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MOVIMENTI
23 Agosto Ago 2013 0651 23 agosto 2013

Rete Italia, il network di Comunione e liberazione si sfalda

La corrente ciellina del Pdl perde influenza.

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Nell’edizione 2013 del Meeting di Comunione e liberazione manca all’appello Rete Italia, una sorta di coordinamento degli amministratori di Cl che negli ultimi anni aveva sempre tenuto la barra sull’impostazione politica degli eletti.
Alla fondazione nel 2006, il vertice era composto da un triumvirato che si spartiva onori e oneri: Roberto Formigoni, Mario Mauro e Maurizio Lupi.
NETWORK SPACCATO. Adesso, il network di amministratori e associazioni territoriali che fanno capo a quella esperienza cattolica si sono ritrovati spaccati come i loro fondatori.
Da una parte c’è l’ex governatore lombardo che ha perso lo scettro di potere, dall’altra il ministro Mauro è approdato ai lidi montiani dimenticando il percorso berlusconiano mentre il collega di governo Lupi sembra l’unico in grado di poter avere ancora una chance.
Dunque, le loro scelte hanno coinciso con una perdita di influenza per Rete Italia e un divorzio nei fatti. Così, quella che doveva essere una massa critica di eletti d’ispirazione cattolica per conquistare una fetta di elettorato moderato di centrodestra rischia di restare senza ascolto.
DOMINIO RIDIMENSIONATO. Quando sono venute a mancare le principali figure di riferimento, si è ridimensionato anche l’indiscusso dominio sull’area cattolica.
Per sua stessa impostazione, il progetto di Rete Italia evitava ogni logica correntizia ma di fatto si trattava di un gruppo molto attivo specie nel Pdl. Infatti, i suoi esponenti principali sono riconducibili all’esperienza di Comunione e liberazione e negli anni sono stati coinvolti anche sindaci, amministratori ed eletti accomunati dalla coscienza cristiana.
Lo slogan è chiaro: «L’impegno politico al servizio del popolo». Solo il sito ufficiale, però, testimonia ancora questo impegno, accanto al simbolo del Pdl in bella vista.

Solo Lupi può aspirare a un ruolo centrale

Maurizio Lupi del Popolo della libertà.

Il primo a prendere le distanze è stato Mario Mauro quando ha scelto di lasciare il partito berlusconiano per Scelta civica, entrando in competizione con i suoi ex sodali. Forte di un rapporto privilegiato con il capo dello Stato e dei molti voti personali che il suo nome ha ancora, Mauro ha tagliato i ponti col passato.
FORMIGONI FUORI GIOCO. Formigoni, invece, è stato messo fuori gioco dalla perdita del suo status di leader della Lombardia. A margine del Meeting, che lo ha visto per la prima volta giù dal palco, l’ex governatore ha annunciato che per lui il progetto di Rete Italia dovrebbe prosegue con una Rete delle reti.
L’idea è quella di riunire i suoi fedelissimi per garantirsi un peso specifico maggiore nella nuova Forza Italia grazie agli eletti. In pratica, non essendo riuscito a strappare un ruolo di leader del centrodestra al Cavaliere, prova a restare in sella come può.
«Non sono mica tanti a seguirlo ormai», ha raccontato chi è stato presente all’incontro che ha organizzato a margine del Meeting di Rimini. Un bel contrappasso per chi aveva fatto di Rete Italia una formula di salvezza e la garanzia per il futuro.
Chi si è mosso per tempo è stato Lupi. Oltre all’appuntamento estivo di Rimini, Rete Italia teneva anche una sorta di scuola politica a Riva del Garda.
Per non perdere terreno, negli ultimi tre anni Lupi ha organizzato qualcosa di analogo a Sorrento attraverso la sua fondazione Costruiamo il Futuro che organizza dei seminari per alcune centinaia di giovani.
Inoltre, è riuscito a creare un dialogo stretto con alcuni colleghi di partito come Angelino Alfano, Raffele Fitto e Maria Stella Gelmini, che gli garantisce una rete di sostegno ulteriore.
Sempre il ministro delle Infrastrutture si è guadagnato un ruolo chiave nell’Intergruppo parlamentare per la sussidiarietà, altra realtà importante che fa capo a Cl.
EQUILIBRI CAMBIATI. A ulteriore conferma degli equilibri cambiati, Formigoni non ha in programma il classico appuntamento di chiusura del Meeting al Teatro Novelli a Rimini, altro ritrovo usuale per Rete Italia. Ma sarà Lupi, il 23 agosto, a riunire i suoi per fare il punto.
In vista delle successione berlusconiana, questi nuovi equilibri non potranno che contare.

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