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DO UT DES
3 Maggio Mag 2013 1230 03 maggio 2013

Usa, l'ereditiera degli hotel alla corte di Obama

Lei l'ha finanziato e lui le ha trovato un posto.

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Il 44esimo presidente degli Usa Barack Obama con la neosegretario al Commercio Penny Pritzker.

Le ha riservato la poltrona di segretario al Commercio. In fondo, Barack Obama era in debito con Penny Pritzker, la più importante finanziatrice del presidente Usa. Che, secondo le stime, nei suoi forzieri ha 2 miliardi di dollari, tanto che Forbes nel 2009 l'ha considerata una delle 100 donne più potenti del mondo (era 89esima).
Così dopo aver scelto Valerie Jarrett per il ruolo di consigliera, Obama ha deciso di rimpolpare la sua squadra con l'ereditiera del gruppo alberghiero Hyatt e imprenditrice di successo nel Midwest che nel 1996 era stata la prima a scommettere sull'attuale inquilino della Casa Bianca quando ancora cercava un posto nel Senato dell'Illinois.
IL SOSTEGNO A OBAMA NEL 1996. Allora, infatti, la filantropa (è appassionata anche d'arte come testimoniano l'impegno nel Council on foreign relations e l’ex presidenza del Museo di Arte Contemporanea di Chicago) permise a Obama di ottenere i finanziamenti del North Shore, la zona di Chicago popolata dalle élite bianche, visto che il South Shore - il quartiere del presidente - era abitato soprattutto da afroamericani non in grado di sostenere una campagna elettorale.
PALADINA DEL «GIVE BACK». Dietro la scelta di Pritzker - proviene da una famiglia ebraica scampata alle persecuzioni - c'era la volontà della donna di porre un freno al razzismo di Chicago, una delle città più segregate degli Usa.
Inoltre la neosegretaria del Commercio è una delle più fervide credenti della cultura del «give back», ovvero il principio secondo cui si deve restituire quanto si ha ricevuto.
L'AIUTO PER LE PRESIDENZIALI. Oltre al sostegno nel 1996, lo zampino di Pritzker è stato fondamentale soprattutto per la campagna elettorale delle presidenziali del 2008, quando l'ereditiera aveva coordinato la raccolta finanziaria per il democratico. In occasione della prima corsa alla Casa Bianca di Obama, Pritzker trasformò l’Hyatt di Chicago nel quartier generale dell’Election Day e battè tutti i record nella raccolta dei fondi.
L'aiuto della donna si è poi ripetuto anche nel 2012, quando Obama è stato rinconfermato nel ruolo di presidente Usa.

Rifiutato un ruolo nel primo governo del democratico

Penny Pritzker durante l'investitura ufficiale come segretario del Commercio Usa.

In realtà, il presidente aveva già provato a coinvolgere la Pritzker durante il suo primo mandato alla Casa Bianca. Ma era stata la stessa ereditiera a rifiutare gli incarichi offerti.
Aveva preferito sostenere Obama «da indipendente»: in fondo i suoi contrasti con i sindacati avrebbero potuto ledere l'appeal del democratico che avrebbe poi dovuto confrontarsi con gli elettori (all'epoca lei doveva difendersi in una causa in cui era accusata di comportamento anti-sindacale, che poi si è risolta con la sua assoluzione).
LE TENSIONI SUL MEDIO ORIENTE. Il rapporto tra i due, però, non è sempre stato idilliaco. Tanto che tra Obama e Pritzker ci sono state incomprensioni soprattutto sul Medio Oriente: la manager aveva rimproverato al presidente l'atteggiamento nei confronti di Israele. Secondo lei, il democratico era stato troppo duro con Tel Aviv.
La pace è arrivata solo nel 2011. Obama la invitò sull'Air Force One per un colloquio top secret. Per Pritzker era tuttavia troppo tardi per trovare spazio nella squadra del presidente, anche se il suo sostegno (economico) si è poi rivelato prezioso (ha portato al democratico 500 mila dollari).
LE PRIME MISSIONI ALL'ESTERO. Ora, nel suo nuovo ruolo, l'ereditiera - è stata investita ufficialmente giovedì 2 maggio in diretta tivù - deve affrontare importanti nodi dell'economia Usa. Tra questi la liberalizzazione degli scambi, considerato il traino per la ripresa. Da qui si spiega perché Pritzker deve essere accanto a Obama nella missione del vertice delle Americhe. Inoltre è anche attesa in Europa per il G8 di giugno. Con lei c'è pure Mike Froman nominato Alto rappresentante per il commercio.

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