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Merkel, con Monti non si vince

L'effetto boomerang del sostegno al Prof.

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Da Berlino, Angela Merkel ha unilateralmente sdoganato il secondo governo del Professore. «Sostengo ciò che Mario Monti ha messo in campo per le riforme e sono convinta che gli italiani voteranno per far restare l'Italia sul cammino giusto», ha dichiarato la cancelliera di Germania, sbilanciandosi per la ricandidatura del premier uscente.
L'INTROMISSIONE TEDESCA. Peccato che, dettaglio non secondario, Monti non si sia ancora ricandidato. E che, di conseguenza, l'endorsement suoni come l'ultima delle intromissioni dei tedeschi, se non dei leader di Bruxelles, negli affari interni dell'Italia. La cristiano-democratica Merkel, dal 2005 alla guida della locomotiva d'Europa, vorrebbe un nuovo centrodestra italiano, libero dall'impresentabile Silvio Berlusconi e raccolto attorno ai valori conservatori del professore della Bocconi.
LA DESTRA UE CON MONTI. Un'aspirazione impossibile visto che, pur godendo di largo credito e appoggio nell'Unione europea e nella Banca centrale europea (Bce), come emerge dagli ultimi sondaggi l'operato di Monti è molto più appoggiato dagli elettori di centrosinistra che da quelli di centrodestra (60% contro 25%, Ipsos), che gli rimproverano la caduta del governo del Pdl , le scelte di politica economica e lo schiaffo ad Angelino Alfano.
C'è uno scollamento, insomma, tra «l'idea europea della destra dei poteri forti, incarnata da un Monti tutore dell'architettura economica e finanziaria, e l'attuale destra berlusconiana che odia il Professore. In termini di voti, questa distanza va 2% al 20%», ha spiegato a Lettera43.it il politologo Carlo Galli, ordinario di Storia delle dottrine politiche dell'Università di Bologna.
Scontato, dunque, che «volendo che l'Italia sia qualcosa che non è», Merkel vada incontro a una sconfitta nell'appoggiare Monti, proprio come lo fu, la scorsa primavera, il suo sostegno a Nicolas Sarkozy.

Berlino nella trappola dell'antiberlusconismo. Reazione di pancia

La migliore scelta tattica per Berlino sarebbe fare orecchio da mercante alle provocazioni di Berlusconi, ignorarne il populismo anti-tedesco e smetterla di considerarlo una minaccia, dando così prova di fiducia agli elettori italiani.
Oltralpe, gli elettori francesi - più liberi dalle pressioni internazionali rispetto agli italiani - nonostante il ticket Merkel-Sarkozy a maggio hanno scelto come presidente il socialista François Hollande.
Il quale, pur con sostanziali distinguo dall'austerity di Angela Merkel, ha aperto un dialogo serio e una collaborazione stabile, anche in termini di politica economica, con la cancelliera tedesca, nell'ottica di portare avanti politiche di risanamento nazionali, compatibili con le istanze europee.
ENDORSEMENT, «MOSSA GOFFA». Lo stesso potrebbe avvenire, dal febbraio 2013, con un leader del Pd come Pier Luigi Bersani, in grado di interpretare, in veste di premier, «le problematiche italiane nella cornice delle problematiche europee, che è quello di cui l'Italia ha bisogno», ha commentato Galli.
Alla lunga, un contraddittorio tra leader autorevoli e rappresentativi dei rispettivi e ampi consensi nazionali, non potrà che far bene a un'Europa a più voci. «Con la mossa emotiva e un po' goffa dei tedeschi, dettata dal panico che il berlusconismo possa riprendere piede, la Germania rischia al contrario di dare un assist al Cavaliere», ha proseguito l'esperto.
IL PANICO DI WESTERWELLE. Di certo, tra i tedeschi c'è una certa ansia per essere continuamente additati, da Berlusconi, come i dominatori d'Europa. Sulla stampa si fa un gran parlare degli attacchi.
Ma nell'invitare, come una mamma, gli italiani a restare sulla retta via, Merkel si è esposta fin troppo. Agitato, il ministro degli Esteri Guido Westerwelle ha addirittura aggravato i toni, ammonendo di non «volersi immischiare nella vita politica italiana», ma neanche di accettare neanche che il suo Paese sia «fatto oggetto di una campagna elettorale populista».
In questo modo, Berlusconi avrà nuove frecce al suo arco, per soffiare, nelle prossime settimane, non solo contro le manovre di Monti ma sul nazionalismo Anti-europeo.
LA MIOPIA DI MERKEL. Se non appoggiare il centrosinistra - come hanno fatto, in Germania, anche autorevoli giornali conservatori quali la Welt - visto che Bersani è alleato dello sfidante socialdemocratico Peter Steinbrück delle elezioni del 2013, per Merkel e compagnia bella sarebbe stato più saggio tacere, evitando di favorire gli ultimi colpi di coda del Cavaliere. «Tutto il mondo è contro Berlusconi e lo considera una iattura. Poi c'è chi sta con Monti e chi con Bersani. Ma la destra italiana non è quella europea», ha concluso Galli, «fidiamoci degli elettori».

12 Dicembre Dic 2012 1435 12 dicembre 2012
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