Legge 130801175802

Processo Mediaset, un tira e molla lungo 12 anni

Dalle perquisizioni a Cologno Monzese del 25 giugno 2001 alla sentenza in Cassazione: tutte le tappe della vicenda.

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Si è concluso il primo agosto, con la condanna a quattro anni di reclusione e l'annullamento con rinvio dell'interdizione dai pubblici uffici, il processo Mediaset sui diritti tivù a carico dell'ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. La vicenda è iniziata nell'estate del 2001, con le perquisizioni negli uffici di Cologno Monzese. Ecco le tappe principali.

2001

Silvio Berlusconi, leader del Popolo della libertà.

25 GIUGNO: Con le perquisizioni della guardia di finanza negli uffici di Mediaset a Cologno Monzese viene resa nota l'esistenza dell'inchiesta appena avviata.

2005

19 FEBBRAIO: I pm Fabio De Pasquale e Alfredo Robledo notificano agli indagati, 14 in tutto, l'avviso di chiusura indagini.

26 APRILE: I pm chiedono il rinvio a giudizio per 14 imputati tra cui Berlusconi, Confalonieri, Agrama e Del Bue.

28 OTTOBRE: Comincia l'udienza preliminare

2006

7 LUGLIO: Il gup Fabio Paparella manda a processo 12 persone, tra cui Berlusconi, e proscioglie Candia Camaggi, ex dirigente di Fininvest Service di Lugano, e Giorgio Vanoni, già dirigente Fininvest.

21 NOVEMBRE: Comincia il processo davanti ai giudici della prima sezione penale del tribunale.

2008

25 FEBBRAIO: Il processo si ferma fino al 21 aprile per le elezioni.

26 SETTEMBRE: Il processo viene sospeso dal Tribunale che ha accolto l'eccezione di legittimità costituzionale del Lodo Alfano sollevata dai pm.

2009

16 NOVEMBRE: Dopo la bocciatura del Lodo Alfano riprende il processo che viene però subito rinviato al 18 gennaio successivo.

2010

19 APRILE: Il processo viene ancora sospeso per una questione di legittimità costituzionale della legge sul legittimo impedimento.

2011

28 FEBBRAIO: Dopo la bocciatura parziale della legge sul legittimo impedimento il processo riparte.

20 APRILE: Il governo solleva il conflitto di attribuzione.

5 OTTOBRE: La Consulta dichiara ammissibile il conflitto di attribuzione.

2012

18 GIUGNO: La procura chiede pene comprese tra i tre anni e i sei anni di carcere per gli imputati. Per Berlusconi una condanna a tre anni e otto mesi.

22 OTTOBRE: Il tribunale si ritira in Camera di Consiglio.

26 OTTOBRE: Il tribunale condanna Silvio Berlusconi a quattro anni di reclusione (di cui tre condonati per l'indulto) e manda assolto Fedele Confalonieri. Per Berlusconi anche cinque anni di interdizione dai pubblici uffici, condanna non immediatamente esecutiva. Condannati anche Frank Agrama a tre anni, Daniele Lorenzano a tre anni e otto mesi, Gabriella Galetto a un anno e due mesi. Le altre sei persone finite sotto processo, tra cui il fondatore della Arner Bank Paolo Del Bue e Giorgio Dal Negro sono state assolte per prescrizione o con formula piena.

2013

La sede Mediaset a Cologno Monzese a Milano.

18 GENNAIO: Davanti alla seconda Corte d'Appello di Milano, presidente Alessandra Galli, comincia il processo di secondo grado che viene però fermato due volte dai giudici prima per via della campagna elettorale e poi in attesa della decisione della Cassazione sull'istanza di rimessione (presentata il 15 marzo) respinta il 6 maggio. In entrambi i casi i giudici sospendono formalmente il dibattimento ma hanno concesso lunghi rinvii, anche di un mese, dichiarando anche la sospensione della prescrizione.

1 MARZO: L'avvocato generale Laura Bertolé Viale, rappresentante della pubblica accusa, chiede la conferma delle quattro condanne inflitte in primo grado, tra cui i quattro anni di carcere e cinque di interdizione dai pubblici uffici per Berlusconi. In più, una pena di tre anni e quattro mesi di reclusione per Fedele Confalonieri e di tre anni per Marco Colombo e Giorgio dal Negro. Quanto al banchiere Paolo Del Bue, la proposta del pg viene confermata dell'assoluzione per intervenuta prescrizione e non nel merito come voluto dal suo difensore.

23 APRILE: La Consulta si riunisce per decidere sul conflitto di attribuzione sollevato nel marzo del 2010 dalla Presidenza del Consiglio in relazione a un'ordinanza con cui i giudici del tribunale non avevano concesso il rinvio di un'udienza per un legittimo impedimento fatto valere da Berlusconi.

8 MAGGIO: I giudici della seconda Corte d'Appello di Milano confermano la condanna di Silvio Berlusconi a quattro anni di reclusione e a cinque di interdizione dai pubblici uffici. Con Berlusconi, condannati gli allora manager di Mediaset Daniele Lorenzano (tre anni e otto mesi) e Gabriella Galetto (un anno e due mesi) e il produttore statunitense, suo 'socio occulto', Frank Agrama (tre).Confermata l'assoluzione di Fedele Confalonieri.

19 GIUGNO: La Consulta risolve, dando ragione al tribunale di Milano, il conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato sul mancato riconoscimento del legittimo impedimento dell'ex premier Silvio Berlusconi a comparire nell'udienza del processo Mediaset del primo marzo 2010 in quanto impegnato a presiedere un Consiglio dei ministri non programmato. Secondo la Consulta quel giorno venne meno da parte dell'imputato presidente il principio della leale collaborazione tra poteri.

19 GIUGNO: I difensori di Berlusconi - Coppi subentra a Longo - presentano ricorso in Cassazione contro la sentenza d'appello.

1 LUGLIO: Arriva in Cassazione dall'autorità giudiziaria di Milano la segnalazione di imminente prescrizione di una parte dei reati contestati a Silvio Berlusconi.

9 LUGLIO: Il processo viene assegnato alla sezione feriale della Suprema Corte e viene fissata la data dell'udienza: 30 luglio. L'avvocato Coppi si dice esterrefatto per la fretta, il Pdl insorge.

30 LUGLIO: Comincia il processo in Cassazione: il pg chiede la conferma della condanna per Berlusconi, con riduzione da cinque a tre anni del periodo di interdizione dai pubblici uffici. La difesa, il giorno dopo, insiste per l'assoluzione.

1 Agosto Ago 2013 1751 01 agosto 2013
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