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Fascismo e Mussolini, Formigoni difende il Cav

Il Celeste commenta l'uscita di Silvio.

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Roberto Formigoni, governatore dimissionario della Lombardia.

Roberto Formigoni a braccetto con il Cavaliere (nero) Silvio Berlusconi. Nella polemica su fascismo e leggi razziali, si è infilato anche il Celeste ex governatore della Lombardia. Ai margini della commemorazione della Giornata della memoria a Milano, Formigoni si è speso in difesa del leader del Pdl: le parole di Silvio Berlusconi sul fascismo e sulle leggi razziali «andrebbero contestualizzate», ha dichiarato l'ex presidente della Regione.
ITALIANI, BRAVA GENTE. Formigoni ha argomentato così la sua posizione:«le leggi razziali», ha affermato, «sono state un momento drammatico che non era nella natura degli italiani, e quindi è stata una violenza imposta agli italiani». Insomma, da 'quando c'era lui i treni arrivavano in orario' agli 'italiani, brava gente'. Formigoni, finito sotto accusa anche nell'inchiesta sull'ospedale San Raffaele, ha evidentemente ritrovato la sintonia col capo.
E sì che l'ex numero uno del Pirellone aveva appena partecipato all'inaugurazione del Memoriale della Shoah nel capoluogo lombardo. E aveva speso parole consapevoli: il memoriale, aveva detto, è utile «per ricordare il passato e proiettarci verso un futuro in cui non ci siano violenze così estreme come quelle che si sono verificate, e per costruire una società fondata sul bene e sul rispetto reciproco».
Ma le parole, si sa, vanno contestualizzate.

27 Gennaio Gen 2013 1537 27 gennaio 2013
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