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EMERGENZA
17 Ottobre Ott 2013 0845 17 ottobre 2013

Immigrazione, Kyenge: «Nuova stagione»

Il ministro all'Europarlamento: «Rivedere la legge vigente».

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Cécile Kyenge, ministro per l'Integrazione.

Per Cécile Kyenge è arrivato il momento della svolta. «In Italia in tema di immigrazione stiamo avviando una nuova stagione, superando logiche emergenziali», ha detto il ministro per l'Integrazione all'Europarlamento di Bruxelles, durante il convegno organizzato dall' associazione LasciateCientrare - European alternatives.
«Nel parlamento va maturando un nuovo indirizzo politico per una revisione della legge vigente, in particolare sul reato d'ingresso e soggiorno irregolare».
«MISURE INUTILI». Kyenge ha aggiunto: «Per anni leggi inadeguate hanno generato misure e strumenti inutili, inefficaci ed onerosi. È ora che noi tutti, e soprattutto chi come me ricopre incarichi governativi, sappiamo essere consapevole di dover affrontare un impegno di fronte alle nuove sfide globali come l'immigrazione, senza aver timore del diverso, ponendo al centro degli interventi la valorizzazione della persona».
In particolare, secondo il ministro: «I tempi sono maturi per pensare a strategie alternative: più in generale dobbiamo ripensare cosa significhi 'sicurezza' e quali sono le strategie per garantirla e in questo quadro va aperto un confronto. Garantire la sicurezza dei cittadini non significa accanirsi su deboli e invisibili ma colpire chi tira le fila del crimine».
«ADEGUARE I CIE ALLA NORMATIVA EUROPEA». In materia di Centri di identificazione ed espulsione (Cie) «la normativa nazionale dovrebbe meglio adeguarsi allo spirito di quella europea».
Ripensare al «trattenimento» e ai Cie «è un compito difficile che richiede approfondimenti non banali per evitare che le proposte che emergono possano essere sfruttate per accentuare il timore degli altri, che pure, purtroppo, è presente nella nostra società».
Ma anche a livello europeo c'è qualcosa da rivedere: «Il regolamento di Dublino resta un punto fondamentale. Occorre riaprire il dibattito, perché la situazione mette in ginocchio i migranti e tutte le persone sul terreno. Spero che al vertice europeo del 24 e 25 si parli anche di questo», ha concluso Kyenge.

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