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L'INTERVISTA
8 Febbraio Feb 2013 0800 08 febbraio 2013

Democrazia atea: Margherita Hack in lista con Marco Dimitri

L'astrofisica in lista con il presidente dei Bambini di Satana.

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La scienziata e il satanista. È lo slogan che si sussurra in giro. Sembra il titolo di un film dell’orrore, invece è cronaca elettorale.
Margherita Hack, 92 anni, astrofisica di fama mondiale - donna liberal, ironica, senza peli sulla lingua - è candidata capolista alla elezioni politiche 2013 nella circoscrizione Lazio 2 con la lista Democrazia atea. La stessa in cui - alla posizione numero sette - risulta candidato tal Marco Dimitri, bolognese, 50 anni, dal 1982 fondatore e presidente dei Bambini di Satana, «associazione culturale» ispirata all’occultista Aleister Crowley, secondo cui «non fa tanto impressione un bambino che ammazza un amico quanto piuttosto un’istituzione che uccide sistematicamente».
LA DIFESA DI HACK. Ambiguità, fanatismo, voglia bulimica di stupire. In molti si chiedono che diavolo (appunto) ci faccia la professoressa Hack con il «satanico» Dimitri, più volte ritrovatosi sotto accusa per gravi reati ma sempre assolto (dopo lunga detenzione).
«Solo ora ho saputo di questa presenza in lista», spiega l'astrofisica a Lettera43.it. Ma la versione di Carla Corsetti, avvocato e segretario di Democrazia atea, è diversa. «I candidati sono stati informati con una lettera», ha chiarito Corsetti, «e Hack ha conosciuto Dimitri nove anni fa». Poi assicura: «Marco ha fondato i Bambini di Satana che non commettono reati. Ben altro sono le Bestie di Satana e le sette che condanniamo».

DOMANDA. Professoressa Hack, lo sa che in lista con lei c’è il capo dei Bambini di Satana?
RISPOSTA. I bambini di chi?
D. Di Satana.
R. Che roba è?
D. È un’associazione ispirata al satanismo, al culto degli Ufo e dei dischi volanti.
R. Se sono quelli che nei riti sacrificano gli animali, non mi stanno simpatici.
D. Lei è animalista...
R. Sì, ma in Italia nessuno protegge le bestie.
D. Si sente in imbarazzo nel condividere la lista con un satanista?
R. Finora, non ne sapevo nulla.
D. Non ha mai conosciuto Dimitri?
R. Non lo ricordo.
D. Ci pensi bene.
R. Non escludo che qualcuno possa avermelo presentato durante qualche affollata conferenza.
D. Si dice che lo abbia conosciuto nove anni fa. E che gli abbia persino regalato alcuni libri.
R. Davvero? Può darsi.
D. Come mai non si è informata su chi è in lista con lei?
R. Non ho partecipato alla scelta dei nomi. Anzi, a dirla tutta…
D. Prego, dica.
R. Di questa storia ne ho già un po’ piene le tasche.
D. Ma allora perché si è candidata?
R. Per me è importante che la Costituzione venga rispettata.
D. In che senso?
R. Lo Stato italiano deve liberarsi dalle ingerenze del Vaticano e azzerare i favoritismi di cui la Chiesa gode.
D. In passato lei è stata candidata con i Comunisti italiani e con Le Sinistre: eletta, ha rinunciato al seggio. Sarà così anche stavolta?
R. L’ho già detto: faccio pubblica testimonianza, ma scordatevi che partecipi alle vostre manifestazioni e che mi dedichi alla vita del parlamento.
D. Perché?
R. Non ne avrei il tempo né mi interessa.
D. Che cosa le interessa?
R. Ho le mie ricerche, che reputo più attraenti. Tra l’altro, dicono che sono brava.
D. Come vede il futuro della ricerca in Italia?
R. Il futuro è nero. Anche dopo il governo dei professori.
D. Mario Monti l’ha delusa?
R. Da lui sarebbe stato lecito aspettarsi una più attenta sensibilità.
D. Lei pensa che Dimitri e Democrazia atea possano rilanciare la ricerca?
R. Le intenzioni della lista sono buone, ma già sarà un successo se arriverà all’1%.
D. Perché ha scelto di candidarsi con Democrazia atea?
R. Perché sono stati gli unici ad avermelo chiesto.
D. Alle primarie del Pd dello scorso novembre lei ha votato per Vendola e al ballottaggio per Renzi: che giudizio riserva a Bersani?
R. Avrei voluto vederlo più energico.
D. Cioè?
R. Ha fatto poco per ridimensionare il potere del Vaticano in Italia. L’ho visto fragile sulle coppie di fatto, sul testamento biologico, sulle scuole private.
D. Se Dimitri le chiedesse di incontrarla, accetterebbe?
R. Bè, mi viene spontaneo rispondere: «Non sarà mica il diavolo!».
D. Dunque, lo incontrerebbe?
R. Non rifiuto mai il confronto.
D. Che cosa si aspetta da lui?
R. Se mi ritrovo davanti un bischero glielo dico di sicuro.
D. Chiederà l’estromissione del candidato satanista?
R. Sono di cultura liberale. Non mi piacciono le censure. Mai.

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