIDATISSIMI. Nulla di improbabile, vista la passione del Cavaliere per la demoscopica e la frequenza con cui consulta il suo oracolo in gonnella.
La sibilla Ghisleri, numero uno della Euromedia Research, infatti, è da lungo tempo nella cerchia ristretta dei fidatissimi di Berlusconi. Anzi forse solo lei è il vero termometro degli umori dell’ex presidente del Consiglio.
Una fiducia meritata a sentire un collega sondaggista che la conosce di persona come Nicola Piepoli: «È un’ottima ricercatrice», ha detto a Lettera43.it il presidente dell’omonimo istituto, «e la stima se l’è meritata sul campo».
Anche il presidente dell’Ispo Renato Mannheimer che la incontra spesso a Porta a Porta le ha riservato lo stesso giudizio: «È brava e preparata», ha tagliato corto al telefono con Lettera43.it, «e fa dei sondaggi molto credibili».
L'AVVENTURA DA SONDAGGISTA. Classe '66, col suo look glamour e il tacco ai piedi, dalla Liguria, sua regione d’origine, Ghisleri ha messo radici a Milano e da qui è partita la sua avventura da sondaggista. Di strada, in effetti, la ricercatrice ligure ne ha fatta. E pensare che il mestiere dei sondaggi, non era affatto nei suoi progetti.
Almeno a giudicare dai suoi studi: la laurea in oceanografia paleontologica, infatti, ha poco a che fare con le ricerche demoscopiche. Si vede che lavorare a Datamedia, al fianco del sondaggista Luigi Crespi le ha fatto scoprire questa passione.
LA SOCIETÀ FONDATA DA SOLA NEL 2005. Un piglio per numeri e statistiche che deve averla presa parecchio se nel 2004 ha deciso di prendere il volo in solitaria, fondando la società Euromedia Research, senza più l’ala protettiva del suo maestro Crespi.
È da quel momento che Ghisleri ha cominciato a farsi notare in primis da Berlusconi che l'ha eletta sua Pitia. Ma anche tra i colleghi del suo ramo: «Il passaggio a Euromedia è stato un po’ uno spartiacque», ha ricostruito Mannheimer. «E, poi come tutti i colleghi, è maturata sul campo».

Aveva predetto il mancato successo di Fli

Alessandra Ghisleri.

Di persona piacevole parla Piepoli, che scherzosamente ne ha tracciato un identikit: «Alta sul metro e 75, con i suoi tacchi e gli occhi vispi, sembra più 40enne che 50enne. E, poi», ha aggiunto, «è una donna sempre sorridente e piena d’energia». In sintesi, per il numero uno dell’Istituto Piepoli, Ghisleri «è una collega simpatica con cui prendere uno snack al bar o un caffè».
Persino sulla dieta alimentare, a sentire il sondaggista, la sibilla di Berlusconi non commette errori: «Mangia bene, ma leggero». Nel menù tipo della Ghisleri ci sono «mozzarelle o patate al forno: il giusto per non appesantire la mente. È brava anche in questo», ha chiosato il ricercatore.
NESSUN DUBBIO SULLA BRAVURA. Guai a parlar male dei colleghi, la regola è questa? «Chi lo fa», è stata la replica di Piepoli, «è roso dall’invidia. Forse proprio perché ha un cliente abituale come Berlusconi. Non c’è ragione per dire che Ghisleri non sia brava. Anzi, va ammirata».
Magari, però, è proprio nella cerchia dei big del Pdl che l’oracolo Ghisleri risulta poco gradito. «Senz’altro c’è dell’invidia», ha rimarcato il sondaggista. «E il motivo è semplice: il buon rapporto che lei è riuscita a costruire col Cav».
TANTI I COLPI MESSI A SEGNO. Rimane da comprendere il segreto di cotanta stima. «Ha centrato i risultati», ha sottolineato Piepoli, «e per chi fa questo mestiere è naturale che più si lavora bene più si è stimati».
E, in effetti di colpi messi a segno dalla sondaggista ligure ce ne sono. Nel 2006, per esempio, la sibilla Ghisleri fu la sola, in vista delle politiche, a ‘vaticinare’ una distanza nient’affatto abissale tra i due candidati premier Romano Prodi e Silvio Berlusconi. I risultati elettorali alla fine le diedero ragione, visti i soli 24 mila voti di scarto tra il professore e l’uomo di Arcore.
Ma sempre il vate Euromedia nel 2008 ci prese sul boom della Lega, l’affermazione di Antonio Di Pietro e il crollo della sinistra. Senza contare, come ha ricordato Mannheimer, «che è stata lei a prevedere il mancato successo di Fli».

Il suo zampino dietro l'ipotesi del cambio di nome al Pdl

Silvio Berlusconi.

Nel campo delle probabilità, tuttavia, a volte si può sbagliare. E qualche previsione errata, alla fine, compare pure sul conto della numero uno di Euromedia Research. «I dati dell'ultimo sondaggio di Ghisleri sono buoni, andate avanti così, ce la possiamo fare». Con queste parole Berlusconi galvanizzava i suoi a ridosso delle regionali in Puglia del 2010.
I fatti, poi, andarono diversamente. Risultato? Anche il campione demoscopico targato Ghisleri a volte non ci prende.
I RECENTI TENTENNAMENTI DEL CAV. Chissà quanto le ricerche di Euromedia si siano riflesse sui più recenti tentennamenti dell’ex premier. Il Berlusconi pensiero sulla legge elettorale (porcellum corretto con premio di maggioranza al partito), per esempio, sembra proprio la diretta conseguenza di sondaggi non proprio rosei finiti sulla sua scrivania.
Pure dietro l’ostinazione del Cav a cambiare nome al Pdl si scorge lo zampino della sua sondaggista del cuore. È quasi scontato, invece, che l’investitura, poi ritrattata, di Angelino Alfano non abbia superato la prova Ghisleri.
LA DISCESA IN CAMPO DI ALFANO. Ma l’elenco potrebbe continuare. Lo stesso annuncio estivo di una nuova discesa in campo da parte del leader del Pdl non fu affatto una mossa impulsiva. Berlusconi, come minimo, aveva compulsato minuziosamente ciascuna delle ben 3 mila pagine della ricerca condotta da Euromedia. D’altronde il risultato era inequivocabile: un Pdl a guida Alfano con l’ex presidente del Consiglio fuori dalla politica si attestava tra l’8 e il 12%, per raddoppiare quasi con l’uomo di Arcore in campo.
Nulla di strano, dunque, se anche dietro l’ultimo colpo di coda del Cav ci sia la mano di Ghisleri. Mannheimer non ci ha scommesso: «Non lo so», ha detto.
«È vero che Berlusconi consulta molto spesso i sondaggi, ma lo è altrettanto il fatto che alla fine decide sempre di testa sua». Piepoli, invece, è stato più possibilista: «Probabilmente sì. D’altronde della direttrice di Euromedia l’ex premier si fida», ha concluso, «fa parte della sua storia, sin da quando era capo field dell’istituto Crespi. E, poi, è una che mastica bene le ricerche. Insomma, non è l’ultima arrivata».

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