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MOVIMENTI
26 Luglio Lug 2013 1900 26 luglio 2013

Centrodestra, il progetto di Nuova alleanza nazionale

Storace, Fdi: chi sta lavorando al nuovo progetto politico.

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Francesco Storace.

C'è chi la chiama anche la «Cosa nera». In realtà, più che un partito, al momento sembra un’aggregazione in via di definizione. Il cui fulcro è rappresentato da Fratelli d'Italia.
Il progetto di Nuova alleanza nazionale, sponsorizzato da Francesco Storace, si propone di offrire una casa comune a coloro che di Forza Italia 2.0 non vogliono nemmeno sentire parlare. Ex An, delusi del Pdl e chi più ne ha più ne metta. Senza contare che una forte spinta per il ritorno ai fasti della vecchia An arriva anche da gruppi di giovani «nostalgici» che si sono trovati spontaneamente intorno all'hashtag #occupyAn.
LA STRUTTURA SUL TERRITORIO. Vero è che da qualche tempo il partito messo in piedi da Giorgia Meloni, Guido Crosetto e Ignazio La Russa sta mettendo su una struttura territoriale che potrebbe funzionare da scheletro per il nuovo partito.
Del resto l’esperimento di Fratelli d'Italia non aveva dato i frutti elettorali sperati. Alle ultime elezioni si è attestato sull’1,9% dei voti. Ma ora, in nome dell’identità comune, potrebbe allargare i suoi confini e comprendere delusi e transfughi.
Per questo nelle ultime settimane si sono intensificati incontri e colloqui più o meno riservati. Sono coinvolti a diverso titolo tutti coloro che derivano dalla tradizione delle destra italiana e a loro modo vogliono prendere le distanze dal centrodestra trargato Berlusconi.

Dentro Alemanno e Ciocchetti. Fuori i finiani

Gianni Alemanno.

Le grandi manovre di avvicinamento sono solo all’inizio e gli esponenti di Fdi vogliono essere cauti nella selezione. Infatti l’attrazione fatale per questa nuova creatura ha coinvolto tutte le anime della destra che si erano disperse.
Dovrebbe essere facilitata dagli eventi l’ammissione di Gianni Alemanno. L’ex sindaco di Roma, infatti, si sta guardando intorno dopo la figuraccia rimediata alle Comunali ed è alla ricerca di una nuova sponda. Gioca a suo favore il suo consenso personale e la dote rappresentata dai Circoli Nuova Italia che restano un buon bacino di voti.
CROSETTO: «NO A COLONNELLI E GENERALI». Guido Crosetto, dal canto suo, ha già dettato le sue condizioni. Non vuole «un partito di colonnelli e generali ma di portatori d’acqua». Offrendo un biglietto d’ingresso all’ex primo cittadino della Capitale, pronto a lanciare la nuova An, e a quella parte di elettorato che gli è rimasta fedele.
Altri innesti arriverebbero da singoli consiglieri comunali o regionali, decisi a lasciare il Pdl senza provare l'ebbrezza della rediviva Forza Italia.
Un progetto alternativo a Scelta civica e Forza Italia 2.0 potrebbe allettare pure Luciano Ciocchetti. L’ex vicepresidente della Regione Lazio ha lanciato un suo simbolo elettorale d’ispirazione centrista, Idee popolari. Per quanto la sua formazione ideologica sia diversa da quella di La Russa, le fila di Fratelli d’Italia possono essere per lui un porto sicuro.
Da registrare c'è pure una certa freddezza anche tra l’Udc e di alcun suoi esponenti a Bruxelles come Angelo Sanza e Giuseppe Gargani. Che per questo seguono con una certa attenzione i movimenti destrorsi.
PORTE CHIUSE A FUTURO E LIBERTÀ. Avranno invece vita più difficile i reduci di Futuro e libertà.
«Sono stati visti dal nostro elettorato come traditori», ha confidato un esponente di Fdi a Lettera43.it. «Ora non possiamo caricarli».
Dunque nella lista delle persone non grate ci sarebbero anche i vari Pasquale Viespoli e Silvano Motta. Mentre è in forse il destino degli ex pidiellini Gennaro Malgieri e Domenico Nania.
Ancora più problematico il rapporto con Storace, malvisto da molti dentro Fdi.
NO AI CARTELLI ELETTORALI. Insomma, l’allargamento è in divenire ma non trasformerà Fdi in un cartello elettorale. «Siamo alla destra del Pdl, in opposizione al governo Letta. Non possiamo dimenticarlo proprio ora che iniziamo ad avere una nostra connotazione», si spiega.
In effetti gli ultimi sondaggi registrano un lento avanzamento del partito guidato da Giorgia Meloni che si attesta intorno al 4% delle intenzioni di voto.

Il banco di prova delle Europee

L'europarlamento di Strasburgo.

Il banco di prova per questo nuovo schieramento saranno le Europee del 2014.
Non è ancora stato definito il gruppo di appartenenza della nuova formazione a Strasburgo. Al momento infatti gli eletti del Pdl che hanno scelto di passare a Fratelli d’Italia sono rimasti iscritti al Partito popolare europeo, come Carlo Fidanza e Marco Scurria.
I CONSERVATORI DI STRASBURGO. Se la nuova Fdi allargata dovesse spostarsi più a destra forse la soluzione europea potrebbe essere l’Aecdr, cioè l’Alleanza dei conservatori e riformisti europei a cui fa capo anche il Conservative party inglese. Si tratta di uno schieramento eurocritico che però non ha i tratti più estremi dell’euroscetticismo portato avanti dall’Efd, a cui aderisce la Lega nord.
In alternativa Fratelli d’Italia potrebbero continuare il percorso già iniziato con il Ppe, in modo da coinvolgere anche gli esponenti fuoriusciti dall’Udc.
Quel che è certo è che gli assetti sono ancora molto variabili e dipendono da come si sposeranno vecchie e nuove tradizioni.

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