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30 Settembre Set 2013 1436 30 settembre 2013

Green Italia, Granata presenta il nuovo partito

Con lui Ferrante e Della seta per un «soggetto politico ecologista».

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Fabio Granata.

Nasce a Milano, ma è destinata ad essere conosciuta in tutta Italia. Green Italia è «il nuovo soggetto politico ecologista» che raduna politici, imprenditori e professionisti che provengono da esperienze e partiti diversi, anche se molti hanno un passato nella Federazione dei Verdi e in Legambiente.
LOTTA ALLE ECOMAFIE. «In Italia c'è una forte domanda di buona politica», ha spiegato Fabio Granata, già parlamentare del Pdl poi passato in Fli. «Green Italia vuole costituire un'offerta importante di nuova politica, che metta al centro questioni come la difesa della legalità, la lotta alle ecomafie che distruggono il territorio e ostacolano lo sviluppo dell'economia sana affrontando finalmente le questioni dell'emergenza ambientale dei grandi siti industriali, come l'Ilva di Taranto».
DIVERSA PROVENIENZA. Insieme a Granata, ha presentato il nuovo partito anche Francesco Ferrante, ex dirigente di Legambiente ed ex senatore del Pd. «Green Italia si presenta come un progetto condiviso da persone di diversa provenienza ed estrazione e si rivolge a soggetti attivi, come gli imprenditori della green economy e le associazioni ambientaliste, che oggi non hanno adeguata rappresentanza politica», ha spiegato Francesco Ferrante a fianco di Roberto Della Seta, un altro dei coordinatori nazionali del nuovo progetto politico.
VERDI COMPRESI. Dai Verdi arrivano invece Anna Donati, Monica Frassoni, Luana Zanella, Angelo Bonelli e Fiorello Cortiana. «Green Italia vuole dare voce a chi oggi nella società, nell'impresa, nella cultura», ha detto Cortiana, «sente una forte esigenza di cambiamento e di innovazione. A Milano, in particolare, l'Expo e la città metropolitana possono rappresentare un'occasione per uscire dalla crisi economica e sociale, con un progetto legato all'innovazione e alla qualità. Occorre però aprire alla partecipazione reale dei cittadini».

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