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INSULTI
30 Aprile Apr 2013 2032 30 aprile 2013

Borghezio: «Kyenge? Governo del bonga bonga»

Offese, Idem e Boldrini solidali col ministro.

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Il neo ministro dell'Integrazione, Cecile Kyenge.

Mario Borghezio torna alla carica.
Dopo le accuse di incompetenza al ministro dell'Integrazione Cecile Kyenge, colpevole, a suo dire, di essere di origine congolese e di aver espresso pareri favorevoli sulla cittadinanza ai figli degli stranieri, l'eurodeputato leghista ha rincarato la dose.
Incurante delle polemiche suscitate dalle parole pronunciate il 29 aprile e dagli insulti circolati sui siti di estrema destra, Borghezio ha parlato di «governo del bonga bonga».
RINGRAZIAMENTI IN UN TWEET. A difesa del neoministro, il presidente della Camera Laura Boldrini e numerosi esponenti del Partito democratico e di Sinistra, ecologia e libertà, ma anche qualcuno della Lega Nord. Kyenge, in un tweet, ha ringraziato per la solidarietà.
«Ringrazio per la partecipata attenzione e vicinanza che mi esprimete», ha scritto il neoministro. «Credo che anche le critiche insegnino se ci si confronta con rispetto», ha aggiunto Kyenge.
«VUOLE IMPORRE LEGGI TRIBALI». «Questo è un governo del bonga bonga, vogliono cambiare la legge sulla cittadinanza con lo ius soli e la Kyenge ci vuole imporre le sue tradizioni tribali, quelle del Congo», ha sbottato l'esponente del Carroccio ai microfoni de La Zanzara, «lei è italiana? Il Paese è quello che è, le leggi sono fatte alla cazzo».
«GLI AFRICANI? NON SONO DEI GENI». Per poi aggiungere che «gli africani sono africani, appartengono a un'etnia molto diversa dalla nostra. Non hanno prodotto grandi geni, basta consultare l'enciclopedia di Topolino. Kyenge fa il medico, gli abbiamo dato un posto in una Asl che è stato tolto a qualche medico italiano».
LA CONDANNA DI BOLDRINI. A difesa del ministro è subito insorta Laura Boldrini, che ha definito «indegni» gli insulti che si stanno rovesciando sulla Kyenge. «Non è in alcun modo tollerabile la volgarità razzista mirata contro una persona per il colore della pelle» ha aggiunto, riferendosi sia ai siti web che alle «parole usate da qualche esponente politico che vanno ben oltre il legittimo dissenso sulle iniziative che Cecile Kyenge intende promuovere».
Numerosi gli esponenti del partito di Kyenge, il Pd, che hanno espresso solidarietà al ministro dell'Integrazione, da Khalid Chaouki a Roberto Speranza a Luigi Zanda. Come anche Nichi Vendola (Sel), che ha parlato di «razzismo indegno».
DAL LAGO: «BORGHEZIO TACCIA». Ma, a sorpresa, anche dalla Lega Nord qualcuno si è mosso a difesa del ministro: «Borghezio la smetta e stia zitto. Sono assolutamente disgustata da queste affermazioni», ha detto Manuela Dal Lago, candidata sindaco a Vicenza, secondo la quale «si può non essere d'accordo su provvedimenti come lo ius soli, ma questo deve rimanere nel rispetto della dialettica democratica. È difficile dimostrare tali ragionamenti quando la critica non è costruttiva, e anzi è distruttiva».
IDEM SOLIDALE CON KYENGE. Intanto il neoministro alle Pari opportunità Josefa Idem ha annunciato di aver dato mandato all'Ufficio nazionale antidiscriminazione (Unar) di avviare un'istruttoria sul caso.
«Come ministro e soprattutto come donna, desidero confermare la mia forte solidarietà alla collega Kyenge», ha detto l'olimpionica, «per i vili epiteti razzisti che le sono stati rivolti sulla Rete in alcuni siti web».
In una nota, Idem ha poi spiegato che l'Unar «ha prontamente avviato un'istruttoria sulla fattispecie che costituisce un reato ai sensi della legge Mancino per l'istigazione all'odio razziale». L'Ufficio, ha detto ancora il ministro, «ha chiesto subito alla polizia postale la rimozione dal web delle espressioni razziste, che nulla hanno a che vedere con la libera espressione del pensiero».

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