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RAPPORTI
11 Dicembre Dic 2012 1716 11 dicembre 2012

Sì a intese Stato italiano con buddisti e induisti

Via libera da Commissione Affari alla Camera. Coinvolti in 240 mila.

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Il Dalai Lama è il leader spirituale dei buddisti.

Via libera al primo accordo con confessioni diverse dalle tre grandi religioni monoteiste.
La Commissione affari costituzionali della Camera ha dato l'ok alle due intese dello Stato italiano con induisti e buddisti.
CIRCA 230 MILA BUDDISTI. Secondo gli ultimi dati i praticanti buddisti in Italia sono circa 70 mila.
Ad essi si aggiungono gli oltre 60 mila adepti della Soka Gakkai, movimento religioso giapponese di matrice buddista che non è però associato all'Unione buddista italiana (Ubi).
Nella Penisola si contano poi più di 100 mila buddisti «etnici», immigrati dai Paesi asiatici.
GUIDE PIRITUALI DI RIFERIMENTO. Ci sono inoltre, distribuiti tra le varie tradizioni, una quarantina di monaci ordinati italiani, e alcune monache che hanno pronunciato i voti minori.
Accanto ai principali centri rappresentativi delle maggiori scuole buddiste, collegati all' Ubi, si segnalano gruppi in scala locale, e singoli praticanti, spesso in raccordo e collaborazione con i centri principali, che dal canto loro, nella maggior parte dei casi si avvalgono della guida spirituale di un monaco residente che funge spesso da riferimento anche per i centri minori.
CIRCA 10 MILA INDUISTI. L'Unione Induista Italiana, invece, conta circa 5 mila fedeli, di cui la metà italiani, ma con cui mantengono rapporti più o meno diretti circa 5 mila induisti immigrati.
Soddisfatto il relatore Roberto Zaccaria (Pd). «Questo voto riveste un'importanza storica. Si tratta delle prime due intese con confessioni non cristiane nel nostro paese in attuazione dell'art.8 della Costituzione».
RISULTATO ATTESO DA 30 ANNI. Dello stesso avviso anche il radicale Matteo Mecacci, presidente della Commissione diritti umani e democrazia dell'Osce.
«Si tratta di un risultato storico, atteso da oltre 30 anni dai buddisti italiani. Un atto di modernità, che amplia il pluralismo religioso nel nostro paese e che spero possa aprire la strada all'approvazione di una legge sulla libertà religiosa».

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