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GRANDI MANOVRE
5 Marzo Mar 2013 1300 05 marzo 2013

Renzi a Palazzo Chigi: incontro con Monti

Vertice «istituzionale» col premier previsto da prima delle elezioni.

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Il sindaco di Firenze Matteo Renzi.

Grandi manovre in casa Partito democratico, dove, in attesa della direzione chiamata a decidere la linea da tenere sul tentativo di comporre una maggioranza e quindi formare un governo, a prendersi la scena è il sindaco di Firenze Matteo Renzi.
Il rottamatore, che la sera del 5 marzo è tra gli ospiti di Ballarò su RaiTre, si è recato a Palazzo Chigi per vedere Mario Monti in un «incontro istituzionale» sul quale è previsto che esca una nota. Conclusa la riunione con il premier, il sindaco di Firenze è andato nella sede dell'Anci.
«VERTICE PREVISTO DA TEMPO». «Un incontro previsto da tempo, ben prima del voto, durante il quale c'è stato ovviamente uno scambio di vedute e opinioni sulla situazione politica attuale», hanno fatto sapere fonti di Palazzo Chigi, smentendo la pubblicazione di un comunicato.
ROTTAMATORE IN RAMPA DI LANCIO. Ma Renzi continua a essere il maggiore indiziato per succedere a Bersani alla guida del partito e come candidato premier nel caso, molto probabile, di un veloce ritorno alle urne. Paolo Gentiloni, che lo sostiene da sempre, ha proposto di attribuirgli il «premio disciplina per come si è comportato in questi giorni e dopo il 2 dicembre», dopo la sconfitta alle primarie.
RIFLETTORI SUGLI OTTO PUNTI PD-M5S. Ora però gli occhi sono puntati sulla direzione del partito, convocata per il 6 marzo, nella quale Bersani vuole provare a far prevalere la sua linea, quella di un governo di minoranza che convinca il Movimento 5 stelle a votare la fiducia su un programma di otto punti cari ai grillini.
SE SI VOTA DI NUOVO, RENZI PRONTO. Per Renzi, come riportato dal Corriere fiorentino, ha parlato Matteo Richetti, braccio destro renziano alla Leopolda: «Mi rassicura il fatto che un'eventuale intesa non sia nelle mani di Bersani e di Grillo, ma in quelle del capo dello Stato». Prossimi scenari? «Se si vota tra sei mesi, a quel punto penso sia legittimo che Renzi possa pensare di riproporsi agli elettori».
Richetti ha escluso comunque che l'«uomo della provvidenza» possa essere Renzi: «Sarebbe sbagliato e poco rispettoso di ciò che è avvenuto in questi mesi, con l'esito delle primarie: la nostra proposta non ha convinto la maggioranza del centrosinistra».
D'ALEMA: «NON SI PUÒ PRESCINDERE DAL PD». E mentre Bersani non ha parlato, il 5 marzo a dire la sua è stato Massimo D'Alema: «Il Pd ha la maggioranza assoluta alla Camera e nessuna soluzione può prescindere dal partito», quindi Grillo deve assumersi «le sue responsabilità».
Netta anche la presa di posizione di Stefano Fassina, responsabile economico del Pd: «Se non ci sono le condizioni per fare un governo con Grillo, la parola va immediatamente restituita agli elettori: riproporre un esecutivo tecnico senza mandato per attuare l'agenda di altri sarebbe come allontanare ulteriormente i cittadini dalla politica»

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