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POLEMICA
27 Marzo Mar 2013 1900 27 marzo 2013

Renzi, la furbetta pensione da dirigente

Gli strani contributi pagati dalla Provincia.

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Il sindaco di Firenze Matteo Renzi.

Una strana storia di contributi quella dell'ex dirigente d'azienda Matteo Ranzi scoperchiata dall'interrogazione parlamentare spinta dai consiglieri Francesco Torselli (Fratelli d'Italia) e Marco Semplici (Lista Galli).
In particolare fa discutere la replica ufficiale sul caso dal vice vicesindaco di Firenze Stefania Saccardi la quale certificherebbe che da quasi nove anni il Comune e la Provincia pagano una aspettativa da dirigente al rottamatore.
«Il dottor Matteo Renzi è inquadrato come dirigente presso l'azienda Chil srl», ha spiegato il vicesindaco e «alla società presso cui risulta dipendente in aspettativa il dottor Renzi sono erogati i contributi previsti all'art. 86 comma 3 del Testo unico sugli enti locali». La legge in questione impone all'Ente locale di provvedere al versamento dei contributi previdenziali, per gli amministratori locali che, in quanto lavoratori dipendenti, siano stati collocati in aspettativa non retribuita per assolvere al mandato.
DIRIGENTE 8 MESI PRIMA DELL'ASPETTATIVA. Il Fatto Quotidiano, mettendo la lente sulla vicenda, ha sottolineato l'aspetto più delicato della questione. L'azienda, la Chil srl, è di proprietà della famiglia Renzi. Di più: Matteo è stato assunto come dirigente 8 mesi prima di collocarlo in aspettativa (aspettativa nata dal suo nuovo incarico da presidente della Provincia, ottenuto il 13 giugno 2004) scaricando l'onere previdenziale sulla collettività. E voilà: sospetto servito.
LA PROPRIETÀ DI CHIL E EVENTI 6. «Renzi», scrive il vicesindaco nella sua risposta all'interrogazione «risulta inquadrato come dirigente dal 27 ottobre 2003 nell'azienda Chil srl, gestita - prosegue il vicesindaco - dai familiari fino al 2010. Dopo la cessione di ramo d'azienda la nuova società Eventi 6 Srl è costituita da soggetti privati estranei a rapporti di parentela». Ma Il Fatto ha spiegato che la Eventi 6, che fattura 4 milioni di euro all'anno nel settore della distribuzione della stampa, è di proprietà delle sorelle Matilde e Benedetta Renzi (36 per cento a testa), della mamma Laura Bovoli (8 per cento) e del fratello del cognato, Alessandro Conticini, 20%.
Fonti vicine al sindaco hanno replicato: «L'assunzione non era finalizzata a lucrare i contributi. La società della famiglia Renzi in quel periodo viveva una fase di ristrutturazione. L'acquisto della qualifica di dirigente da parte di Renzi era legata alla cessione delle sue quote. Prima era socio ed era inquadrato come collaboratore. Nel periodo in cui cede le quote diviene dirigente».

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