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L'INTERVISTA
26 Febbraio Feb 2013 1448 26 febbraio 2013

Elezioni 2013: «Beppe Grillo è un tecnico anti Casta»

Il politologo John Foot: «Come il Cav è un venditore di illusioni»

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Il flop dei sondaggi, la delusione del centrosinistra, il boom di Beppe Grillo, la tenuta di Silvio Berlusconi. L'Italia uscita dalle urne ha stupefatto, preoccupato, stordito anche gli osservatori più attenti.
MOSAICO DIFFICILE. Il Paese ha creduto in parte e ancora al Cavaliere, ma non più a Gianfranco Fini e Pier Ferdinando Casini. Si è lasciato alle spalle la sinistra del Quarto Stato e ha sposato l'indefinito Movimento 5 stelle. Ha sbattuto la porta in faccia all'austerity europea, ma anche alla Casta nostrana, facendo uscire dalle urne un mosaico impossibile da comporre.
SVOLTA EPOCALE. «Le cifre sono incredibili e dicono tutto», ha esordito con Lettera43.it John Foot, docente di Storia contemporanea nel dipartimento di italiano dello University College di Londra, analista del fenomeno Berlusconi e dell'enigma della politica italiana. «Con questi numeri, è una svolta epocale».

DOMANDA. In che senso?
RISPOSTA. Centrodestra e centrosinistra hanno perso 10 milioni di elettori in cinque anni, circa 2 milioni l'anno. I voti raccolti nel 2006 da Romano Prodi e Berlusconi, circa 19 milioni a testa, si sono più che dimezzati.
D. Berlusconi, però, è soddisfatto.
R.
È davvero un genio: riesce a far credere di aver vinto anche quando ha perso. Chi ha vinto è certamente Grillo: quasi 9 milioni di voti che prima non esistevano.
D. E Mario Monti?
R.
Io non sono d'accordo con chi dice: il Prof ha perso. Anche qui non c'era niente, non c'era un partito prima.
D. Hanno vinto i non partiti?
R
. Bastano i risultati di Fini e Casini a dimostrarlo.
D. Come li interpreta?
R.
È una svolta epocale. Gli elettori sono cambiati e i partiti non hanno interpretato il cambiamento. Se ci fosse stato Matteo Renzi sarebbe stato diverso.
D. Anche lei renziano?
R.
Guardi a sinistra: la sinistra italiana non esiste più, è scomparsa. L'elettorato è molto più fluido. E un tale boom del Movimento 5 stelle non era previsto.
D. Perché secondo lei?
R.
Diamo troppa importanza alle campagne elettorali. Ma dopo un anno di governo di Monti e 20 anni di scandali in politica, le cose che contano sono altre e viaggiano sul medio e lungo periodo.
D. È l'austerity la causa di questi risultati?
R.
Una delle cause. Anche il voto italiano, come quello greco prima e quello francese poi, è stato un voto contro le politiche europee.
D. L'Italia assomiglia alla Grecia anche in politica?
R.
No, non credo. Penso che la grande coalizione che guida oggi la Grecia sia qualcosa di molto simile a quello che l'Italia ha provato con il governo Monti.
D. Però anche qui c'è il tentativo di un abbraccio tra centrodestra e centrosinistra.
R. Allora sì che le preferenze scenderebbero al 20% o meno.
D. Sarebbe il trionfo del M5s.
R.
Grillo assomiglia a Berlusconi nella fabbricazione di illusioni: è un venditore di sogni. E li ha venduti molto bene.
D. Per esempio?
R. Cancelliamo il debito, usciamo dall'euro. Ma soprattutto ha venduto l'illusione che con una classe politica onesta, senza macchia, i problemi dell'Italia si sarebbero risolti.
D. E non è così?
R.
Questo è l'effetto Casta, un'idea ormai molto radicata tra gli italiani. Ma non è vero che una classe politica onesta debba per forza avere le ricette per arginare la disoccupazione e far tornare a crescere il Paese.
D. Perché?
R.
Il Movimento 5 stelle non dice praticamente nulla sui temi economici - al massimo dice 'aboliamo i sindacati' - e ha invece qualcosa da dire sulle riforme politiche.
D. Gli altri hanno ricette economiche?
R.
Ma non hanno la forza elettorale.
D. Insomma, dopo Monti tecnico dell'economia, Grillo tecnico della politica?
R.
Sì, diciamo che è il solo contributo che può dare. Sulla riduzione dei costi della politica, la legge sul conflitto di interesse e soprattutto l'oscena legge elettorale mai riformata.
D. E poi?
R.
Il suo è un movimento soprattutto di protesta. Il voto non è detto che sia stabile, potrebbe sgonfiarsi.
D. Il suo elettorato però è di sinistra.
R.
Lui certamente non è di sinistra, almeno della sinistra che conoscevo io.

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