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POLITICA
7 Gennaio Gen 2013 0833 07 gennaio 2013

Lega, Cav: «Siglata l'intesa»

Berlusconi: «Accordo raggiunto la notte del 7 gennaio».

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Silvio Berlusconi e Roberto Maroni.

Il dado è stato tratto nella notte del 7 gennaio. L'alleanza con la Lega c'è: parola di Berlusconi.
«Habemus papam, questa notte all'1.30 è stato firmato un accordo tra noi e il Carroccio. Ho firmato io e per la Lega Nord Roberto Maroni che sarà candidato in Lombardia, io sarò il leader dei moderati. Il premier sarà da decidere ove vincessimo». Così il Cavaliere, ospite a Rtl 102.5, lunedì 7 gennaio (leggi gli attacchi della Lega a Berlusconi).
«SIMBOLO? SEMPRE PDL». «Il simbolo sarà quello delle passate elezioni. C'è il Pdl e sotto il mio nome», spiega Berlusconi, che poi ha negato categoricamente l'ipotesi ampiamente circolata che vede «Passera premier del centrodestra»: «No, posso escluderlo nella maniera più decisa». Anzi commentando una dichiarazione di Calderoli che gli chiede di scegliere «un premier giovane», ha ritirato fuori dal cilindro il nome del suo fedele delfino Alfano: «Può essere il nostro candidato premier. Io? Posso fare il ministro dell'Economia».
«IO E RENZI SIAMO DELLE STAR». «Quando io vado in giro, fermo letteralmente il traffico», ha raccontato Berlusconi, sottolineando di essere «una star». I conduttori gli hanno fatto notare che nella mail della redazione sono giunti moltissimi messaggi indirizzati al Cavaliere, lo stesso era avvenuto quando ospite fu Matteo Renzi: «Anche lui è una star», ha risposto l'ex premier. Silvio ha annunciato poi l'intenzione di voler andare in giro a fare comizi. Forse per chiedere alla gente di tornare alle urne perché, dice, riferendosi al popolo sovrano, «anche se voi pensate di non andare a votare sappiate che questa politica tutta da buttare inciderà su di voi».

«Se vincessimo vorrei una commissione sulla caduta del mio governo»

Michele Santoro.

Il Cav ha rivelato anche una delle prime questioni che affronterebbe se la sua coalizione dovesse trionfare alle prossime elezioni. «Se vincessimo le elezioni vorrei una commissione parlamentare per far luce su quello che ha portato la caduta del mio governo nel 2011», ha sottolineato, alludendo a presunte irregolarità.
«SÌ AI DIRITTI DEI GAY». Poi l'ex presidente del Consiglio ha aperto al riconoscimento giuridico delle coppie di fatto, anche omosessuali: «Se si ha una maggioranza che consente di cambiare il codice civile». Al direttore di Rtl che gli chiede se dunque lui sia d'accordo, l'ex premier ha risposto, a sorpresa, sì con la testa. Ma le associazioni degli omosessuali non si sono fidate del proposito.
«VADO DA SANTORO, SONO UN GUERRIERO». E per portare avanti il suo programma politico Berlusconi si dice «disposto a tutto».
Anche di andare nell'arena del giornalista Santoro, «perché non ho paura di nessuna domanda. Sono un guerriero».

«Come nel '94 si rischia la vittoria dei comunisti»

Mario Monti.

Berlusconi non nega però di essere preoccupato per il voto sempre più vicino: «Io riconosco il pericolo come nel '94 e cioè che al governo, ottenendo la maggioranza, ci vada quella sinistra che ha cambiato nome e si è mimetizzata sotto altre sigle diverse, ma è sempre il partito comunista».
Ma peggio della sinistra, per il Cav c'è il trio composto da Fini-Casini-Monti: «Agli italiani dico di non dare il voto a un piccolo partito perché così non si governa e non si può cambiare l'architettura istituzionale. Se volete votare Fini-Casini-Monti vuol dire che avete una simpatia per la sinistra e allora date il voto al Pd. Ai moderati dico di non disperdere il loro voto».
«DIALOGO CON MONTI? NO, MI HA DELUSO». Infine ha rincarato la dose contro il Professore a cui ha chiuso definitivamente le porte aperte in precedenza: «Io dialogo con tutti, ho una predisposizione al dialogo. Ma la delusione del personaggio è stata talmente grande che non credo ci possa essere possibilità di dialogo».
«Ho visto le dichiarazioni di Monti di ridurre Imu e imposizione fiscale, questa è realtà vera del personaggio. Ci siamo fatti tutti ingannare, Monti lo abbiamo visto come premier dedicato ai rapporti esterni che parla quattro volte al giorno, era un Monti finto rispetto a quello che avrebbe dovuto essere, lui rientra nella categoria dei professori, prende uno stipendio a fine mese e guarda l’economia dal buco della serratura», ha precisato il Cav. «I tecnici hanno fatto male al Paese», ha concluso Berlusconi, «dopo un anno di governo non c'é un solo indicatore economico positivo».
«DIFFICOLTÀ ENORMI CON NAPOLITANO». Ma non sono mancate critiche anche al capo dello Stato, Giorgio Napolitano: «Con grande rispetto per l'attuale presidente della Repubblica, con lui le difficoltà sono state enormi», evidenziando, infine, di «aver avuto difficoltà» con tutti i presidenti della Repubblica, con i quali «ho avuto vari 'bracci di ferro' che ho sempre perso».

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