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Sicilia, Crocetta e le promesse deluse

Dal Muos ai tagli: le grane del governatore.

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Rosario Crocetta, governatore della Regione siciliana.

Il governatore della Sicilia Rosario Crocetta guadagna più di Barack Obama. L’ex sindaco di Gela ha uno stipendio lordo complessivo superiore ai 310 mila euro. Il suo «collega» di Honolulu, presidente degli Stati Uniti, invece, sfiora i 280 mila euro. La consistente busta paga di Crocetta comprende gli 81 mila euro che percepisce come presidente della Regione, sommati ai 230 mila euro come deputato regionale.
La politica regionale, insomma, mantiene cifre da capogiro anche per chi, questi oneri, aveva promesso di ridurli.
CONGELATA LA BATTAGLIA ANTI-CASTA. Paiono lontanissimi i tempi degli slogan contro la casta e gli sprechi che Crocetta usava in campagna elettorale. Almeno quanto le prime dichiarazioni rilasciate a poche ore dalla sua elezione.
Tra i primi obiettivi da portare a termine c’era infatti il dimezzamento degli stipendi. Il taglio delle indennità e dei benefit dei 90 deputati dell’Assemblea siciliana.
Le parole di Crocetta ancora rimbombano all’interno dello studio di Servizio pubblico. «Voglio dimezzare gli stipendi dei parlamentari. Diranno no? Allora ce ne andiamo tutti a casa», diceva. E ancora: «Mi dimetto se fra tre mesi si continuerà a parlare sempre degli stessi sprechi».
LA GIUNTA COSTA 2 MLN e 300 MILA EURO L'ANNO. Bene, di mesi ne sono passati quasi 10 e, almeno fino a oggi, la sua Giunta costa ancora 2 milioni e 331 mila euro all’anno. Per non parlare degli stipendi dei deputati regionali che si aggirano intorno ai 13 mila euro al mese.
Solo il gruppo parlamentare del Movimento 5 stelle ha diminuito il proprio stipendio: 2500 euro è la cifra mensile che va nelle tasche degli eletti pentastellati.
Così per molti siciliani pare essere arrivata al capolinea la spinta rivoluzionaria che aveva aperto l’esperienza presidenziale di Crocetta. Un'esperienza che doveva mettere fine al cuffarismo prima e al lombardismo poi. E con cui il centrosinistra, per la prima volta, ha conquistato la poltrona più ambita della Sicilia.
I FLOP DI BATTIATO E ZICHICHI. Il governatore si vantava di aver portato all’interno della macchina burocratica siciliana «l’aria fresca del cambiamento». Aveva chiamato due intellettuali a far parte della sua Giunta. Franco Battiato e Antonio Zichichi. Ma quella dei due big presi a prestito alla politica è solo una parentesi. Il loro incarico è stato presto ritirato.
Al posto del cantautore catanese è però arrivata la segretaria di Crocetta, Michela Stancheris. «Da segretaria ad assessore al Turismo. Se lo avessi fatto io, la stampa mi avrebbe massacrato», ha commetato l'ex governatore Lombardo.

IL PASTICCIO DEL MUOS DI NISCEMI. Ma gli atti contro-rivoluzionari del governatore non si fermano qui. Il più recente è stato il brusco passo indietro sul Muos di Niscemi che sta causando una serie di proteste a catena dei comuni limitrofi alla base americana.
La revoca della revoca delle autorizzazioni ha intaccato l'immagine di Crocetta, ancor più compromessa dagli screzi con il movimento NoMuos, che lo ha recentemente querelato per diffamazione. «Coloro che si oppongono alla costruzione dell’impianto satellitare sono mafiosi», aveva dichiato il governatore qualche settimana fa.

L'IMPASSE SULLE PROVINCE. Sul tavolo poi c'è la rivoluzione delle province siciliane che dovrebbero essere sostituite dai liberi consorzi comunali con il conseguente taglio alle spese. Ma la bozza del piano, che dovrebbe portare al passaggio, non convince i gruppi parlamentari dell’Assemblea regionale siciliana né tantomeno il Pd.
Senza contare i problemi del settore della cultura e istruzione. Alcuni musei regionali sono stati costretti a chiudere. La Regione non avrebbe infatti i fondi per pagare i custodi. E lo stesso vale per più di una dozzina di licei, al collasso per mancanza di fondi.
Insomma per il governatore si preannuncia un autunno caldo.

22 Agosto Ago 2013 0600 22 agosto 2013
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