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LA POLEMICA
27 Dicembre Dic 2012 1739 27 dicembre 2012

Pluralismo in Rai, polemiche su Berlusconi

Proteste per l'invasione mediatica del Cav.

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Silvio Berlusconi negli studi di Porta a porta da Bruno Vespa.

È scontro totale sulle presenze dei leader politici in tivù e sulle regole degli interventi nelle trasmissioni in vista delle elezioni.
Dopo l'invasione mediatica di Silvio Berlusconi che ha scatenato aspre polemiche, il presidente Agcom Marcello Cardani ha avanzato l'ipotesi di sanzioni pecuniarie in caso di «presenza preponderante di una parte politica rispetto all'altra».
Ma ha anche sostenuto che tali sanzioni siano «modeste» e che «il ripristino del pluralismo in questa fase sia molto difficile».
ZAVOLI BACCHETTA LA RAI. La Rai ha promesso di voler riparare a questa situazione garantendo gli stessi spazi agli altri leader politici, ma ha dovuto incassare la critica del presidente della commissione di vigilanza, Sergio Zavoli, che ha bacchettato alcuni direttori di testate e reti colpevoli, a suo dire, di «mancato di rispetto al mandato del consiglio d'amministrazione Rai in tema di pluralismo. Le norme sono state disattese per ragioni che non conosco, ma ho rinnovato l'invito al direttore generale Rai di rispettare le regole di imparzialità e parità di trattamento».
VIALE MAZZINI: «STESSI SPAZI PER TUTTI». Sentitosi chiamato in causa, il direttore generale di viale Mazzini, Luigi Gubitosi, ha replicato spiegando che «Berlusconi ha approcciato direttamente reti e testate chiedendo spazi per interviste» e che la Rai si è impegnata a garantire la par condicio.
IL PD CONTRO IL CAV, CHE INVADE LE TIVÙ. Il Partito democratico si è rivolto all'Agcom per protestare contro la «straripante presenza televisiva e radiofonica» di Berlusconi negli ultimi giorni.
Ma il Cavaliere è andato avanti per la sua strada, rilasciando un'altra intervista il 27 dicembre (stavolta a Uno Mattina) della durata di 28 minuti che si aggiunge alle numerose presenze delle ultime settimane da Porta a Porta a Barbara D'Urso e L'Arena di Massimo Giletti.
ALFANO: «SIAMO IN CREDITO COL PD». Dal Pdl c'è stata subito un'alzata di scudi: «Come si può immaginare una Rai in cui non si fa il conto dell'inondazione mediatica del Pd per le primarie? Cosa dire poi del premier Mario Monti che sta in video due ore per dire le sue ragioni di candidatura?», ha chiesto il segretario Angelino Alfano. «Alla Rai hanno sbagliato i conti, in tivù siamo molto in credito se si considera lo spazio avuto da Monti e Bersani».

Il Pdl contesta la conferenza di fine anno di Monti

Mario Monti durante la conferenza stampa del 23 dicembre.

Il 28 dicembre è previsto che l'ex premier venga ancora intervistato all'interno dell'edizione serale del Tg1, ma è stata rifiutata la sua partecipazione in prima serata alla trasmissione Porta a porta e congelata quella a una rubrica sportiva.
Intanto il Pdl è passato al contrattacco, contestando in commissione di vigilanza Rai la conferenza stampa di fine mandato di Mario Monti trasmessa in tivù il 23 dicembre.
I parlamentari del Pdl hanno criticato il comportamento del professore, che avrebbe «usato a scopo di comunicazione politica un'occasione istituzionale».
Inoltre, hanno sostenuto i pidiellini in commissione, «per consentire la diretta è stato addirittura soppresso il Tg2 del pomeriggio».
NUOVI EMENDAMENTI IN ARRIVO. In risposta, il commissario Agcom Francesco Posteraro, ha spiegato che il 28 dicembre, in occasione del varo del regolamento sulla par condicio, è previsto che venga presentato un emendamento per estendere le norme ai soggetti non candidati riconducibili ai partiti.
La bozza di regolamento sulla par condicio valevole per la campagna elettorale, hanno ricordato i deputati del Pd, precisa con forza che «nel periodo pre-elettorale le trasmissioni devono osservare i criteri di imparzialità, equità, completezza, correttezza, pluralità dei punti di vista ed equilibrio delle presenze dei soggetti politici».
Un richiamo che però sarebbe stato ignorato non solo dal Cavaliere, ma anche dai responsabili della Rai.
POLEMICA SUI TEMPI DEL REGOLAMENTO. La polemica è anche interna alla commissione di vigilanza sui tempi per la discussione e l'approvazione del regolamento sulla par condicio. Il deputato del Pd, Paolo Gentiloni, ha chiesto di anticipare al 28 dicembre la presentazione degli emendamenti allo schema messo a punto dal presidente della commissione Sergio Zavoli.
Contro l'accelerazione si sono schierati i parlamentari del Pdl, Alessio Butti e Marcello De Angelis, insieme al radicale Marco Beltrandi, secondo i quali «la materia è complessa ed è necessaria una valutazione più approfondita».
Il presidente Zavoli ha disposto l'anticipazione del termine per la presentazione degli emendamenti alle 16 del 2 gennaio e deciso di tornare a riunirsi il 3 gennaio per proseguire a oltranza i lavori. La proposta è passata all'unanimità.

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