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13 Aprile Apr 2013 0630 13 aprile 2013

I generali alla corte di Kim Jong-un

Zii e gerarchi militari guidano il dittatore.

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Il giovane leader Kim Jong Un, consigliato dal neo-generale Choe Ryong-hae, a sinistra.

Il dittatore nordcoreano promette la guerra nucleare e gli Stati Uniti, almeno in parte, gli credono.
Caccia invisibili e bombardieri da guerra, inviati dagli americani a Nord del 38esimo parallelo, sembrano aver sciolto i dubbi sulla reale capacità di Pyongyang di dotare missili balistici di ordigni nucleari, pur a «bassa affidabilità». Le armi, secondo le rivelazioni fornite dal Pentagono l'11 aprile, non sono ancora «pienamente testate e sviluppate». Ma per gli Usa è corretto dire con «moderata certezza» che i test militari sono in atto.
I MILITARI E IL FANTOCCIO. Kim Jong-un, 30 anni e una moglie ballerina appassionata come lui di luna-park e musica pop, è il capo di Stato più giovane (e inesperto) al mondo. E quello che potrebbe approfittare del percorso di ricerca sulle armi atomiche che la Corea del Nord porta avanti da lustri.
I pochi analisti esperti dell'area, impenetrabile sin dall'instaurazione del regime per opera del capo dinastia, il nonno Kim il-Sung, dubitano anche che il giovane presidente in erba sia il vero stratega dell'escalation in corso.
I suoi consiglieri più ascoltati sono gli ufficiali del Comando dell'esercito. E, secondo qualcuno, l'élite politico-militare creata da Kim Jong-il, padre dell'attuale presidente, resta il vero cuore del potere della Corea del Nord.
Ai suoi vertici, d'altra parte, ci sono eredi diretti della dinastia dei Kim.

La zia Kim Kyong-hui, la mente del regime con il marito Chang Song-taek

La generalessa Kim Kyong-hui, figlia del leader eterno Kim il-Sung e moglie del numero due del regime, Chang Song-taek.

Tra gli anziani alla corte di Jong-un c'è, innanzitutto, il suo mentore Chang Song-taek, generale a quattro stelle della Repubblica popolare.
Marito di Kim Kyong-hui, sorella minore di Jong-il, quanto a incarichi il generale è secondo solo al leader supremo.
Song-taek, 67 anni, dal 2010 vicepresidente della Commissione nazionale della Difesa, è anche a capo del dipartimento centrale amministrativo del Partito dei lavoratori: cuore pulsante, attraverso il consiglio ristretto del Politburo, del governo nord-coreano.
L'EMINENZA GRIGIA DI REGIME. Pare che l'eminenza grigia sia stato il vero leader nascosto del Paese fin da quando nel 2008 un ictus colpì l'allora presidente Jong-il. E non a caso venne poi nominato dal cognato, amico strettissimo, tutore del figlio Jong-un.
Questo ruolo di punta, secondo molti analisti, è proseguito anche dopo la successione, con l'iniziazione del nuovo leader alla gestione del potere.
Ma dietro Song-taek, nella catena di comando, si nasconde la moglie Kim Kyong-hui, figlia del «Leader eterno» Kim il-Sung nonché depositaria, con un vincolo di sangue oltre che di fedeltà, dei molti segreti della dinastia dei Kim. Che il nipote Jong-un, attuale presidente, vista la giovane età, non può direttamente conoscere.
Kim Kyong-hui è stata a capo del Dipartimento dell'Industria del Partito del lavoratori, dal 1988 al 2012. Ma la figlia d'arte ha iniziato la sua carriera politica negli Anni 70, all'interno del movimento delle donne del partito, dopo aver ultimato i propri studi all'Università di Mosca.
L'EREDE DEL “LEADER ETERNO”. Con un passato ai vertici della diplomazia, dopo l'apertura all'inizio degli Anni 80 della Corea del Nord ai vicini Paesi capitalisti come Thailandia e Singapore, si dice che la leader abbia intessuto relazioni sotterranee anche con gli Usa.
Misteriosamente scomparsa dalla scena pubblica nel 2004, insieme al marito, Kyong-hui è stata poi (altrettanto misteriosamente) riabilitata dal partito, con la sua investitura a 'generalessa' dell'esercito, dopo essere riapparsa ad alcuni eventi ufficiali.

Gli ufficiali promossi generali da Jong-un. E i decani di regime

Kim Jong un a cavallo con i suoi fedelissimi. A destra, il numero due dell'esercito Jang Song taek.

Zia e zio guidano il cerchio magico nato per proteggere e allevare Kim Jong-un.
La coppia che, da dietro le quinte, guida la Corea del Nord ha vissuto anche momenti travagliati, come quando, la loro figlia morì suicida in Francia. Nel 2012 i giornali scandalistici occidentali scrissero anche che Kyong-hui, 66enne, soffre di disturbi per l'abuso di alcol. Ma è difficile verificare le informazioni.
Tra gli alti gerarchi che influenzano Jong-un c'è poi il 60enne Hyon Yong-chol, generale e membro della Commissione centrale del partito che, nel 2012, è stato promosso dal nuovo leader Jong-un al rango di vice-maresciallo e a capo di Stato maggiore. Subentrato al potente capo dell'esercito Ri Yong-ho, nel 2011 Hyon aveva anche fatto parte della commissione ristretta per il funerali di Kim Jong-il e, nel 2013, è stato ammesso tra i membri del Politburo.
DAI LUNA PARK ALL'ESERCITO. Altro leader apicale della Corea del Nord è il 63enne Choe Ryong-hae, economista in divisa e amico di lungo corso dei Kim. Nominato generale nel 2010, vice maresciallo nel 2012 e infine vice-direttore del Politiburo militare, la sua ascesa nell'esercito è stata ancora più rapida e sorprendente di quella di Yong-ho, considerata la sua formazione non militare.
Raramente vestito in uniforme, Ryong-hae è considerato un soldatino in mano ai tutori di Jong-un, soprattutto da quando Jong-il gli chiese di costruire un luna park per il figlio.
I DUE DECANI DI REGIME. A istruire il leader in erba ci sarebbero infine i due decani di regime Choe Yong-rim, 83enne statista e storico confidente di Jong-il, e l'85enne Kim Yong-nam, figura istituzionale a capo dell'Assemblea suprema del popolo, maggiore organo di rappresentanza del Paese, nonché il responsabile per le relazioni estere, interlocutore chiave di Pechino.
Dall'aprile del 2013, Yong-rim ha ceduto la sua poltrona di premier al più giovane Pak Pong-ju: ex manager 74enne che, per il nuovo corso di Jong-un, dovrà con un occhio allenato proiettare la Corea del Nord verso un'economia di consumo.
Sempre che Kim non prema l'acceleratore sulla guerra agli Usa. Un gioco che pare essersi spinto già troppo in là.

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