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NUOVI STATI
26 Maggio Mag 2013 0730 26 maggio 2013

Murrawarri, gli aborigeni chiedono la sovranità territoriale

La popolazione chiede l'indipendenza dall'Australia.

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La cartina dove è evidenziata la regione del Murrawarri.

In un mondo così globalizzato e strettamente regolamentato può ancora capitare che un nuovo Stato possa sorgere dall’oggi al domani.
È il caso della Repubblica del Murrawarri che dichiara l’indipendenza dall’Australia, alzando la voce su concessioni territoriali e diritti che nel passato sono stati strappati con la forza dagli inglesi con l’istituzione del Commonwealth.
UN TERRITORIO DELL'ENTROTERRA. Il Murrawarri, che occupa un territorio esteso per più di 80 mila chilometri quadrati nell’entroterra australiano in una zona per lo più desertica che fa parte de distretto sudoccidentale del Queensland e del distretto di Orana del New South Wales, è abitato da comunità aborigene che rivendicano la podestà di queste terre.
LA LETTERA ALLA REGINA ELISABETTA. In una lettera inviata il 3 aprile alla regina Elisabetta d’Inghilterra (regina d’Australia dato che la nazione è una monarchia federale che fa capo alla Corona inglese), al primo ministro australiano e ai premier del Queensland e del New South Wales, il Murrawarri Peoples Council ha dichiarato che «il popolo del Murrawarri non ha mai alienato la sua sovranità sulle terre, sulle acque, sullo spazio aereo e sulle risorse naturali del proprio territorio, ma ne ha ceduto in concessione il mero esercizio alla Corona britannica».
Il comitato d’indipendenza ha poi aggiunto: «Si chiedono trattati che attestino la sovranità britannica sulle terre in questione o documenti attestanti una esplicita dichiarazione di guerra da parte della Corona britannica contro la nazione del Murrawarri».

Dichiarazioni d'indipendenza snobbate

Aborigeni australiani.

Tuttavia, le rimostranze mosse dalla Repubblica del Murrawarri non hanno sortito grandi effetti sugli interlocutori che hanno snobbato queste dichiarazioni d’indipendenza. In tutta risposta, nell’arco di tre settimane, sono stati creati tribunali, due ministeri (uno della Difesa, uno dell’Industria) e uffici amministrativi per dare forza al movimento indipendentista.
RISPOLVERATA PURE LA BANDIERA. Inoltre è stata rispolverata la bandiera Murrawarri coi colori marrone (per la terra) e blu (per il cielo), e il 12 maggio è stata fatta una richiesta ufficiale all’Onu per far esaminare legalmente e civilmente il loro caso.
TENSIONI FRA GOVERNO E ABORIGENI. La Repubblica del Murrawarri ha aperto nuovamente le tensioni fra governo australiano e aborigeni che negli ultimi anni sono state placate parzialmente con due importanti provvedimenti politici.
Il primo, l’Aboriginal and Torres Strait Islander Peoples Recognition Bill, ha dichiarato ufficialmente che gli aborigeni sono stati i primi abitanti del continente. Il secondo, invece, ha dato pieno diritto di cittadinanza agli aborigeni concedendogli pure il diritto di voto.
Bazzecole se si pensa alla storia aborigena in Australia. Infatti, quando alla fine del '700 gli inglesi giunsero nel continente oceanico, c’erano circa 500 piccoli Stati indipendenti dotati di strutture politiche e istituzionali semplici ma ben definite.
STRAPPARE I BAMBINI ALLE FAMIGLIE. I colonizzatori hanno violato ogni diritto aborigeno su queste terre, macchiandosi a ripetizione di crimini. Uno di questi, sicuramente il più eclatante, è stato quello di strappare i bambini alle famiglie aborigene per farli crescere in città e in contesti più “civilizzati”.
Si stima che all’inizio della colonizzazione britannica nel 1788, gli aborigeni fossero circa 1 milione. Dagli ultimi dati invece risulta che siano circa 470 mila su un totale di 22 milioni di cittadini in Australia.
IL MOVIMENTO INDIPENDENTISTA ABORIGENO. Il caso portato avanti dalla Repubblica del Marrawarri potrebbe nuovamente dar vita al Movimento indipendentista aborigeno che solamente nel 1967 aveva trovato un appiglio simbolico alla sua causa con un referendum che riconosceva la loro rilevanza politica. Tuttavia la forza del movimento, salvo situazioni isolate, è compromessa al suo interno: gli aborigeni, ben lontani dallo stereotipo che li dipinge come uomini che vivono serenamente a contatto con la natura rifuggendo la civiltà, hanno problemi nel gestire al meglio le loro comunità che spesso hanno problemi di violenza domestica, alcolismo e dipendenze da droghe.
A testimoniarlo sono l’abbandono scolastico e gli elevati tassi di mortalità (59,4 anni per gli uomini e 64,8 anni per le donne) che eleggono il popolo aborigeno tra i più giovani della Terra.

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