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Monti: «Ridurrò tasse e spesa pubblica»

Monti insiste sul taglio alle imposte.

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Mario Monti negli studi Rai di corso Sempione a Milano, ospite di Radio Anch'io.

«Ridurre la tassazione sul lavoro e parallelamente la spesa pubblica». Sono questi i primi obiettivi che Mario Monti indica per sé.
Il Professore ha spiegato mercoledì 2 gennaio a Radio Anch'io: «Servono alleggerimenti di situazioni per le famiglie, soprattutto quelle numerose, un sistema sanitario che funzioni ancora meglio e a costi minori, e ci stiamo lavorando; e un sistema fiscale che consenta una redistribuzione del reddito dai più ricchi ai più poveri. Per questo il sistema fiscale deve funzionare».
«SERVE AMPIA MAGGIORANZA». Il presidente del Consiglio ha aggiunto: «D'ora in poi per realizzare riforme, occupazione e crescita dovremmo avere un'altra coalizione: dovremo coalizzare chi è disponibile per le riforme e non per la conservazione». Monti ha quindi auspicato «maggioranze larghe» per grandi riforme.
«BERLUSCONI MI CONFONDE». Monti ha poi commentato, con una punta di ironia, la proposta di Silvio Berlusconi per una commissione di inchiesta sulla nascita del governo tecnico: «Un'idea interessante, stravagante, tardiva. Ma ben venga».
Più in generale, Monti ha confessato: «Berlusconi mi confonde sul piano logico e mi confonde a tratti sul piano dell'eccessivo elogio. In altri momenti, forse allora ero un leaderone e non un leaderino, mi ha offerto di prendere la guida del fronte dei moderati. Poi ha detto che il governo ha fatto solo disastri, poi che ha fatto tutto il possibile. Spero gli elettori siamo meno confusi di me».
«PDL USA VALORI ETICI CONTRO I RIVALI». Ma la vera stoccata al Cavaliere e al suo partito non ha tardato ad arrivare: «Io credo che i valori etici siano fondamentali e che debbano essere difesi. Detesto quei partiti che usano i valori etici, spesso in verità disattesi nella realtà, come arma, come un'accetta contro i rivali. Sto pensando per esempio ad alcuni esponenti del Pdl». Un esempio concreto: «Berlusconi ha usato contro di me armi improprie, come i valori della famiglia. La cosa si commenta da sé».

Il premier a Bersani: «Difficile ragionare su dove sto»

Pier Luigi Bersani e Mario Monti.

Il premier uscente ha risposto anche a Bersani, affermando: «Io sto per le riforme che rendano l'Italia più competitiva e creino più posti di lavoro; ma è difficile ragionare su dove uno sta. Io scendo in campo non schierandomi pro o contro singoli partiti ma fortemente per difendere determinate idee.
«VENDOLA E FASSINA CONSERVATORI». «Se sarò ancora premier - ha spiegato Monti - sarei membro del Consiglio Ue, credo, con una certa incisività. Mi pare più importante che sapere in quale famiglia politica siederei».
A proposito invece dei chiacchieratissimi alleati di Bersani, Monti ha osservato: «Vendola e Fassina vogliono conservare per nobili motivi ed in buona fede un mondo del lavoro cristallizzato, iperprotetto rispetto ad altri paesi. Io sono per avere in Europa una tutela ancora più avanzata dei lavoratori, ma con condizioni che favoriscano la creazione di posti di lavoro» (ascolta l'audio).
«QUIRINALE? MAI STATO MIO OBIETTIVO». Rispondendo a una domanda del direttore del Gr Rai, Antonio Preziosi, il Prof ha chiarito: «La prospettiva del Quirinale non è mai stata un mio obiettivo. Sono stati gli osservatori a parlare di una mia candidatura al Quirinale. Un obiettivo che ora è meno probabile».
«LUCE PIÙ VICINA, IL TUNNEL NON CROLLERÀ». Monti ha poi dato una panoramica del momento economico del Paese, utilizzando la ormai consueta immagine: «La luce alla fine del tunnel la vedo più vicina di prima. E sono molto più ottimista che nel frattempo il tunnel non ci crollerà sulla testa travolgendoci come abbiamo rischiato. Molto dipende dall'economia mondiale. Se in Ue le politiche per la crescita partono il tunnel potrà accorciarsi».

«Il sostegno della Chiesa? Per me è importante»

Mario Monti e il papa.

«Riduzione numero dei parlamentari e semplificazione del processo legislativo e organizzazione territoriale dello Stato»: Sono le prime riforme che il presidente del Consiglio Mario Monti intende fare nell'ipotesi di un suo ritorno a Palazzo Chigi.
«È MANCATA COESIONE». Secondo il Professore «serve una legislatura costituente. Ciò che è da fare non è nuovo, ciò che è mancato è lo spirito e la volontà coesa per farlo. Spero che la prossima legislatura faccia capire agli italiani che c'è un interesse comune e che occorre battersi affinché l'Italia non sia una Cenerentola e che non si parli di complotti contro l'Italia. Siamo seri, siamo adulti».
«UNA SETE DI SANGUE NEI CONFRONTI DELLA CASTA». Alla domanda se la sua lista sia sostenuta dalla Chiesa, Monti ha risposto: «Non so se sono stato benedetto dalla Chiesa. Per me e per la mia coscienza è importante, come sono importanti altri incoraggiamenti».
Una battuta anche sul tema dei privilegi della casta: «La sete di sangue nei confronti della casta è diventata tale che qualunque taglio alla spesa pubblica sarebbe visto come insufficiente. Ma ancora c'è molto da fare».

2 Gennaio Gen 2013 0939 02 gennaio 2013
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