Montecitorio 121009130947
POLITICA E DIRITTI
14 Maggio Mag 2013 1317 14 maggio 2013

Deputati, salute tutelata per i conviventi gay

Estesa l'assistenza sanitaria integrativa.

  • ...
L'aula di Montecitorio sede della Camera dei deputati.

L'assistenza sanitaria integrativa dei deputati è stata estesa ai conviventi dello stesso sesso.
Lo ha deciso a maggioranza l'Ufficio di presidenza della Camera il 14 maggio, accogliendo una richiesta del deputato del Partito democratico Ivan Scalfarotto.
PRIMA VOLTA. È la prima volta che viene assunta una decisione di questo genere. Già nella scorsa legislatura la deputata Anna Paola Concia (Pd), aveva chiesto che fosse garantita l'estensione dell'assistenza sanitaria integrativa ai conviventi dello stesso sesso, ma la decisione non era mai arrivata, per colpa di una «maggioranza conservatrice». E invece adesso, ha spiegato, «la differenza la fa una maggioranza progressista». Che a neanche tre mesi dall'inizio della legislatura a Scalfarotto ha risposto sì: le regole che valgono per i conviventi di sesso diverso, devono valere anche per quelli dello stesso sesso. Il 14 maggio l'Ufficio di presidenza di Montecitorio ha accolto l'analoga richiesta di Scalfarotto. Alla luce della decisione, deve essere modificato il regolamento.
ASTENUTI I GRILLINI. La Lega Nord e Fratelli d'Italia hanno votato contro. Il Movimento 5 Stelle e Scelta civica si sono astenuti. Hanno votato a favore solo Pdl, Pd e Sel. «Si tratta dell'ennesimo privilegio» che si concedono i parlamentari, ha spiegato Luigi Di Maio (M5s). Del tema si deve dibattere nel Paese, lo si deve affrontare con una legge per tutti i cittadini, ha sostenuto. E invece si è scelto di dare il «segnale malsano che qui facciamo quello che ci pare».
LEGA: «UN ALTRO PRIVILEGIO». Anche la Lega con Davide Caparini ha denunciato «un altro spazio di privilegio». Edmondo Cirielli per Fdi ha parlato invece di un «autogol» della «casta» e ha affermato che «è improprio» affidare un «tema di cui si dibatte da 20 anni» all'Ufficio di presidenza e non all'Aula di Montecitorio.
LOMBARDI: «DISCORSO DI EQUITÀ». «Non vogliamo discriminare i gay, ma portare avanti un discorso di equità», ha spiegato per il M5s Roberta Lombardi. Ma a lei Scalfarotto ha replicato che la storia del privilegio non regge, perché «alle assicurazioni, una volta che paghi il premio, se il tuo convivente è maschietto o femminuccia non importa». Dunque il M5S ha solo «contribuito a mantenere una discriminazione».
SCALFAROTTO: «PRINCIPIO ELEMENTARE». Il 14 maggio si è affermato un «principio elementare», che adesso va applicato a tutti i cittadini, afferma Scalfarotto. «È un diritto che spetta a tutti gli italiani», ha scritto su Twitter Nichi Vendola. Ma il Pdl ha frenato. Non si provi ad attribuire all'atto il valore di una «decisione storica», ha affermato il questore pidiellino Gregorio Fontana, perché la Camera non ha riconosciuto le coppie gay, bensì solo «esteso ai parlamentari la disciplina già prevista per i dipendenti della Camera fin dal 2001».

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Correlati
Potresti esserti perso